Libreria antiquaria
Bourlot

Dal 1848
Libri e stampe antiche

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Mazzini, Giuseppe. La Giovine Italia. Serie di scritti intorno alla condizione politica, morale e letteraria dell’Italia, tendenti alla sua rigenerazione. Marsiglia, Tipografia Militare di Giulio Barile e Boulouch, 1832.

È la seconda parte del primo anno del periodico che ebbe vita breve tra il 1832 ed il 1834.

€ 600,00

Descrizione

In-8°, 2 cc. non num. inclusi l'occhietto e il frontespizio, inizio della numerazione da pag. 9-132.
L'impaginazione è errata, partendo da pagina 9 dopo 2 cc. di preliminari non numerate, ma l'esemplare corrisponde a quelli simili conservati e digitalizzati in biblioteche pubbliche.
Legatura dell'ottocento in mezza pelle verde con titolo e filetti in oro al dorso.
È la seconda parte del primo anno del periodico che ebbe vita breve tra il 1832 ed il 1834, il quale comprendeva sei numeri.
Questo giornale fu voluto e ideato, durante l'esilio a Marsiglia, da Giuseppe Mazzini, il principale esponente del patriottismo risorgimentale e personaggio chiave del processo di unificazione dello Stato italiano. Al periodico fu attribuito importanza per la storia del pensiero sociale europeo, infiammando il dibattito politico risorgimentale dopo i moti del 1821 e prima delle Guerre di Indipendenza che portarono all'unità del paese.
Non vi sono tracce di esemplari completi composti da tutte le sei parti, tantomeno venduti nel mercato antiquario degli ultimi anni.
La rarità della "Giovine Italia" è attribuita al fatto che fu un testo proibito che circolava clandestinamente, con falsi luoghi di stampa. Il possesso di copie era motivo di incarcerazione e di condanna a morte (ricordiamo la condanna alla fucilazione il 20 maggio 1833 del caporale Giuseppe Tamburelli.
La Giovine Italia o Giovane Italia fu in primis un'associazione politica insurrezionale fondata da Giuseppe Mazzini a Marsiglia nel luglio 1831, della quale il programma veniva pubblicato su questo periodico, con lo stesso nome. L'obiettivo dell'organizzazione fu quello di trasformare l'Italia in una repubblica democratica unitaria, secondo i principi di libertà, indipendenza e unità, destituendo i governi dei precedenti stati preunitari. La Giovine Italia costituì uno dei momenti fondamentali nell'ambito del Risorgimento italiano. Negli anni 1833 e 1834, durante il periodo dei processi in Piemonte, l'associazione scomparve, ricomparendo solo nel 1838 in Inghilterra. La Giovine Italia entrò, in seguito, a far parte di un'altra associazione politica mazziniana, la Giovine Europa, assieme ad altre associazioni simili come la Giovine Germania, la Giovine Polonia, la Giovine Svizzera e la Giovine Francia. Il 5 maggio 1848, l'associazione fu definitivamente sciolta da Mazzini.
Oltre ad articoli di Mazzini, sul periodico troviamo scritti di C. D. Del Fante e G. La Cecilia. Il ipografo fu Giulio Barile, Vittorio Vian l'amministratore e il gerente. Alcuni esuli, quali Guglielmo Libri, Antonio Benci, Giovanni Berchet, Giuseppe Pecchio, avevano promesso collaborazione, che mai arrivò.
Ottima conservazione.

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