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Vassalli Eandi, Antonio Maria. Memoria sopra il bolide degli XI settembre MDCCLXXXIV, e sopra i bolidi in generale. Torino Stamperia Reale, s.d. (1786 ca.)

L'opera descrive un evento astronomico specifico: il passaggio di una meteora nei cieli di Torino l'11 settembre 1784.

€ 400,00

Descrizione

In-12°, XLIV pagg. num. incluso il frontespizio, 113 pagg. num, 1 pag. non num.
Frontespizio con fregio tipografico, l'opera si apre con una lettera dedicatoria firmata dal prete Anton Maria Vassall Eandi indirizzata a Gianbattista Ribocchi (l'autore in quegli anni: nel frontespizio Vassalli si qualifica come Professore di Filosofia nel R. Collegio di Tortona; Ribrocchi era una famiglia patrizia e della nobiltà civica di Tortona. Durante il periodo di insegnamento nel collegio tortonese il giovane scienziato torinese strinse legami con l'élite culturale e aristocratica locale,
L'opera descrive ed esamina un evento astronomico specifico: il passaggio di un luminoso bolide (una meteora particolarmente brillante) nei cieli di Torino l'11 settembre 1784. Nella prima parte del trattato, Vassalli raccoglie le testimonianze e descrive le traiettorie e l'aspetto del fenomeno. Nella seconda parte tenta di dare una spiegazione fisica di questi fenomeni.
Completo.
Legatura in pieno cuoio coevo, piatti muti, dorso con filetti, finto tassello contenente il titolo in oro e girasoli impressi in oro nei restanti comparti, tagli rossi.
Antonio Vassalli Eandi (*Torino 1761 - †1825) fu un fisico ed astronomo. Come Sacerdote, insegnò Fisica all'Università di Torino e diresse l'Osservatorio, lasciando molti scritti scientifici.
Vassalli (che in seguito aggiunse al cognome quello dello zio materno, l'abate Eandi che lo crebbe ed educò visto che rimase orfano di padre), divenne un'importante scienziato piemontesi a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento. Fu allievo di Giovanni Battista Beccaria, succedette allo zio nella cattedra di fisica all'Università di Torino e fu considerato figura centrale della Reale Accademia delle Scienze di Torino, oltre ad essere un pioniere degli studi sull'elettricità e sul galvanismo in Italia.
Alla fine del Settecento, la natura delle meteore e dei bolidi era ancora oggetto di forte dibattito scientifico. Molti scienziati (influenzati dalle teorie elettriche) ritenevano che i bolidi fossero agglomerati di gas infiammabili o fenomeni di natura puramente elettrica confinati nell'atmosfera terrestre.
Un dettaglio insolito ed elegante per un'edizione torinese dell'epoca è la citazione in lingua inglese posta al centro del frontespizio: "An enlarged viewv of things destroys the effects of prejudice, inspires the properest ideas of the great original cause, and promotes a detestation of every thing that is mean or base." - Nicholson Introd. to Nat. Phil. Si tratta di un estratto dall'opera An Introduction to Natural Philosophy (1781) del chimico e saggista inglese William
Nicholson. La citazione riflette in pieno lo spirito dell'Illuminismo scientifico: lo studio della natura amplia le vedute umane, distrugge i pregiudizi e le superstizioni (come il timore reverenziale o presago associato tradizionalmente al passaggio delle meteore) e solleva lo spirito verso la comprensione delle leggi universali.
Raro opuscolo scientifico locale, testimonianza della fervente scuola fisica piemontese di fine Settecento, in perfetta conservazione.
cfr. Zanone Poma 2003, pag. 79.

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