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Bourlot

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Libri e stampe antiche

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Il cuoco piemontese ridotto all’ultimo gusto con nuove aggiunte ad uso anche della [...]. Milano, Per Giovanni Silvestri, 1825.

Quinta edizione, corretta ed aumentata di una delle più importanti opere gastronomiche regionali italiane.

€ 670,00

Descrizione

In-8°, 2 cc. non num. incluso il frontespizio, 402 pagg. num., 1 c. non num.
Frontespizio con fregio xilografico, dedica ai lettori, 3 tavole incise su rame più volte ripiegate, raffiguranti servizi e corredate di spiegazione al verso, esteso indice in fine.
Manca l’antiporta calcografica, raffigurante l’interno di una cucina.
Legatura coeva in mezza pelle verde con titolo e ricchi fregi in oro al dorso, piatti foderati con carta marmorizzata coeva.
Quinta edizione, corretta ed aumentata di una delle più importanti opere gastronomiche regionali italiane. Considerato il più importante testo culinario piemontese, il susseguirsi delle edizioni vide un incremento di ricette e correzioni.
La prima edizione dell’opera uscì nel 1766. Seguirono numerose edizioni, aumentate ed integrate da nuove ricette tanto che al 1855 se ne contavano già 55 differenti. L’autore dell’opera non è mai stato identificato. Se diverse ricette sono chiaramente ispirate dalla cucina francese, in particolare dall’opera “La cuisinière bourgeoise” l’autore, anonimo piemontese, ne muta profondamente i contenuti adattando la cucina francese, introdotta nel territorio piemontese, attraverso l’utilizzo di ingredienti italiani e variazioni, al gusto piemontese.
Buono stato conservativo dell’opera. Segnaliamo qualche leggerissima macchiolina di foxing, un leggerissimo e piccolo alone al margine interno bianco delle ultime 30 carte e lieve strofinatura ai piatti.
cfr. Westbury 69; Paleari Henssler I pag. 230.

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