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Müller, Alfredo

Alfredo Müller nacque nel 1869 a Livorno. Crebbe in un ambiente colto ed agiato e, dal 1882, seguì, verosimilmente come allievo esterno, i corsi di Giuseppe Ciaranfi e Michele Gordigiani.
Nel 1886 partecipò alla I Esposizione di Belle Arti di Livorno con Fattori, Lega e i fratelli Tommasi.
Nel 1888, a seguito di gravi dissesti finanziari, la famiglia si trasferì a Parigi. Qui Müller  frequentò gli studi di Francois Flameng e Carolus-Duran: ciò significò per lui aprirsi le porte dei Salon e dell’ufficialità.
L’anno successivo partecipò alla Promotrice fiorentina con il dipinto Interno.
Tra il 1890 ed il ’95 visse a Firenze e Livorno, alternando frequenti soggiorni a Torre del Lago. Espose nel frattempo  alla Società Promotrice di Firenze dipinti di chiara matrice impressionista, utilizzando la tecnica divisa, a piccoli tratti di colore.
Divenuto rapidamente un punto di riferimento per le nuove generazioni di artisti tra cui Nomellini, Banti e Cappiello, si trasferì nel 1895 con la famiglia a Parigi e prese parte regolarmente alle esposizioni ufficiali.
Müller affiancò l’attività di pittore a quella di incisore e di cartellonista, collaborò infatti  con illustri riviste come la “Revue Blanche”.
Partecipò alla vita artistica parigina esponendo al Salon d’Automne nel 1904 e quattro anni dopo alla Galerie Rosenberg con una personale.
Nel 1914, dopo lo scoppio della I Guerra Mondiale, con la moglie si stabilì nuovamente in Toscana.
I paesaggi e le vedute, presentate in occasione della Prima Esposizione Invernale toscana del 1914, si caratterizzarono per la profonda assimilazione del linguaggio di Cézanne.
Müller si avvicinò al gusto Decò manifestando un crescente interesse per l’arte decorativa che si concretizzò con la partecipazione alla I Mostra Biennale delle Arti Decorative.
Nel 1922, presso la Galleria Pesaro di Milano, si tenne una mostra personale con oltre 100 opere esemplificative del lungo percorso artistico del pittore.
Nei primi anni Trenta rientrò in Francia e da quel momento non risultano ulteriori partecipazioni a manifestazioni pubbliche.
Morì a Parigi nel 1939 per un attacco cardiaco.

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