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Vedute ottiche Remondiniane di Torino. Bassano, Remondini, 1770 circa.

Tra il 1730 e il 1740 si diffuse una nuova tecnica di sviluppo delle stampe chiamata “Veduta ottica”. L’arte delle vedute ottiche crebbe parallelamente al crescente interesse per le vedute nella loro forma classica, prediligendo al classico gusto bucolico, immagini di piazze più o meno importanti e monumenti celebri.
La peculiarità di questo tipo di incisione si trova nella prospettiva che essendo volutamente molto accentuata conferiva profondità alla scena e nella resa finale che grazie a delle finestrelle distribuite nell’immagine e ad una fonte di luce appositamente posizionata in un punto particolare, riusciva ad ottenere una doppia visione con un effetto giorno / notte di spettacolare suggestione.
Maestri in quest’ arte furono i Fratelli Remondini di Bassano e dopo loro incisori di altre nazioni impararono e affinarono l’arte della “ veduta ottica”.
Le vedute Remondiniane rappresentano la stampa popolare italiana: semplici nel tratto, acquerellate con poche tinte in maniera rapida e decisa, affascinano per la loro immediatezza.
Fu una forma di spettacolo fantastico grazie al quale si poteva fingere di viaggiare in città lontane, vere o immaginarie.

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Description

Serie completa di sei incisioni originali eseguite su rame, tutte acquerellate a mano all’epoca (mm 430 x 330 l’impressione più margini irregolari da 1 a 4 cm).
Impresse a Bassano nel 1770 circa dallo stampatore Remondini, tratte dalla monumentale opera “Raccolta di vedute ottiche di città italiane”.
Titoli lungo il lato inferiore a sinistra in latino,  ripetuti a destra in francese.
In basso a sinistra i numeri della serie remondiniana (X1-X6).
1) Vüe de la Place, et palais Royal Illuminée à Turin.
Veduta prospettica di piazza Castello e del palazzo Reale. In primo piano due file di truppe schierate ai lati dell’ingresso del palazzo e altri personaggi  in carrozza e a piedi.
2) Vüe de la façade du Chateau du côté de la grosse Doire avec l’illumination à Turin.
Veduta prospettica di piazza Castello con il Palazzo Madama visto dall’attuale via Garibaldi.
3) Vüe de Chateau du Côsté de la Rüe du Po à Turin.
Veduta prospettica di piazza Castello con il Palazzo Madama, visto da via Po.
4) Vüe de la Vigne de S.M. La Reine avec l’illumination à Turin.
Veduta prospettica della Villa della Regina sulla collina della città.
5) Vüe de la Rue de Po avec l’Illumination à Turin.
Veduta prospettica di via Po presa dall’attuale piazza Vittorio Veneto.
6) Vüe de la Place S.ͭ Charles et de la Porte neuve en éloignement, avec l’illumination marqué d’un seul côte à Turin.
Veduta prospettica di piazza San Carlo con lo sfondo delle due chiese: Santa Cristina e San Carlo. Da notare che le facciate delle due chiese sono identiche, in effetti quella di Santa Cristina verrà costruita soltanto nel 1834.

Le presenti vedute derivano dalla celebre raccolta pubblicata nel 1737 in occasione delle nozze tra Carlo Emanuele III ed Elisabetta di Lorena, allorché la città fu illuminata a festa con luminarie ed addobbi.
Questa rara raccolta furono eseguire per essere viste mediante un apparecchio detto pantoscopio o mondo nuovo, attraverso lenti e illuminata con candele posizionate  davanti o dietro (previo montaggio su cartone). Alcuni esemplari si trovano perciò con le finestre e le porte delle costruzioni raffigurate intagliate e ricoperte di una carta rossa e azzurrina, attraverso la quale veniva fatta filtrare la luce e con i titoli in controparte.
Esemplari in nitida impressione e fresca coloritura coeva. La prima veduta ha un lieve alone nell’angolo inferiore destro.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo I, pag. 310 n° 198.

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