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Prodotti in vetrina

Laurie, André. "Les exilés de la terre". Parigi, J. Hetzel, s.d. (1888).

In-4°, 2 cc. non num. inclusi l’occhietto e il frontespizio, 406 pagg. num, 5 cc. non num. 22 xilografie fuori testo.
Occhietto figurato a piena pagina al verso, frontespizio con vignetta tipografica, testo in francese, 79 immagini disegnate da George Roux, comprese 22 fuori testo, indice e pubblicità editoriali in fine.
Completo.
Legatura editoriale di lusso in piena tela percallina rossa, piatto anteriore riccamente decorato con illustrazioni e scritte impresse in oro, nero, rosso, grigio e blu, in primo piano è raffigurato un personaggio che scruta il cielo attraverso un cannocchiale, al piatto posteriore marca tipografica centrale impressa in nero, dorso figurato con titoli, sguardie blu, tagli dorati.
Edizione originale di romanzo anticipatore dei viaggi nello spazio, del giornalista, scrittore e politico francese André Laurie, pseudonimo di Paschal Grousset (*Corte 1844 - †Saint-Mandé 1909). Collaboratore di Jules Verne, scrisse romanzi firmandosi con un diverso nome, poiché essendo anarchico era ricercato dalle autorità francesi. Il racconto cerca fantasticamente di avvicinare la luna alla terra per sfruttare i suoi minerali e a tale scopo costruisce nel Sahara, una gigantesca elettrocalamita. L’effetto però risulta opposto al previsto, perché la calamita ed un pezzo del Sahara vengono proiettati sulla luna.
Ottima conservazione.

Plan de la Commune de Turin divisée en quatre séctions. Torino, Pietro Amati, 1801 - 1802.

Incisione originale eseguita su rame, acquerellata a mano all’epoca, più volte ripiegata e custodita entro brossura in cartonaggio pitturato con tassello centrale avente titolo manoscritto (mm 655 x 440 l’impressione più ampi margini).
Impressa a Torino tra il 1801 ed il 1802 da Pietro Amati su disegno dell’ingegnere topografo Vittorio Boasso, presso lo stampatore Reycend.
Pianta topografica della città di Torino, molto interessante per l’indicazione dei nuovi nomi dati a vari luoghi della medesima, dopo l’occupazione da parte delle truppe francesi, curiosa anche per la divisione delle parrocchie. È priva delle fortificazioni.
Nell’angolo superiore destro, entro tavoletta, il titolo. Accanto ad essa, a sinistra, spiegazione dei segni convenzionali. Nell’angolo  inferiore destro legenda con 33 richiami su due colonne.
Ottimo stato conservativo della carta, dell’impressione e del colore.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo I, n° 250.

Eusebio di Cesarea. Chronicon id est temporum breuiarium incipit foeliciter... Venezia, Erhardus Ratdolt, 1483 - 13 settembre (in fine).

In-4°,182 cc. non num. (le cc. [1], [13] e [182] sono bianche).
Testo in latino, impaginato su una e due colonne, in caratteri tondi e gotici, impressi ad inchiostro rosso e nero, le 12 cc. iniziali contengono "Tabula operis huius ..." indice delle parole degne di nota, con grande capolettera "T", altri decorativi capilettera in xilografia arricchiti da racemi bianchi su fondo nero, molte tavole di sincronismi nel testo, al verso dell’ultima c. di testo colophon con dati tipografici impressi in rosso con carattere gotico. All’angolo superiore destro di ogni c. troviamo una numerazione manoscritta a china eseguita posteriormente e altre postille raffiguranti manine di antica mano e sottolineature qua e là. Completo.
Legatura in piena pergamena rigida, creata riutilizzando fogli di antico antifonario, lasciando intravedere scritture gotiche e note musicali, tagli spruzzati rossi.
Interessante trattato diviso in due parti: la prima contiene notizie storiche sugli antichi popoli, la seconda è composta da tavole di sincronismi, nella quale in modo cronologico vengono collegati anno per anno gli avvenimenti dei popoli.
Curiosamente nella tavola riguardante l’anno 1457 si legge un elogio a Gutenberg (inventore della stampa a caratteri mobili), testimonianza del successo dell’arte tipografica in ogni parte del mondo.
Il Chronicon di Eusebio di Cesarea è un importante testo storiografico, dettagliato e completo di interessanti informazioni che riassumono la cronologia universale e biblica.
Eusebio di Cesarea (*Cesarea in Palestina 265 - †340 ca.) divenuto vescovo, fu considerato il padre della storia ecclesiastica. Divenne inoltre consigliere dell’imperatore romano Costantino I.
Seconda edizione del Chronicon, dopo quella di Milano del 1475 ca.
Secondo l’IGI si conservano solamente 60 esemplari della presente edizione.
Raro incunabolo perfetto in ogni sua parte.
cfr. BMC V 287; GOFF E 117; Arnim 127.

 

Sirigatti, Lorenzo. La pratica di prospettiva. Venezia, Girolamo Franceschi, 1596.

In-folio grande, 2 parti in un volume.
1ª parte: 4 cc. non num. incluso il frontespizio, 43 cc. num., 1 c. non num. (colophon del primo libro).
Frontespizio inserito in complesso architettonico, capilettera in xilografia riccamente istoriati entro cornice, testatina floreale, dedica al granduca Ferdinando I de’ Medici, avviso rivolto ai lettori, indice, errori e correzioni, 43 tavole calcografiche numerate con testo a fronte, dove vengono applicate le regole prospettiche elementari a figure geometriche piane e solide, 1 c. di colophon con grande marca tipografica in cornice figurata: la Pace seduta ha alla sua destra una colonna con la scritta Pax e tiene nella sinistra un ramo di olivo e nella destra fiaccola rovesciata.
2ª parte: 44-65 cc. num.
Secondo frontespizio anch’esso inserito in cornice architettonica, le restanti tavole (21) tutte incise su rame raffigurano progetti, costruzioni, particolari architettonici, facciate di edifici…, ma soprattutto virtuosismi prospettici e giochi di ombre applicati.
Completo.
Legatura del Settecento in mezzo cuoio, piatti in carta marmorizzata con angoli in cuoio, dorso a nervi con titoli impressi in oro entro tassello scuro, tagli rossi, ex-libris al verso del foglio di guardia anteriore.
La fama di Lorenzo Sirigatti (*Firenze 1557 - †?) è basata sul presente trattato, La pratica di prospettiva, opera che conobbe una notevole fortuna, attestata da una ristampa nel 1625. 
Rara prima edizione di questa importante opera sulla prospettiva, lodata dai repertori consultati, per la completezza e la bellezza delle sue incisioni: due frontespizi incisi e sessantaquattro tavole di schemi prospettici generici e proiezioni di vari oggetti. La chiarezza di queste immagini, oltre che l’ottima qualità dell’incisione e una parte teorica concisa, testimoniano come il trattato venisse concepito quale un manuale pratico utile agli artisti. 
Buono stato di conservazione. Frontespizio come usuale leggermente rifilato nel margine superiore. 
cfr. Adams S-1224; Graesse VI 417; Cicognara 860; Piantanida 4414; Riccardi II 460; Fowler 336; Gamba 1648; Comolli III 157-158.

Épinal - Napoleone. Jean-Charles Pellerin, 1835 circa.


Litografia originale, acquerellata a mano all’epoca utilizzando la tecnica "pochoir" (mm 630 x 415 circa il foglio).
Eseguita a Épinal nel 1835 circa da Jean-Charles Pellerin.
Nella parte superiore centrale troviamo il titolo "Apothéose de Napoléon" in francese e lungo la parte inferiore la descrizione di essa, disposta su più righe.
Buona conservazione del foglio.

 

Chemins de fer Paris - Lyon - Méditerranée. L’italie par le Mont-Cenis. Parigi, Maulde, Doumenc & Cie, 1913 - 1914.

Litografia originale a più colori, intelata (mm 770 x 1090 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1913 - 1914 circa da Maulde, Doumenc & Cie.
Affascinante manifesto, raffigurante la pubblicità della linea ferroviaria Parigi-Napoli che transita attraverso il tunnel del Moncenisio-Frejus.
Lungo tutto il lato superiore il titolo. Al centro fotografia di Alinari, raffigurante Amalfi. Attorno ad essa altro titolo “L’Italie par le Mont-Cenis, aix les bains Turin, Gênes, Rome, Naples ”. In basso a sinistra orari ferroviari Parigi, Napoi, Milano, Venezia, affiancati dalla carta geografica raffigurante il tragitto ferroviario. Lungo il lato inferiore titolo “Services directs et rapides”.
Ottimo stato conservativo del foglio e del colore. Cornice laccata nera.

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