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Sacrobosco, Johannes de - Vespucci, Bartolomeo [e altri autori]. Nota eorum quae in hoc libro continentur[…]. Venezia, Ioannem Rubeum & Bernardinum, 1508, legato con Veneto, Paolo. Expositio in libros de generatione. Venezia, Bonetus Locatellus, 1498.

La prima opera si presenta come un compendio enciclopedico il quale raccoglie il testo classico di Sacrobosco, arricchito dai commenti e dalle dispute dei massimi esperti dell'epoca. La seconda parte parte è un frammento dell'incunabolo di Paolo Veneto, impresso dal tipografo Boneto Locatello per l'editore Ottaviano Scoto, il quale risulta un importante documento della divulgazione scientifica e filosofica tardo-medievale alle soglie del Rinascimento.

€ 9.800,00

Description

In-folio piccolo, 2 opere in un volume.

1ª opera: 4 cc. non num. incluso il frontespizio, 94 cc. num. [i.e.98],  65 cc. num., 1 c. non num. (bianca).
Miscellanea astronomica rinascimentale, impressa a Venezia nel 1508, la quale raccoglie il corpus di influenti trattati di cosmografia, astronomia e fisica celeste del Medioevo e del primo Rinascimento, imperniati attorno al De Sphaera di Sacrobosco. Testo in latino circondato da commenti con struttura a blocchi alternati, iniziali xilografiche animate o geometriche a fondo nero o decorati con motivi a fogliame.
Il volume è ornato da un ricco apparato di illustrazioni xilografiche nel testo: una serie di diagrammi astronomici, sfere armillari, schemi geometrici, orbite planetarie ed eclissi che non solo decorano la pagina, costituiscono un indispensabile sussidio visivo per l'insegnamento delle scienze cosmografiche del tempo.
Risulta un edizione di rilievo anche per l'illustre paternità editoriale: il testo è curato dal matematico e astronomo fiorentino Bartolomeo Vespucci (nipote del celebre navigatore Amerigo Vespucci), il quale apre l'opera con la sua Oratio de laudibus astrologiae, qui in prima edizione.
Il volume si configura come una vera e propria enciclopedia del sapere astronomico pre-copernicano, includendo in un'unica raccolta:
· Il commento dell'astronomo docente e religioso Francesco Capuano di Manfredonia (sia alla Sphaera di Sacrobosco sia alle Theoricae Novae del Peurbach).
· L'esegesi del filosofo umanista francese Jacques Lefèvre d'Étaples (Iacobus Faber Stapulensis).

· Le Quaestiones del Cardinale Pierre d'Ailly.

· Il compendio del vescovo di Lincoln Robert Grosseteste.

· L'aspra invettiva scientifica di Johannes Regiomontanus sugli errori di calcolo e teorici della Theorica Planetarum di Gerardo da Cremona.

· L'opera conclusiva e culminante di questa raccolta è il trattato astronomico di Georg von Peuerbach“Theoricarum nouarum textus.”, corredato dall'ampio ed erudito commento (l'expositio) di Francesco Capuano di Manfredonia, qui interamente revisionato e corretto con diligenza.
Risulta una pietra miliare della tipografia scientifica veneziana dell'inizio del XVI secolo, fondamentale per lo studio della transizione della cosmologia geocentrica, con un ampio corredo xilografico. L'opera chiude con una marca tipografica di Giunta con Torre e ai lati iniziali Z F entro cornice.
Completo.

2ª opera: 16 cc. numerate 103-118.
Testo in latino, in caratteri gotici disposto su due colonne, iniziali xilografiche a fondo nero decorate con motivi a fogliame,  molte xilografie di carattere astronomico arricchite da diagrammi per spiegare visivamente il testo adiacente. La pagina iniziale è la carta 103 (quella che apre la seconda parte del volume), sulla sinistra campeggia una rappresentazione del mondo racchiuso nella sfera armillare (Sphera Mundi), sostenuta da una mano che emerge da un motivo di nuvole o fogliame. In fine marca tipografica di Scoto con il Cerchio e la Croce: al centro della figura campeggia un cerchio diviso orizzontalmente da una linea, dal centro del cerchio si innalza una linea verticale che si sviluppa verso l'alto formando una doppia croce (detta anche croce patriarcale). Questo simbolo universale univa il segno della terra/mondo (il cerchio) con la protezione divina (la croce), all'interno degli spazi geometrici creati dal cerchio e dalla linea divisoria sono inserite tre lettere maiuscole ben distinte: O, S, M. le iniziali di Ottaviano Scoto da Monza.
Frammento di incunabolo figurato, composto complessivamente da 118 cc.
Legatura italiana coeva in mezza pelle (vitello scuro), su assi di legno, con piatti rivestiti in pelle più chiara, decorata a secco,piatti riccamente impressi a secco con uno schema geometrico a scomparti. Il campo centrale è dominato da un grande motivo a losanga romboidale, formato da fasci di filetti sottili che si incrociano, circondato e inquadrato da bordure di filetti e da eleganti fasce di ferri impressi con rulli o punzoni singoli, dorso in pelle scura divisa in 3 ampi nervi, 2  ex-libris al contropiatto anteriore.

La prima opera si presenta come un compendio enciclopedico il quale raccoglie il testo classico di Sacrobosco, arricchito dai commenti e dalle dispute dei massimi esperti dell'epoca. La seconda parte parte è un frammento dell'incunabolo di Paolo Veneto, impresso dal tipografo Boneto Locatello per l'editore Ottaviano Scoto, il quale risulta un importante documento della divulgazione scientifica e filosofica tardo-medievale alle soglie del Rinascimento.
Buono stato di conservazione di entrambe le parti, senonchè presenta minime macchia sulle ultime 3 carte dell’incunabolo. La legatura è stata riutilizzata e restaurata.
cfr. Sander 7572; Adams II 614.

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