Facebook  Twitter  IT EN
Prodotti in vetrina

Homeri, Ilias, seu potius omnia eius quæ quidem extant opera. Strasburgo, Theodosius Rihelius, s.d. (1572).

In-8°, 913 pagg. num. incluso il frontespizio, 69 pagg. non num. (errore di numerazione alle pagg. 425 e 426).
Frontespizio figurato con marca tipografica non censita, testo in greco con versione latina a fronte, svariati capilettera istoriati, indice in fine.
Il volume dell’Iliade è completo.
Stupenda legatura del 1577, in pelle di scrofa su assicelle in legno impressa a secco, piatti decorati da  piccoli ritratti che delimitano un campo rettangolare centrale e al suo interno ritratto e data 1577, dorso a 4 nervi, tagli rossi.
Interessante edizione dell’Iliade di Omero in lingua greca con la traduzione in latino, impresso a cura di Obertus Giphanius (Hubert van Giffen) (*1534 - †1604).
Buono stato conservativo dell’opera.
cfr. Brunet III 272; Adams H 764.

Insulae et Regni Siciliae. Amsterdam, Guillaume De L’Isle, 1725.

Incisione originale eseguita su rame, acquerellata a mano all’epoca (mm 590 x 500 l’impressione più margini).
Impressa ad Amsterdam nel 1725 da Guillaume De L’Isle (*1675 - †1726) su disegno di Joachim Ottens (1663 - 1719) e inserita nell’opera “Atlas Major”.
Dettagliata carta geografica della Sicilia, inserita entro cornice graduata ai margini. Lungo la parte superiore, su due righe, il titolo in latino. Curiosamente l’Etna è in eruzione assieme ad innumerevoli dettagli topografici.
In basso a sinistra, entro riquadro carta geografica dell’isola di Malta e di Gozzo, con scale distanziometriche e legenda.
In basso a destra riquadro con ampia legenda e scale distanziometriche.
Ottima conservazione della carta, dell’impressione e del colore.

Della Bella, Stefano. "L'arrivo a Firenze" 1655.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 186 x 245).
Impressa nel 1655 da Stefano Della Bella, tratta dalla serie Quattro grandi paesaggi in altezza.
Rappresentativa incisione di abile e conosciuto artista fiorentino.
La tavola, di una serie di quattro fogli, raffigura un paesaggio dominato da un imponente albero in primo piano. A destra è raffigurata una dama a cavallo, preceduta da un viandante che porta delle ceste.
La veduta panoramica di Firenze si intravede in secondo piano: a sinistra si riconosce la cupola di Santa Maria del Fiore, affiancata a destra dal campanile di Giotto.
Firenze sullo sfondo fu erroneamente identificata con Roma nella prima catalogazione di De Vesme.
Nitida impressione ben contrastata, stampata con segno ricco e brillante su sottile carta vergellata.
Secondo stato su quattro, riconoscibile (seppur privo di margini) per la presenza di alcuni ritocchi al bulino.
Stefano Della Bella (*Firenze 1610 - †1664) incisore e pittore, attivo presso la corte dei De Medici per i quali si è recato a Roma e a Parigi ottenendo commissioni e successi. Si avvicinò prima allo stile del Callot per poi maturare un proprio raffinato linguaggio grafico frutto dei suoi viaggi e dei suoi studi.  Nelle sue opere troviamo sfondi bucolici, dove animali e genere umano convivono con grazia e armonia.
Esemplare rifilato sull’impronta della lastra, in buono stato di  conservazione. Due restauri abilmente eseguiti nella parte marginale, riconoscibili solamente al verso.
cfr. De Vesme - Massar 783.

Juan de VAalverde de Hamusco. Vivae imagines partium corporis humani. Anversa, Christophe Plantin, 1566.

 


In-4° grande, 154 pagg. num. (ultima bianca) incluso il frontespizio, 23 cc. non num.
Frontespizio con titoli inseriti entro cornice architettonica arricchita con figure allegoriche e stemmi, testo in latino e disposto su due colonne, capilettera istoriati in xilografia, dedicatoria, 42 tavole anatomiche a piena pagina, incise su rame da Pieter e Franz Huys, dai disegni di Gaspare Becerra (*1520 - †1570).
Completo.
Legatura in pergamena rigida del ’700, piatti muti, dorso a 6 comparti con titoli impressi in oro entro tassello bordeaux e fregi floreali dorati, sguardie marmorizzate, tagli rossi.
Prima edizione belga, stampata ad Anversa da Plantin. Le tavole sono le stesse dell’edizione di Roma del 1560 ma sono state incise da artisti fiamminghi.
Il Durling cita solo la seconda edizione del 1572.
Lo spagnolo Juan de Valverde (*1525 ca.- †1588 ca.) dopo gli studi condotti all’Universita di Padova, divenne medico dell’Arcivescovo di Santiago Juan de Toledo e del Papa Paolo IV, dal quale ricevette l’approvazione per la sua opera di anatomia.
Buono stato conservativo dell’opera. Piccole tracce di umidità e un segno di tarlo su poche carte e un piccolo restauro marginale a pag. 170.
cfr. Norman Kat 2128; Choulant-Frank 206; Durling 4535.

Fotografia di Torino. Panorama preso da Palazzo Madama. 1880 circa.

 

Veduta panoramica con via Po e via della Zecca (ora via G. Verdi). 
La foto immortala la Mole Antonelliana, monumento simbolo della città, ancora in fase di sopraelevazione. Sullo sfondo la chiesa della Gran madre di Dio e la collina. 

Assedio di Torino. Giovanni Paolo Bianchi, 1640

Incisione originale eseguita su rame (mm 450 x 525
l’impressione più margini).
Impressa a Torino nel 1640 da Giovanni Paolo Bianchi su disegno del Capitano Agostino Parentani.
Rara pianta della città di Torino assediata nel 1640, durante la guerra fra la duchessa reggente di Savoia Maria Cristina ed i cognati principi Tommaso e Maurizio di Savoia. Sulla pianta si nota, ben delineato, lo schieramento delle truppe francesi e le fortificazioni dei torinesi oltre il Po.
È la prima pianta topografica nella quale compare il nuovo ingrandimento verso Porta Nuova, fatto eseguire nel 1620 dal Duca Carlo Emanuele I. In basso a sinistra note tipografiche. Carta vergellata con filigrana.
Buono stato di conservazione.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo I, n° 30.

Pagine: 1234567891011
Logo Alai
Logo lila lilab