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Libri e stampe antiche

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Sant'Albino, Vittorio. Gran dizionario piemontese-italiano. Torino, Società l’Unione Tipografico-Editrice, 1859.

Prima edizione di questo importante dizionario ricco di frasi e detti popolari e traduzioni di termini dialettali, edito da Vittorio di Sant’Albino.

€ 900,00

Descrizione

In-folio, XVI pagg. num. inclusi l’occhietto e il frontespizio, 1238 pagg. num. (ultima bianca).
Occhietto, frontespizio con fregio floreale, dedica degli editori, prefazione, elenco delle abbreviature, testo disposto su due colonne.
Legatura di piena pelle marrone coeva, piatti in tela percallina viola, dorso ornato con titolo, nome dell’autore e ferri fitomorfi impressi in oro, sguardie marmorizzate.
Prima edizione di questo importante dizionario ricco di frasi e detti popolari e traduzioni di termini dialettali, edito da Vittorio di Sant’Albino (*Torino 1787 - †1865).
Rappresenta una pietra miliare assoluta della lessicografia dialettale italiana e il punto d'arrivo della grande tradizione dei vocabolari piemontesi dell'Ottocento.
L'opera di Sant'Albino non è un semplice repertorio di vocaboli, ma un vero spaccato della cultura, dei mestieri e della vita quotidiana del Piemonte risorgimentale. Viene pubblicato nel 1859, un anno cruciale (la Seconda guerra d'indipendenza), in una Torino che è il motore politico d'Italia ma che conserva ancora nel dialetto la sua lingua d'uso quotidiano, trasversale alle classi sociali.
L'autore raccoglie una quantità imponente di lemmi, registrando le varianti e la terminologia tecnica delle arti e dei mestieri (agricoltura, tessitura, botanica, gastronomia).
Ogni lemma non viene solo tradotto con l'equivalente italiano, ma è contestualizzato attraverso proverbi, locuzioni idiomatiche e frasi tipiche popolari, offrendo una preziosa testimonianza antropologica e folklorica.
Il Sant'Albino è considerato il più importante e monumentale dizionario dialettale piemontese mai stampato. Non a caso, nel corso del Novecento e in tempi recenti, ha visto numerose ristampe anastatiche, a testimonianza di un valore scientifico che non è mai tramontato.
L’opera si presenta in buono stato di conservazione. Segnaliamo qualche brunitura sparsa dovuta al tipo di carta utilizzato.
cfr. Clivio 3145; Prati 213.

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