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Prodotti in vetrina - Libreria Bourlot

Canal, Giovanni Antonio, detto “Canaletto”. Prà della Valle. Venezia, dopo il 1744.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 430 x 300 l’impressione più 30 mm di margini), su carta vergellata.
Impressa a Venezia da Giovanni Antonio Canal (*Venezia 1697 - † 1768).
Il presente secondo stato, non precisamente datato dalle varie bibliografie, viene indicato normalmente dopo il 1744.
Sul lato inferiore sinistro la firma dell’autore (A. Canal f.), al centro il titolo e a destra  numerazione E3, a testimonianza del secondo stato, su due.
La tavola raffigura Prà della Valle (Prato della Valle), la grande piazza monumentale di Padova.
Grande animazione di personaggi in tutta la rappresentazione. La delineazione di queste piccole figure è estremamente suggestiva.
La presente veduta riveste anche un notevole interesse storico e urbanistico, in quanto mostra la grande piazza padovana, fra le più vaste d’Europa, prima che i lavori di risanamento promossi dal Procuratore straordinario Andrea Memmo nel 1775-1776 ne modificassero profondamente l’aspetto, con la creazione di un canale di forma ellittica intorno all’Isola Memmia, posta al centro.
L’incisione fa parte della raccolta “Vedute altre prese da i luoghi altre ideate da Antonio Canal” composta da 34 tavole più il frontespizio.
Perfetto esemplare in eccezionale stato conservativo e ampi margini.
cfr. Bromberg, Canaletto’s Etchings, n° 8.

Della Bella, Stefano. "L'arrivo a Firenze" 1655.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 186 x 245).
Impressa nel 1655 da Stefano Della Bella, tratta dalla serie Quattro grandi paesaggi in altezza.
Rappresentativa incisione di abile e conosciuto artista fiorentino.
La tavola, di una serie di quattro fogli, raffigura un paesaggio dominato da un imponente albero in primo piano. A destra è raffigurata una dama a cavallo, preceduta da un viandante che porta delle ceste.
La veduta panoramica di Firenze si intravede in secondo piano: a sinistra si riconosce la cupola di Santa Maria del Fiore, affiancata a destra dal campanile di Giotto.
Firenze sullo sfondo fu erroneamente identificata con Roma nella prima catalogazione di De Vesme.
Nitida impressione ben contrastata, stampata con segno ricco e brillante su sottile carta vergellata.
Secondo stato su quattro, riconoscibile (seppur privo di margini) per la presenza di alcuni ritocchi al bulino.
Stefano Della Bella (*Firenze 1610 - †1664) incisore e pittore, attivo presso la corte dei De Medici per i quali si è recato a Roma e a Parigi ottenendo commissioni e successi. Si avvicinò prima allo stile del Callot per poi maturare un proprio raffinato linguaggio grafico frutto dei suoi viaggi e dei suoi studi.  Nelle sue opere troviamo sfondi bucolici, dove animali e genere umano convivono con grazia e armonia.
Esemplare rifilato sull’impronta della lastra, in buono stato di  conservazione. Due restauri abilmente eseguiti nella parte marginale, riconoscibili solamente al verso.
cfr. De Vesme - Massar 783.

Mole Antonelliana. Torino, Tipografia Camilla e Bertolero, 1889 ca.

Litografia originale (mm 360 x 650 il foglio).
Eseguita a Torino nel 1889 circa dalla Tipografia Camilla e Bertolero.
Dettagliata raffigurazione della Mole Antonelliana, monumento simbolo della città che il nome dall’architetto che la progettò, Alessandro Antonelli.
Il 10 aprile 1889 il genio alato, visibile sulla presente tavola, venne innalzato sulla guglia della Mole.
Concepita originariamente come sinagoga, venne acquisita nel 1878 dal Comune di Torino, mentre era ancora in costruzione, per farne un monumento all’unità nazionale. L’opera fu conclusa solamente nel 1889, non dall’Antonelli (morto novantenne l’anno prima) ma dal figlio Costanzo. Con i suoi 167 metri e mezzo di altezza era l’edificio in muratura più alto d’Europa. Al suo interno oggi ha sede il Museo Nazionale del Cinema.
Titolo nella parte centrale inferiore.
Buono stato di conservazione della carta e della litografia, in cornice.

Doppelmayr, Johann Gabriel. Atlas coelestis in quo mundus spectabilis et in eodem... Norimberga, Heredi Homann, 1742.

In-folio grande, 3 cc. non num. inclusa l’antiporta e il frontespizio, 30 tavole num.
Precede il frontespizio un’antiporta interamente incisa su rame da . J. C. Reinsperger su disegno di J. J. Preisler, raffigurante Tolomeo, Copernico, Keplero e Tycho Brahe con strumenti e rappresentazioni astronomiche, con titolo inserito entro grazioso cartiglio nella parte inferiore centrale, frontespizio con vignetta calcografica rappresentante sole radiante con motto “Numquam cessat”, indice delle tavole su due colonne, 30 tavole incise su rame su doppia pagina, acquerellate a mano all’epoca, contenenti rappresentazioni del cosmo e osservazioni astronomiche.
Completo.
Legatura in pieno cuoio dell’epoca, dorso a 9 comparti con decorazioni floreali e titoli impressi in oro, sguardie marmorizzate, tagli color rosso intenso.
Raro e suggestivo trattato di argomento astronomico in prima edizione.
Le tavole rappresentano diagrammi, schemi, visioni del cosmo, delle costellazioni e le raffigurazioni delle teorie dei più grandi studiosi e astronomi della storia: Tolomeo, Copernico, Keplero, Tycho Brahe.
Johann Gabriel Doppelmayr (*1677 - †1750) matematico, cartografo e astronomo tedesco, fu membro della Royal Society di Londra, dell’Accademia di Berlino, Vienna e San Pietroburgo. Pubblicò opere di carattere scientifico e astronomico. Solamente nel 1742 completò il presente studio, l’Atlas Coelestis, completo capolavoro e concentrato di conoscenze ed esperienze sull'argomento.
Ottimo stato conservativo delle tavole e dell’opera in generale.
cfr. Graesse II 427.

 

Vedute di Torino. Georg Merz - Fridrich Bernhard Werner, 1730 circa.

 

Quattro incisioni originali eseguite su rame, acquerellate a mano all’epoca (mm 303 x 200 l’impressione più margini).
Impresse nel 1730 circa da Georg Merz su disegno di Fridrich Bernhard Werner.
Tavole di notevole interesse.
Lungo il lato inferiore il titolo, a sinistra in lingua italiana, ripetuto a destra in lingua tedesca.
Le stampe raffigurano 4 differenti palazzi della città.
Ogni tavola viene offerta singolarmente e in buono stato conservativo.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli I 144.

Panorama du Mont Blanc. Parigi, Christian-Friedrich Müller, 1835 circa.

 

Litografia originale a più colori (mm 685 x 270 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1835 circa da Christian-Friedrich Müller.
Rara e decorativa veduta del massiccio del Monte Bianco visto dal rifugio de la Flégère, sconosciuta alle bibliografie di riferimento, compresa La Valle d’Aosta nei secoli di Ada Peyrot.
Nella parte inferiore centrale il titolo, affiancato da ampia legenda con 66 richiami.
Buona conservazione della carta e della litografia.

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