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Prodotti in vetrina - Libreria Bourlot

Chaptal - Rozier - Parmentier - Dussieux. Trattato teorico-pratico sulla cultura della vite con l’arte di fare il vino, l’acqua-vite, lo spirito di vino, e gli aceti semplici e composti. Firenze, Guglielmo Piatti, 1812-13.  

In-8°, opera in 3 volumi.
I volume
: front., 254 pagg. num., 1 c. non num.
Frontespizio, introduzione, 1 tabella fuori testo, più volte ripiegata contenente i segni caratteristici delle foglie e delle uve, utili per distinguere le specie e le varietà della vite, in fine indice.
II volume
: 256 pagg. num. incluso il front.
Frontespizio, 3 tavole incise su rame (numerate I, II e IV, la tav. III non esiste mai), fuori testo e a piena pagina raffiguranti macchinari e oggetti, in fine indice.
III volume
: 198 pagg. num. incluso il front.
Frontespizio, 5 tavole incise su rame fuori testo e a piena pagina raffiguranti macchinari e oggetti, in fine indice e due appendici: “Dei vini cotti del Sig. Parmentier” e “Calcolo politico sulla cultura delle viti in Francia del Sig. Arthur-Young”.
Opera completa.
Legature dell’epoca in mezza pelle marrone, piatti marmorizzati, dorsi con titoli, fregi e numerazione in oro.
Prima traduzione italiana di vasto e fondamentale manuale di viticultura ed enologia
. L’argomento è analizzato sotto l’aspetto pratico, agricolo, tecnico e qualitativo.
Buono stato conservativo delle tavole e dell’opera in generale. Il primo volume presenta minime tracce di umidità su poche carte.

cfr. Nicoli 479; Westbury 216/217; Oberlé, Bibl. Bachique 120.

Pharmacopoea taurinensis. Nunc primum edita jussu Augustissimi Regis. Torino, Giovanni Battista Chais, 1736.  

In-4°, 4 cc. non num. incluso il frontespizio, 246 pagg. num., 8 cc. non num.
Frontespizio figurato con marca tipografica raffigurante stemma sabaudo sormontato da corona reale e sostenuto da due leoni rampanti, testo in latino, capilettera istoriati, testatine e finalini, prefazione, cenni su “Pharmacopoea taurinensis”, 2 tavole incise su rame, fuori testo e più volte ripiegate raffiguranti apparecchi utili per la preparazione di alcolici tramite un processo chiamato distillazione, in fine indice.
Completo.
Legatura in piena pergamena semifloscia riutilizzata, piatti che lasciano intravedere scritture gotiche, dorso con tassello contenete titoli (non perfettamente leggibile).
Quest’opera contiene molti riferimenti a vini aromatizzati ed è la prima testimonianza ufficiale del cosiddetto “vinum absinthites” o “absinthium” comunemente conosciuto con il termine di vermut.
Conosciuto sin dal 400 a.c., si ritiene sia stato inventato da Ippocrate. Veniva ottenuto facendo macerare nel vino i fiori del dittamo di Creta e dell’artemisia absinthium. Questa ricetta base si arricchì nel corso del cinquecento con l’aggiunta delle spezie provenienti dall’India e dall’Africa (cannella, chiodi di garofano, noce moscata, rabarbaro, mirra, zenzero, legno di sandalo e zeodaria) e più tardi dall’America (vaniglia e corteccia di china). Venezia, capitale del commercio di spezie, divenne subito un importante centro di vini aromatizzati, alla quale si aggiunse in seguito il Piemonte, che grazie alla ricca disponibilità di vini bianchi e secchi e di piante spontanee delle Alpi e Prealpi (achillea, genziana, artemisia) contribuì enormemente all’espansione di questa particolare branca della liquoreria.
Prima e rara edizione
di questa raccolta di ricette e di metodi di preparazione di farmaci nella città di Torino.
Interessante opera in buono stato di conservazione.
cfr. Ferguson II 190; Blake 350.

Lago Maggiore. Milano, Ronchi, 1840 circa.


Incisione originale eseguita all’acquatinta, miniata a mano all’epoca (670 x 345 compresi i margini).
Impressa a Milano nel 1840 circa da Giuseppe Elena, presso lo stampatore Ronchi e venduta da Pietro Barelli (come si evince dal timbro al verso).
Scenografica veduta panoramica del Lago Maggiore con le Isole Borromee
: Isola Bella, Isola dei Pescatori e Isola Madre, impreziosite dai loro palazzi e ricchi giardini e il ponte di Baveno, transitato da un carro e da una diligenza.
La fedeltà nella ripresa dei luoghi e la ricchezza dei dettagli, procurano un grande effetto scenografico attraverso ricercati contrasti di luce.
Sulla sinistra, in primo piano, una donna e un pescatore raffigurati in scene di vita quotidiana.
Raffinata coloritura coeva eseguita a tempera da abile artista
. Lungo il lato inferiore centrale il titolo in tinta oro.
L’incisore italiano Giuseppe Elena (Codogno 1801 - Milano 1867) ebbe nel 1827 la concessione della licenza per l’apertura di una sua stamperia, che segnò l’esordio di una lunga carriera da disegnatore e incisore.
La presente veduta non è citata in “Elogio del Lago Maggiore”.
Perfetto stato conservativo della carta e perfetta conservazione del colore.
cfr. Benezit V 86.

 

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