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Prodotti in vetrina

Torquato Tasso. La Gerusalemme liberata. Genova, Giuseppe Pavoni, 1617.


In-folio piccolo, 3 parti in un volume.
1ª parte: 8 cc. non num. incluso il doppio frontespizio, 256 pagg. num. (ultima bianca), (errore di numerazione alle pagg. 43 e 76).
Nota manoscritta a china sulla prima carta bianca, primo front. figurato con complesso architettonico animato da figure allegoriche-mitologiche contenente in alto al centro cartiglio con ritratto del Duca Carlo Emanuele di Savoia ed ai lati Marte e Pallade, secondo front. figurato con cornice architettonica avente in alto al centro riquadro con titoli sorretto da due putti alati, nella parte centrale ritratto del Tasso e sullo sfondo veduta del porto di Genova, testo in caratteri corsivi e disposto su due colonne, numerosi capilettera istoriati e semplici, testatine e finalini, dedicatoria, 20 incisioni su rame dai disegni di Bernardo Castello, nel testo e a piena pagina, raffiguranti gli episodi più salienti del Poema, tutte racchiuse entro belle bordure diverse tra loro.
2ª parte: 71 pagg. num., 1 pag. non num.
Testo in caratteri corsivi e disposto su due colonne, svariati capilettera, testatine e finalini, nella parte superiore della prima pagina il titolo “Annotationi di Scriptio Gentili nella Gierusalemme di Torquato Tasso”, dedica al lettore al verso dell’ultima pagina.
3ª parte: 36 pagg. num., 2 cc. non num.
Testo in caratteri corsivi e disposto su due colonne, capilettera, testatine e finalini, nella parte superiore della prima pagina il titolo “Luoghi osservati dal Mag. Giulio Guastavini”, tavola dei nomi in fine.
Completo.
Legatura dell’epoca in pieno cuoio muto, dorso a 5 nervi, entro ogni comparto ricche decorazioni e ferri fitomorfi impressi in oro, nome dell’autore e titolo entro tassello bordeaux, sguardie marmorizzate, tagli spruzzati rossi, 2 ex-libris al contropiatto anteriore.
Splendida e celebre edizione, la seconda illustrata del poema. Le figure a piena pagina intercalate nel testo, sono state magistralmente incise da Agostino Carracci e Giacomo Franco dai disegni di Bernardo Castello. Ad ogni Canto corrisponde una tavola e l’Argomento di ciascun Canto è inserito in cartiglio xilografico.
Quest’opera composta da Torquato Tasso (*Sorrento 1544 - †Roma 1595) tra il 1559 e il 1575, composta inizialmente da sedici canti, fu stampata integralmente senza la sua autorizzazione solamente nel 1580 - 1581. Seguirono, con il titolo di Gerusalemme liberata, altre edizioni sia parziali che complete, nessuna delle quali riconosciute dal Tasso, che continuò ossessivamente a correggere il testo per quasi vent’anni, finché nel 1593 autorizzò la pubblicazione di una versione profondamente modificata dell’opera composta da 24 canti e con il titolo di “Gerusalemme conquistata”.
Ottimo esemplare ben inchiostrato. Segnaliamo due restauri abilmente eseguiti ai piatti.
cfr. Graesse VII 33; Olschki-Choix XII 18727; Cicognara 1113; Piantanida III 3846; Gamba 948; Brunet V 666; Raccolta Tassiana 198.

Mary Austin. California. The Land of the Sun. Painted by Sutton Palmer. Londra, Adam & Charles Black, s.d. (1914).

In-8°, VII pagg. num., incluso l’occhietto e il frontespizio, 1 pag. non num., 178 pagg. num., 1 tav. rip., 1 c. non num.
Occhietto, frontespizio con piccola incisione, indici, testo in inglese, 32 tavole applicate a colori e protette da veline parlanti, in fine 1 tavola geografica più volte ripiegata e 1 c. di  pubblicità editoriali.
Completo.
Legatura editoriale in tela percallina verde, al piatto anteriore e al dorso uno dei simboli della regione americana: un albero d’arance e sullo sfondo altri arbusti, sequoie e montagne.
Le tavole a più colori evocano immagini di una California familiare e perduta.
Buon esemplare.

Montisferrati Ducatus. Amsterdam, Joannes Janssonius, 1650 circa.


Incisione originale eseguita su rame, acquerellata a mano all’epoca, testo in francese al verso (mm 485 x 380 l’impressione più ampi margini).
Impressa ad Amsterdam nel 1650 circa da Joannes Janssonius (*Arnhem 1588 - †Amsterdam 1664), su disegno di Henricus Hondius (*Amsterdam 1597 - †1651) inserita nell’opera geografica “Novus Atlas”.
Carta geografica raffigurante il Monferrato e i territori circostanti.
In alto a sinistra ornamentale cartiglio contenente titolo in latino. In alto a destra edicola contenente scale distanziometriche. In basso a destra sontuoso cartiglio sormontato da stemma con dedica in latino.
Buono stato conservativo.
cfr. Koeman II, ME 171.

Torquato Tasso. "Lettere". Pisa, Niccolò Capurro, 1825 - 1827.

In-4° piccolo, 5 volumi delle lettere.
1° volume: 5 cc. non num. incluso il frontespizio, 371 pagg. num., 1 c. non num.
Frontespizio, dedica al Cavaliere Andrea Vaccà, dedica ai lettori, in fine tavola delle persone a cui sono indirizzate le lettere.
2° volume: 364 pagg. num. incluso il frontespizio, 1 c. non num.
Frontespizio, in fine tavola delle persone a cui sono indirizzate le lettere.
3° volume: 298 pagg. num. incluso il frontespizio, 1 c. non num.
Frontespizio, in fine tavola delle persone a cui sono indirizzate le lettere.
4° volume: 340 pagg. num. (ultima bianca) incluso il frontespizio.
Frontespizio, in fine tavola delle persone a cui sono indirizzate le lettere.
5° volume: front., VII pagg. num., 1 pag. non num. (bianca), 274 pagg. num., 1 c. non num., 72 pagg. num. (ultima bianca) di appendice, 2 cc. non num.
Frontespizio, dedica dell’editore, tavola delle persone a cui sono indirizzate le lettere, in fine appendice.
Insieme composto dai 5 volumi completi delle lettere, inserita in un’opera più ampia del Tasso.
Legature in mezza pergamena rigida dell’epoca, piatti marmorizzati con angoli in pergamena, dorsi a 5 comparti con titoli e numerazione in oro su tasselli in pelle verde. All’interno ben conservata la brossura editoriale.
Buono stato conservativo di questo esemplare su carta gialla a grandi margini (solamente due esemplari, come il presente, sono stati impressi con questo tipo di carta).

"Rose". Parigi, Pierre Joseph Redouté, 1802.

Incisione originale eseguita al pointillè a colori (mm 160 x 240 circa).
Impressa a Parigi nel 1802 da Pierre Joseph Redouté e inserita nella celebre opera “Les roses”.
Raffinato esempio di micro-incisione a più colori.
Titolo nella parte inferiore, a sinistra in latino, ripetuto a destra in francese.
Le tavola è raffigurata con grande maestria, anche le più lievi sfumature dei colori dei petali hanno una finezza senza pari.
Il pittore e botanico Pierre Joseph Redouté (*Saint-Hubert 1759 - †Parigi 1840) soprannominato “Raffaello dei fiori” divenne celebre per le pitture delle rose e in seguito per aver pubblicato due capolavori d’incisione raffiguranti le varietà all’epoca conosciute dei suddetti fiori.
cfr. Nissen BBI 1599; Pritzel 7455.

Sacre immagini e Sacra Sindone. Torino - Milano - Roma, 1626 - 1760 circa.


In-8°, l’opera contiene complessivamente 56 documenti di argomento sacro, numerati a mano nell’angolo superiore, posto in fine l’indice manoscritto a china in chiara e ordinata grafia.
La maggior parte sono stati ripiegati e presentano segni di piega originali, altri sono stati finemente acquerellati a mano all’epoca.
La miscellanea inizia con la raffigurazione della Crocifissione, a seguire il velo della Veronica. Il terzo è un  importante documento che raffigura il Sacro Lino durante l’Ostensione della Santa Sindone del 1750, fatta per le nozze del Duca Vittorio Amedeo III e Maria Antonia di Spagna, presenti nella raffigurazione insieme a cinque Vescovi e altri personaggi.
La quarta incisione, di grandi dimensioni (mm 380 x 325) raffigura Pietro e Paolo con San Sebastiano e ai lati la figura dell’impronta dei piedi di Gesù Cristo.
È presente un’incisione su seta intitolata “Nostra Signora Ausiliatrice”.
Enigmatica e curiosa è quella relativa alla Croce Angelica del filosofo San Tommaso d’Aquino, formata da quattro frasi palindrome, disposte nel seguente modo: partendo dalla lettera centrale, la C (di Crux) e procedendo verso l’alto si legge ripetuta più volte la seguente frase  “CRUX MIHI CERTA SALUS”. Andando verso il basso si legge “CRUX EST QUAM SEMPER ADORO”. Sul braccio destro della croce “CRUX DOMINI MECUM”. Infine sul braccio sinistro “CRUX MIHI REFUGIUM”.
È presente inoltre l’effigie di S. Brizio (mm 260 x 395) impressa ad inchiostro azzurro.
Sono raffigurate anche la Sacra Famiglia, l’Annunciazione, San Michele Arcangelo, San Calimero, San Gervaso e Protaso, Sant’Antonio, San Tommaso d’Aquino, San Filippo Neri, Santa Cecilia, martiri, Pontefici e Vescovi, ecc.
Legatura del Settecento in mezza pelle marrone, piatti marmorizzati con angoli in pelle, dorso con filetti e la scritta “Sacre Immagini” impresse in oro.
Corposa, insolita e interessante raccolta di documenti religiosi popolari.
Ottimo stato di conservazione.
cfr. Gribaudo, La Sindone nei secoli nella collezione di Umberto II, pag. 106 n° 21-25-b; L’Ostensione della SS. Sindone XXXIV-a.

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