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Il Theatrum Sabaudiae: un palcoscenico di carta

Il Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis, meglio conosciuto semplicemente come Theatrum Sabaudiae, è più di una raccolta di stampe: è un "biglietto da visita" con il quale la dinastia sabauda si presentò all'Europa della fine del XVII secolo.

Un capolavoro monumentale, senza precedenti per l'epoca, ideata dal duca Carlo Emanuele II e portato a compimento dalla reggente Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours.


🛒Presso la Libreria Antiquaria Bourlot si possono trovare alcune stampe originali a fogli sciolti, tratte da differenti edizioni del Theatrum Sabaudiae.

Possedere una testimonianza e poter osservare dal vivo la straordinaria precisione è un'esperienza unica, la quale permette di toccare con mano il "sogno di pietra" dei Savoia.


🏛️ Un Palcoscenico di Carta: Il Concetto e l'Opera

Pubblicato per la prima volta ad Amsterdam nel 1682 dall'editore Joan Blaeu, il Theatrum Sabaudiae è un'opera imponente in due volumi, la quale fonde arte, cartografia e maestria editoriale.

Il termine "Theatrum" non è casuale: l'opera intendeva letteralmente "mettere in scena" la grandezza del Ducato di Savoia. In un'epoca in cui il potere si misurava sulla magnificenza visiva, i Savoia decisero di mostrare al mondo che il loro piccolo Stato alpino non aveva nulla da invidiare alla Versailles di Luigi XIV o alle grandi corti europee.

La raccolta vanta ben 145 tavole incise su rame (vedute a volo d'uccello, piante topografiche, blasoni, ritratti e carte geografiche, realizzate da importanti disegnatori e incisori dell'epoca, come l'architetto di corte Amedeo di Castellamonte e il topografo Giovanni Tommaso Borgonio. Le immagini sono accompagnate da testi storici e celebrativi, curati dal letterato Emanuele Tesauro e da Pietro Gioffredo.

🏰 I Protagonisti: Dimore, Città e Fortezze
Il Theatrum è una raccolta dettagliata dei domini sabaudi alla fine del Seicento, divisi idealmente nei due volumi:

1. Il Primo Volume (Torino e il Piemonte): È il cuore pulsante del potere. Torino viene celebrata nella sua nuova veste barocca, con la pianta geometrica della città e le vedute dei palazzi. Spiccano le residenze della cosiddetta "Corona di Delizie": il Palazzo Reale, il Castello del Valentino, la Villa della Regina, la sfarzosa Reggia di Venaria Reale rappresentata nel culmine del suo splendore Seicentesco e molto altro.

2. Il Secondo Volume (I territori d'oltralpe e le fortezze): Racconta la Savoia, il Nizzardo, la Valle d'Aosta e il Ducato del Monferrato. Qui l'enfasi si sposta sulle imponenti fortificazioni e sulle aspre bellezze alpine, tese a dimostrare la capacità dei Savoia di dominare e difendere i valichi strategici d'Europa.
Una curiosità prospettica: Le vedute non sono quasi mai a livello del suolo, ma adottano una spettacolare prospettiva a volo d'uccello. Questo permetteva di vedere contemporaneamente le facciate dei palazzi, la geometria dei giardini barocchi e il tessuto urbano circostante, regalando allo spettatore una sensazione di controllo assoluto sul territorio.

📜 La Cronologia delle Edizioni
Il successo e l'importanza strategica dell'opera sono testimoniati dalle successive riedizioni, che seguirono i mutamenti politici e i passaggi di proprietà dei rami editoriali olandesi:
· 1682 (Prima Edizione): Il capolavoro assoluto in latino (e parallelamente in olandese e francese). È il culmine del progetto barocco sabaudo.
· 1693 & 1697: Riedizioni che testimoniano la costante richiesta sul mercato europeo di queste vedute, utilizzate come regali diplomatici per re, principi, diplomatici e ambasciatori.
· 1700: Edizione che traghetta l'opera nel nuovo secolo, mantenendo intatto il fascino e l'utilità di consultazione.
· 1725 & 1726: Queste edizioni (curate dall'editore Rutgert Alberts a L'Aia) arrivano in un momento politico cruciale. Nel frattempo (con il Trattato di Utrecht del 1713) i Savoia sono diventati Re (prima di Sicilia, poi di Sardegna). Il Theatrum non descrive più solo i domini di un duca, ma le terre di un vero e proprio sovrano europeo, consolidando definitivamente il mito della dinastia.

💡 Perché è un'opera straordinaria ancora oggi?
Oggi il Theatrum Sabaudiae è considerato uno strumento fondamentale per storici, architetti e storici dell'arte. Molti giardini e dettagli architettonici Seicenteschi che vediamo in queste stampe sono andati perduti a causa delle guerre, delle ristrutturazioni settecentesche (firmate da Filippo Juvarra) o del declino del tempo.
Sfogliare il Theatrum significa fare un viaggio nel tempo: un'immersione in un Piemonte e in una Savoia idealizzati, geometricamente perfetti, dove l'architettura barocca sposa il paesaggio in un inno eterno al potere e alla bellezza.

🎨 I Grandi Disegnatori dell'Opera
· Giovanni Tommaso Borgonio (1620–1683): È senza dubbio il vero e proprio "regista" visivo di gran parte dell'opera. Cartografo, incisore e miniatore di corte, Borgonio realizzò i disegni per la maggior parte delle vedute a volo d'uccello delle città e delle fortezze (sua è anche la carta geografica del Ducato che apre l'opera, la carta corografica degli Stati del Duca di Savoia). Il suo stile unisce una precisione tecnica quasi geometrica a una sensibilità artistica straordinaria nel tratteggiare i paesaggi alpini e i dettagli urbani.
· Giovenale Boetto (1604–1678): Architetto, pittore e incisore fossanese, fu figura chiave nel documentare il Piemonte meridionale e non solo. La mano si riconosce per la spiccata sensibilità architettonica: i disegni e le incisioni uniscono il rigore della prospettiva a un gusto scenografico tipicamente barocco, ideale per esaltare la monumentalità delle piazze e delle facciate.
· Carlo Morello (attivo nella metà del XVII sec.): Ingegnere militare e cartografo ducale, portò nel Theatrum l'indispensabile rigore della scienza fortificatoria. Il  contributo fu fondamentale per il disegno tecnico e la resa prospettica delle cittadelle, dei bastioni e delle strutture difensive dello Stato, che dovevano apparire agli occhi d'Europa visivamente imponenti e inespugnabili.
· Federico Guazzo (attivo nella seconda metà del XVII sec.): Ingegnere, architetto e misuratore ducale, fu figura attiva nei rilievi topografici per conto della corte sabauda. Il suo prezioso contributo consistette nel meticoloso lavoro di rilievo sul campo e nel disegno di importanti vedute e piante di città del ducato. La sua competenza tecnica fu essenziale per garantire la fedeltà geometrica e il livello di dettaglio che gli editori di Amsterdam esigevano per l'incisione delle tavole.
· Simone Formento (attivo nella seconda metà del XVII sec.): Ingegnere, tipografo e misuratore ducale, fu un altro tassello fondamentale per la resa cartografica e scientifica dell'opera. Lavorò a stretto contatto con l'amministrazione sabauda per il rilievo del territorio, e la sua firma (spesso indicata nelle tavole come Simon Formentus) compare sulle piante cittadine e vedute prospettiche.

Il Theatrum non fu l'opera di un solo artista, ma il risultato di una straordinaria sinergia tra le competenze scenografiche e artistiche di Boetto, la maestria vedutistica di Borgonio e il rigore geometrico e ingegneristico di Morello, Guazzo e Formento.
Insieme, questi uomini riuscirono a fondere l'arte barocca con la precisione tecnica, offrendo alle stamperie olandesi di Blaeu un materiale di partenza di qualità eccelsa, così da decretare il successo eterno dell'opera.