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Guidi, Guido. Chirurgia è Graeco in Latinum conversa, Vido Vidio Florentino interprete, cum nonnullis eiusdem Vidij commentariis. Parigi, Petrus Galterius, 1544.

Autore: Guidi, Guido

Prima edizione di questo raro trattato, tra le più importanti opere di chirurgia del Rinascimento.

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Descrizione

In-folio, 18 cc. non num. incluso il frontespizio, 533 pagg. num., 1 pag. non num.; (errori di numerazione alle pagg. 247 e 275).
Tassello di appartenenza e appunti in chiara grafia eseguita a china ai fogli di guardia anteriori, frontespizio figurato con stemma xilografico della corona reale di Francia racchiudente i tre gigli (il volume fu dedicato a Francesco I), testo in latino, capilettera istoriati e semplici, dedicatoria, privilegio, dedica ai lettori, esteso indice, numerose annotazioni e sottolineature nel testo di antica mano, 210 xilografie nel testo, di varie dimensioni, da mezza pagina fino a piena pagina, raffiguranti interventi chirurgici, macchine e carrucole ippocratiche per la riduzione delle lussazioni e fratture, apparati di trazione, anatomia comparata, ferri e ferri d'anatomia, bendaggi e legature, ecc., in fine errata.
Completo.
Legatura dell’epoca in piena pergamena, piatti muti, dorso a 4 nervi con titolo manoscritto, contropiatto anteriore con tassello di carta contenente note di appartenenza, foglio di guardia anteriore con antichi appunti manoscritti in chiara e ordinata grafia, tagli cesellati.
Prima edizione di questo raro trattato, tra le più importanti opere di chirurgia del Rinascimento e certamente una delle pubblicazioni più affascinanti per quanto riguarda le illustrazioni, le innovazioni in materia e la completezza dei contenuti.
Curata dal medico fiorentino Guido Guidi (*Firenze 1509 - †Pisa 1569, di solito indicato con il suo nome latinizzato Vidus Vidius), nipote del pittore Domenico  Ghirlandaio. L’edizione è arricchita da un prezioso apparato iconografico tratto dai disegni della scuola di Francesco Salviati.
L'opera, traduzione dal greco al latino, possiede commenti di fondamentali testi di chirurgia classica fino ad allora dimenticati: Ippocrate (De ulceribus, De fistulis, De vulneribus capitis, De fracturis, De articulis, Mochlicus); Galeno (Commentari ai testi ippocratici); Oribasio (De laqueis sui bendaggi e De machinamentis sulle macchine ortopediche).
Le annotazioni di Guidi integrano la tradizione classica con la pratica rinascimentale, fondando l'ortopedia moderna.
Buon esemplare. Si segnalano lievi e naturali usure d'epoca alla legatura in pergamena; sottili gallerie di tarlo marginali su pochissime carte finali (che non toccano il testo e le incisioni); venature di foxing e lievissime fioriture al frontespizio e alle prime carte.
cfr. Norman 954; Durling 2204; Mortimer, 542; Dibner 118.

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