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Prodotti in vetrina

Costa, Enrico. Album di costumi sardi. Sassari, Giuseppe Dessi, 1898.

In-folio grande, 120 pagg. num. incluso il front.
L’opera è divisa in 10 dispense ognuna delle quali ha un frontespizio figurato disegnato da Clemente Gavino raffigurante una carta della Sardegna, inserita entro cornice animata da blasoni, titoli in oro e figura allegorica reggente stemma dei quattro mori. Ogni dispensa contiene una tavola al suo interno. Le 10 tavole, tutte eseguite in cromolitografia a colori e con veline di protezione,  raffigurano costumi tipici delle diverse regioni dell’isola, i personaggi sono raffigurati in coppia, singolarmente o in gruppi familiari e per ognuna vi è la descrizione facente parte del testo.
Completo.
Legatura a cartella in piena tela percallina blu, angoli e dorso in tela grigia, bella immagine di uomo a cavallo vestito con tipico costume sardo e titoli in oro impressi al piatto anteriore, bindelle per falicitarne la chiusura.
Lo scrittore italiano Enrico Costa (*Sassari 1841 - †1909) ritenuto tutt’oggi uno dei più alti esponenti del romanzo storico sardo, ha dedicato la sua esistenza alla ricerca e allo studio dell’isola e in particolare ai costumi sardi.
Questa rara raccolta di costumi sardi è considerata il primo studio sull’argomento corrispondente al vero.
Ottimo esemplare completo in ogni sua parte, con tutti i frontespizi e le veline originali ed il testo per ogni cartella, sovente mancante.
cfr. Alzatior 32; Piloni 29-38.

Fabrici D'Acquapendente Girolamo. Hieronymi Fabricii Ab Aquapendente De visione, voce, auditu. Venezia, Francesco Bolzetta, 1600.


In-folio, 3 parti in 1 volume.
1ª parte: 12 cc. non num. incluso il frontespizio, 133 pagg. num., 1 pag. non num. (errore di numerazione a pag. 53).
Frontespizio calcografico finemente illustrato da Giacomo Valeggio, testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Iacobo Foscareno, indice, 4  tavole a piena pagina incise su rame raffiguranti tavole anatomiche e svariate xilografie nel testo.
2ª parte: 6 cc. non num., 84 pagg. num. (ultima bianca).
Testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Leonardo Donato, indice, 6 tavole a piena pagina incise su rame raffiguranti tavole anatomiche.
3ª parte: 4 cc. non num., 38 pagg. num.
Testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Ioanni Delfino, indice, 1 tavola a piena pagina incisa su rame raffigurante tavola anatomica.
Completo.
Legatura in piena pergamena rigida dell’ottocento, piatti e dorso muti, taglio di piede con dicitura Anatom. Aquapendent. manoscritta.
Hieronymus Fabricius, nome latino dell’anatonomista e chirurgo italiano Girolamo Fabrici d’Acquapendente, nasce nella suddetta città nel 1533. Studia all’università di Padova dove si laurea nel 1559 sotto la guida di Gabriele Fallopio, altro importante personaggio della storia della medicina italiana. L’autore viene ricordato, oltre ad essere stato un celebre professore all’Università di Padova, per le sue importanti scoperte in campo medico e chirurgico.
In questa fondamentale opera, qui in prima edizione, l’autore apporta un notevole sviluppo allo studio dell'occhio, dell'orecchio e del meccanismo della voce.
Perfetto stato conservativo dell’opera. Il frontespizio nella parte inferiore è stato rifilato 3 mm oltre il margine della battuta.
cfr. Durling 1415.

Canal, Giovanni Antonio, detto “Canaletto”. Prà della Valle. Venezia, dopo il 1744.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 430 x 300 l’impressione più 30 mm di margini), su carta vergellata.
Impressa a Venezia da Giovanni Antonio Canal (*Venezia 1697 - † 1768).
Il presente secondo stato, non precisamente datato dalle varie bibliografie, viene indicato normalmente dopo il 1744.
Sul lato inferiore sinistro la firma dell’autore (A. Canal f.), al centro il titolo e a destra  numerazione E3, a testimonianza del secondo stato, su due.
La tavola raffigura Prà della Valle (Prato della Valle), la grande piazza monumentale di Padova.
Grande animazione di personaggi in tutta la rappresentazione. La delineazione di queste piccole figure è estremamente suggestiva.
La presente veduta riveste anche un notevole interesse storico e urbanistico, in quanto mostra la grande piazza padovana, fra le più vaste d’Europa, prima che i lavori di risanamento promossi dal Procuratore straordinario Andrea Memmo nel 1775-1776 ne modificassero profondamente l’aspetto, con la creazione di un canale di forma ellittica intorno all’Isola Memmia, posta al centro.
L’incisione fa parte della raccolta “Vedute altre prese da i luoghi altre ideate da Antonio Canal” composta da 34 tavole più il frontespizio.
Perfetto esemplare in eccezionale stato conservativo e ampi margini.
cfr. Bromberg, Canaletto’s Etchings, n° 8.

Basilius Besler "Viola Marina". Norimberga, 1613.

Rara incisione originale eseguita su rame, lumeggiata a mano all’epoca da abile artista, di scuola germanica.
Impressa a Norimberga nel 1613 da Basilius Besler per: Hortus Eystettensis.
Decorativa e scenografica incisione, facente parte di uno dei più rari, completi e importanti erbari antichi stampati.
Buono stato di conservazione della carta, dell’impressione e del colore.

Alciati, Andrea. Diverse imprese accommodate a diverse moralità, con versi che i loro significati dichiarano. Lione, Guglielmo Rouillio, 1549.

In-8°, 441 [i.e. 144] pagg. num. incluso il frontespizio; (errori di numerazione alle pagg. 95, 98 e 144).
Frontespizio e testo in cornice architettonica, marca tipografica al front. con aquila ad ali spiegate e serpente in medaglione, numerosi capilettera istoriati, estratto del privilegio con testo in francese, lettera dedicatoria di Giovanni Marquale al Principe di Venezia Francesco Donati, ogni pagg. possiede una figura emblematica xilografica.
Completo.
Legatura in piena pergamena rigida del Novecento, piatti muti, dorso con titoli impressi in oro entro tassello in pelle marrone, tagli spruzzati rossi.
Rara prima edizione del giurista e insegnante di italiano Andrea Alciati (*Milano 1492 - Pavia 1550). Questa sua opera diede vita alla poesia emblematica, formata da illustrazioni simboliche ed accompagnate da brevi poesie di commento. 
Buono stato conservativo dell’opera. Restauri ben eseguiti all’angolo superiore delle cc. 125, 141 e 143. 
cfr. Praz 249-250; Green 50; Adams A-599; Baudrier IX, 187.

Schedel Hartmann "Liber Chronicarum cum figuris et imaginibus ab Inicio Mundi". Norimberga, Antonius Koberger, 1493 - 12 luglio (in fine).

In-folio grande, 20 cc. non num. incluso il frontespizio, CCXCIX cc. num., 13 pagg. non num. (errore di numerazione alla c. 229). 
Frontespizio in caratteri gotici e note manoscritte a china nella parte inferiore, testo in latino, numerosi capilettera, 1806 xilografie nel testo attribuite a Michael Wolgemut, Wilhelm Pleydendorf e Albrecht Dürer, di varie dimensioni e raffiguranti vedute di città, Re, Papi, scene bibliche e della storia del mondo, ecc. Le cc. CCLVIIII, CCLX e CCLXI sono bianche (l’opera si considera completa con la presenza di queste pagine bianche, raramente unite nel volume).
Completo.
Legatura riutilizzata in piena pergamena semi rigida del XVI secolo, recante testo e notazioni musicali in caratteri rossi e neri e grande capilettera miniato a due colori, recuperata da un antifonario manoscritto dell’epoca, dorso con titoli manoscritti in epoca posteriore, bindelle antiche.
Importante, monumentale e unica opera enciclopedica del Quattrocento sulla storia del mondo, sulle conoscenze scientifiche, filosofiche, geografiche, religiose e umane, descritta dal medico tedesco rinascimentale Hartmann Schedel (Norimberga 1440 - 1514). 
Il “Liber Chronicarum” comunemente chiamato “Cronica di Norimberga” fu concepito come progetto per diffondere il sapere umanistico italiano e mediterraneo, in Germania e in Europa. 
Buono stato di conservazione dell’opera. Piccoli lavori di restauro abilmente eseguiti lungo la parte superiore delle prime cc., senza aver minimamente intaccato il testo.
cfr. Hain 14508; Goff S-307; Sabin 77523; Proctor 2084; Vaticana S-133.

Pagine: 1234567
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