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Prodotti in vetrina

Jules Laforgue - Jean Couy. "Quelques poèmes". Parigi, Bibliofiles et Graveurs d’haujourd’hui, 1958.

 

 


In-folio, 2 cc. non num., 82 pagg. num. incluso il frontespizio, 2 cc. non num.
Occhietto, giustificazione, frontespizio, testo in francese, 20 incisioni al bulino fuori e dentro il testo di Jean Couy.
Completo.
Legatura mosaicata in pieno marocchino, firmata da Roger Devauchelle, piatti con intarsi bianchi e grigi e filetti impressi in oro e bianco, sguardie scamosciate blu e grigie, tagli dorati. Il volume è
protetto da una camicia in marocchino marrone con piatti in carta decorata da linee irregolari con il titolo impresso in oro lungo il dorso, custodia rigida in carta decorata ed estremità in pelle marrone.
Lo scrittore Jules Laforgue (*Montevideo 1860 - †Parigi 1887), fin da giovane appassionato dei grandi autori francesi, dal 1880 iniziò a lavorare all’interno dei circoli letterari della capitale e divenne un protégé di Paul Bougert, editore della rivista La vie moderne. In seguito si trasferì a Berlino dove lavorò per l’imperatrice Augusta e qui
scrisse il suo capolavoro L’Imitation de Notre-Dame la Lune.
Jean Couy (*1910 - †1983) pittore astrattista, non molto conosciuto dal pubblico, ha lasciato ricchi e variegati lavori di grafica, che lui stesso ha donato al Museo di Saint-Maur.
Roger Devauchelle (*1915 - †1993) legatore e storico della legatura, apprese l’arte fin da ragazzo, prima ad Amiens presso il maestro Giroux, poi a Parigi durante il servizio militare presso Georges Lahaye. In seguito aprì un suo atelier in rue
Saint-Denis. Si specializzò nelle fini dorature a tal punto che fu considerato un “artisan de grande classe e meilleur ouvrier de France”.
Esemplare n° 21 su 120, impresso su carta chiffon spécial Bélier Lana, illustrato dall’artista francese Jean Couy.
Perfetto stato conservativo dell’opera.
cfr. Dictionnaire des relieurs français 58.

Piero Dorazio - Pablo Neruda. La nave e altri testi. Milano, M’Arte edizioni, 1973.

 


In-folio, 43 cc. non num. incluso il frontespizio.
Frontespizio, testo in spagnolo con traduzione italiana, poesia introduttiva di Rafael Alberti firmata a matita in fine, 3 litografie originali a colori di Dorazio, fuori testo e a piena pagina, numerate e firmate a matita, note su Pablo Neruda e Piero Dorazio, in fine giustificazione.
Completo.
Legatura in carta editoriale arancione ripiegata con titoli, contenuta entro cartella di colore arancione e bordi bianchi con piatti muti e dorso con titoli, tagli con barbe, custodia rigida anch’essa arancione.
Piero Dorazio (*Roma 1927 - †Perugia 2005) pittore e architetto italiano. Intraprende la sua vita di studente di architettura, ma si orienta rapidamente verso l’arte e in particolare. Comincia la sua carriera di pittore con opere figurative, ma queste assumeranno successivamente uno spirito cubista e poi futurista, caratterizzate da toni vivi e contrastanti. A partire dal 1984, collabora con il “Corriere della Sera”, diventando il critico d’Arte accreditato del quotidiano.
Pablo Neruda (*Parral 1904 - †Santiago del Cile 1973), poeta cileno. Viene considerato una delle più importanti figure della letteratura latina americana contemporanea. Nel 1971 ricevette il Premio Nobel per la letteratura.
Esemplare n° 75 su 177, con le riproduzioni dei manoscritti originali della poesia “La nave” con firma di Neruda e della poesia “Con Pablo Neruda en el corazòn” con firma di Raphael Alberti.
Perfetto stato conservativo dell’opera.

Torquato Tasso. La Gerusalemme liberata. Genova, Giuseppe Pavoni, 1617.


In-folio piccolo, 3 parti in un volume.
1ª parte: 8 cc. non num. incluso il doppio frontespizio, 256 pagg. num. (ultima bianca), (errore di numerazione alle pagg. 43 e 76).
Nota manoscritta a china sulla prima carta bianca, primo front. figurato con complesso architettonico animato da figure allegoriche-mitologiche contenente in alto al centro cartiglio con ritratto del Duca Carlo Emanuele di Savoia ed ai lati Marte e Pallade, secondo front. figurato con cornice architettonica avente in alto al centro riquadro con titoli sorretto da due putti alati, nella parte centrale ritratto del Tasso e sullo sfondo veduta del porto di Genova, testo in caratteri corsivi e disposto su due colonne, numerosi capilettera istoriati e semplici, testatine e finalini, dedicatoria, 20 incisioni su rame dai disegni di Bernardo Castello, nel testo e a piena pagina, raffiguranti gli episodi più salienti del Poema, tutte racchiuse entro belle bordure diverse tra loro.
2ª parte: 71 pagg. num., 1 pag. non num.
Testo in caratteri corsivi e disposto su due colonne, svariati capilettera, testatine e finalini, nella parte superiore della prima pagina il titolo “Annotationi di Scriptio Gentili nella Gierusalemme di Torquato Tasso”, dedica al lettore al verso dell’ultima pagina.
3ª parte: 36 pagg. num., 2 cc. non num.
Testo in caratteri corsivi e disposto su due colonne, capilettera, testatine e finalini, nella parte superiore della prima pagina il titolo “Luoghi osservati dal Mag. Giulio Guastavini”, tavola dei nomi in fine.
Completo.
Legatura dell’epoca in pieno cuoio muto, dorso a 5 nervi, entro ogni comparto ricche decorazioni e ferri fitomorfi impressi in oro, nome dell’autore e titolo entro tassello bordeaux, sguardie marmorizzate, tagli spruzzati rossi, 2 ex-libris al contropiatto anteriore.
Splendida e celebre edizione, la seconda illustrata del poema. Le figure a piena pagina intercalate nel testo, sono state magistralmente incise da Agostino Carracci e Giacomo Franco dai disegni di Bernardo Castello. Ad ogni Canto corrisponde una tavola e l’Argomento di ciascun Canto è inserito in cartiglio xilografico.
Quest’opera composta da Torquato Tasso (*Sorrento 1544 - †Roma 1595) tra il 1559 e il 1575, composta inizialmente da sedici canti, fu stampata integralmente senza la sua autorizzazione solamente nel 1580 - 1581. Seguirono, con il titolo di Gerusalemme liberata, altre edizioni sia parziali che complete, nessuna delle quali riconosciute dal Tasso, che continuò ossessivamente a correggere il testo per quasi vent’anni, finché nel 1593 autorizzò la pubblicazione di una versione profondamente modificata dell’opera composta da 24 canti e con il titolo di “Gerusalemme conquistata”.
Ottimo esemplare ben inchiostrato. Segnaliamo due restauri abilmente eseguiti ai piatti.
cfr. Graesse VII 33; Olschki-Choix XII 18727; Cicognara 1113; Piantanida III 3846; Gamba 948; Brunet V 666; Raccolta Tassiana 198.

Pier Francesco Giambullari. "Del sito, forma, & misure, dello Inferno di Dante". Firenze, Neri Dortelata, 1544.

 


In-24°, 153 pagg. num. incluso il frontespizio, 15 pagg. non num.
Al frontespizio e al verso dell’ultima carta marca tipografica raffigurante arca di Noé con sopra una colomba con ramoscello di ulivo nel becco e motto “L’acqua ch’io prendo giamai non si corse”, dedica all’Eccellentiss. Cosimo De’ Medici, numerose xilografie nel testo di varie dimensioni, alcune a piena pagina, in fine tavola delle cose notabili.
Completo.
Legatura del ’700 in piena pergamena semirigida, piatti muti, lungo tutto il dorso titolo manoscritto a china in ordinata grafia, tagli spruzzati rossi.
Trattato interamente dedicato a un singolo studio post-classico, che afferma la supremazia della lingua fiorentina nello sviluppo della lingua. Curiosamente l’autore stampa tutti gli accenti necessari per ascoltare la pronuncia fiorentina della lingua italiana, un requisito molto prezioso per i filologi d’oggi.
Il letterato e storico fiorentino Giambullari (*Firenze 1495 - †1555), membro dell’Accademia Della Crusca, dedica questo libretto al Duca di Firenze Cosimo De’ Medici.
Non comune edizione originale arricchita dalle incisioni su legno.
Ottima conservazione.
cfr. Gamba 1422; Sabin 27265; Brunet II 1582.

Chemin de Fer P.L.M. Le Mont Rose-Vallé de Zermatt. Parigi, Hudo d'Alési, 1891.


 

Cromolitografia originale (mm 750 x 1005 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1891 da Hugo François d’Alési, presso lo stampatore A. Bellier.
Raro manifesto pubblicitario, il primo in cui appare il Cervino che pubblicizza la ferrovia Parigi-Lione-Martigny con l’arrivo a Zermatt, l’imponente Monte Rosa nella parte superiore fa da cornice all’insieme.
In alto al centro il titolo. Nella parte inferiore pubblicità dei viaggi, dei prezzi e la tempistica del viaggio ferroviario.
La firma dell’artista Hugo François d’Alési è apposta sulla matrice nell’angolo inferiore sinistro.
Frederic Alexianu, in arte Hugo François d’Alési, nato in Romania nel 1849 e morto a Parigi nel 1906, è stato un pittore e disegnatore pubblicitario, ideatore di manifesti pubblicitari per le società ferroviarie del XIX secolo.
Importante e decorativa affiche dai vivaci colori, in ottimo stato di conservazione.
cfr. Aliprandi, Il Cervino e le sue stampe, n° XX; Benezit I 181.

Torquato Tasso. "Lettere". Pisa, Niccolò Capurro, 1825 - 1827.

In-4° piccolo, 5 volumi delle lettere.
1° volume: 5 cc. non num. incluso il frontespizio, 371 pagg. num., 1 c. non num.
Frontespizio, dedica al Cavaliere Andrea Vaccà, dedica ai lettori, in fine tavola delle persone a cui sono indirizzate le lettere.
2° volume: 364 pagg. num. incluso il frontespizio, 1 c. non num.
Frontespizio, in fine tavola delle persone a cui sono indirizzate le lettere.
3° volume: 298 pagg. num. incluso il frontespizio, 1 c. non num.
Frontespizio, in fine tavola delle persone a cui sono indirizzate le lettere.
4° volume: 340 pagg. num. (ultima bianca) incluso il frontespizio.
Frontespizio, in fine tavola delle persone a cui sono indirizzate le lettere.
5° volume: front., VII pagg. num., 1 pag. non num. (bianca), 274 pagg. num., 1 c. non num., 72 pagg. num. (ultima bianca) di appendice, 2 cc. non num.
Frontespizio, dedica dell’editore, tavola delle persone a cui sono indirizzate le lettere, in fine appendice.
Insieme composto dai 5 volumi completi delle lettere, inserita in un’opera più ampia del Tasso.
Legature in mezza pergamena rigida dell’epoca, piatti marmorizzati con angoli in pergamena, dorsi a 5 comparti con titoli e numerazione in oro su tasselli in pelle verde. All’interno ben conservata la brossura editoriale.
Buono stato conservativo di questo esemplare su carta gialla a grandi margini (solamente due esemplari, come il presente, sono stati impressi con questo tipo di carta).

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