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Dorazio, Piero

Piero Dorazio (*Roma 1927 - †Perugia 2005), pittore e architetto italiano, dopo aver studiato architettura ben presto si orientò verso l’arte, iniziando a rappresentare opere figurative che con il tempo assumeranno spirito cubista e in seguito futurista, caratterizzate da toni vivi e contrastanti. Figura tra i firmatari del manifesto Forma 1, assieme a Pietro Consagra, Ugo Attardi, Carla Accardi e Turcato, con cui sancisce la sua piena adesione all'astrattismo. Intraprende diversi soggiorni artistici in molte città europee tra le quali Parigi, Praga,Berlino ed Harvard. A Parigi soggiorna un anno, si iscrive alla Scuola di Belle Arti ed incontra i più grandi artisti del suo tempo: Matisse, Braque, Picabia, Magnelli e Le Corbusier. Nel 1953 si trasferisce per un anno negli Stati Uniti dove conosce i pittori americani più rappresentativi: De Kooning, Rothko, Pollock e Barnett Newman. Nel 1960 viene invitato dalla Pennsylvania University per dirigere il Dipartimento di Belle Arti alla School of Fine Arts. Espone in tre edizioni della Biennale di Venezia, nel 1960, 1966, 1988. 
Espone più volte a Londra, a New York e in gallerie svizzere e tedesche. Nel 1970 rientra a Roma e vi si stabilisce, compiendo viaggi in Grecia, Africa e Medio Oriente. Nel 1975 acquista un antico eremo Camaldolese a Todi, vi abita e riadatta la chiesa come suo studio. Per diversi anni trascorre il periodo estivo nella sua casa-studio a Rodi, in Grecia. A partire dal 1984, collaborò con il "Corriere della Sera" divenendo il critico d’Arte accreditato del quotidiano.
Eccolo descritto in poche righe, in uno dei suoi celebri aforismi:
"L'arte della pittura non è destinata alla fabbricazione più o meno ingegnosa di immagini, ma alla ricerca di quegli elementi chiave della percezione visiva che generano il modo di vedere e di intendere le immagini".

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