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Caccia allo struzzo - Strution insequitur celeri gens maura moloso. Anversa, Giovanni Stradano - Philip Galle, 1578-1596.

Author: Stradano, Giovanni (Jan van der Straet o Stradanus)

Interessante tavola raffigurante la caccia allo struzzo: l'immagine unisce la precisione del dettaglio naturalistico fiammingo a un soggetto fantastico.


€ 680,00

Description

Incisione originale eseguita a tecnica mista acquaforte e bulino (mm 295 x 215 l’impressione più ampi margini).
Impressa ad Anversa tra il 1578 ed il 1596 da Philip Galle (*Haarlem 1537 - †Anversa 1612) su disegno di Jan van der Straet, italianizzato e conosciuto con il nome di Giovanni Stradano (*Bruges 1523 - †Firenze 1605) tratta dall’opera Venationes ferarum, avium, piscium. Pugnae bestiariorum & mutuae bestiarum.
Interessante e vivace tavola raffigurante la caccia allo struzzo condotta dalle popolazioni maure nell'Africa settentrionale. In primo piano al centro un grande struzzo si difende disperatamente dall'attacco di tre cani molossi che lo circondano e lo assaltano. Attorno alla fiera si trovano i cacciatori mauri a cavallo, abbigliati con vesti orientali e turbanti, armati di lunghe lance con cui circondano e trafiggono il volatile.  Sullo sfondo, in una vasta pianura costellata da palme ed esotici alberi tropicali, si svolgono altri inseguimenti. Come spiegato dal distico latino nella didascalia inferiore, questa caccia non aveva come scopo principale la carne, bensì la raccolta delle preziose piume di struzzo, utilizzate per decorare ed impreziosire gli elmi e galee dei guerrieri come simbolo di onore e prestigio (gestamen honorum).  
L'immagine unisce la precisione del dettaglio naturalistico fiammingo a un soggetto fantastico ed esotico, tipico del gusto dell'epoca per le curiosità della natura. 
Didascalia in latino nella parte inferiore.
Giovanni Stradano, pittore e disegnatore di origine fiamminga, si formò artisticamente prima nella bottega del padre e poi ad Anversa presso il pittore Pieter Aertsen. Viaggiò molto in Europa, visse a Venezia, Firenze, Roma, Napoli e infine ancora Firenze, città nella quale morì. Non fu l'incisore dei suoi disegni i quali furono tradotti in incisioni da altri artisti.
Tavola ottimamente inchiostrata, nitida e ben contrastata, con dettagli ben definiti. Margini presenti e integri su tutti i lati, oltre la battuta della lastra.
cfr. Baroni Vannucci “Jan van der Straet…” Milano 1997, 693.

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