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Prodotti in vetrina

Il Dante, con argomenti, & dechiaratione de molti luoghi, novamente revisto, & stampato. Lione, per Giovan di Tournes, 1574.

In-12°, 540 pagg. num, 1 c. non num. (le pagg. 175, 178, 186, 240, 418, 534 paginate per errore 157, 177, 189, 238, 388, 345).
Al frontespizio medaglione di Dante inciso su legno, capilettera e fregi xilografici al principio di ogni canto, dedica a Maurizio Sceva, al margine alcune brevissime dichiarazioni ricavate dal Commento del Landino, in fine marca circolare di De Tournes con motto interno: Vertu mai non casca e motto esterno: Son tour a chacun. 
Completo.
Legatura del Settecento in piena pergamena, piatti muti, passanti in pelle allumata visibili al dorso con titolo e data manoscritti a china.
Prima edizione impressa in Francia, dopo la contraffazione aldina fatta da Troth di Lione. Numerose edizioni fecero seguito dopo questa impressa a Lione del 1547.
Il testo ha inizio con la dedica a Maurizio Sceva, amico di Jean De Tournes (*Lione 1504 - †1564), poeta e letterato che ebbe il merito di ritrovare in una Chiesa di Avignone la tomba di Laura petrarchesca. Segue il poema fino alla pagina 535, poi il “Summario di la vita di Dante”, l’epitaffio e una dedica al lettore. Da notare che De Tournee prepone alla francese, l’articolo al nome Dante.
Buono stato conservativo dell’opera. Segnaliamo antico restauro di circa tre cm al margine inferiore del frontespizio, probabilmente realizzato per celare l’antico nome di appartenenza del libro.
cfr. Mambelli 22; Gamba 888; De Batines I 85; Fiske 8; Berio 48. 

Fabrici D'Acquapendente Girolamo. Hieronymi Fabricii Ab Aquapendente De visione, voce, auditu. Venezia, Francesco Bolzetta, 1600.


In-folio, 3 parti in 1 volume.
1ª parte: 12 cc. non num. incluso il frontespizio, 133 pagg. num., 1 pag. non num. (errore di numerazione a pag. 53).
Frontespizio calcografico finemente illustrato da Giacomo Valeggio, testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Iacobo Foscareno, indice, 4  tavole a piena pagina incise su rame raffiguranti tavole anatomiche e svariate xilografie nel testo.
2ª parte: 6 cc. non num., 84 pagg. num. (ultima bianca).
Testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Leonardo Donato, indice, 6 tavole a piena pagina incise su rame raffiguranti tavole anatomiche.
3ª parte: 4 cc. non num., 38 pagg. num.
Testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Ioanni Delfino, indice, 1 tavola a piena pagina incisa su rame raffigurante tavola anatomica.
Completo.
Legatura in piena pergamena rigida dell’ottocento, piatti e dorso muti, taglio di piede con dicitura Anatom. Aquapendent. manoscritta.
Hieronymus Fabricius, nome latino dell’anatonomista e chirurgo italiano Girolamo Fabrici d’Acquapendente, nasce nella suddetta città nel 1533. Studia all’università di Padova dove si laurea nel 1559 sotto la guida di Gabriele Fallopio, altro importante personaggio della storia della medicina italiana. L’autore viene ricordato, oltre ad essere stato un celebre professore all’Università di Padova, per le sue importanti scoperte in campo medico e chirurgico.
In questa fondamentale opera, qui in prima edizione, l’autore apporta un notevole sviluppo allo studio dell'occhio, dell'orecchio e del meccanismo della voce.
Perfetto stato conservativo dell’opera. Il frontespizio nella parte inferiore è stato rifilato 3 mm oltre il margine della battuta.
cfr. Durling 1415.

Canal, Giovanni Antonio, detto “Canaletto”. Prà della Valle. Venezia, dopo il 1744.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 430 x 300 l’impressione più 30 mm di margini), su carta vergellata.
Impressa a Venezia da Giovanni Antonio Canal (*Venezia 1697 - † 1768).
Il presente secondo stato, non precisamente datato dalle varie bibliografie, viene indicato normalmente dopo il 1744.
Sul lato inferiore sinistro la firma dell’autore (A. Canal f.), al centro il titolo e a destra  numerazione E3, a testimonianza del secondo stato, su due.
La tavola raffigura Prà della Valle (Prato della Valle), la grande piazza monumentale di Padova.
Grande animazione di personaggi in tutta la rappresentazione. La delineazione di queste piccole figure è estremamente suggestiva.
La presente veduta riveste anche un notevole interesse storico e urbanistico, in quanto mostra la grande piazza padovana, fra le più vaste d’Europa, prima che i lavori di risanamento promossi dal Procuratore straordinario Andrea Memmo nel 1775-1776 ne modificassero profondamente l’aspetto, con la creazione di un canale di forma ellittica intorno all’Isola Memmia, posta al centro.
L’incisione fa parte della raccolta “Vedute altre prese da i luoghi altre ideate da Antonio Canal” composta da 34 tavole più il frontespizio.
Perfetto esemplare in eccezionale stato conservativo e ampi margini.
cfr. Bromberg, Canaletto’s Etchings, n° 8.

Kokoschka, Oskar - Jouhandeaum, Marcel. Le bal masquè. Parigi, Ernst Gloor/Chez Wolfensberger, 1967.   

In-folio elefante (mm 820 x 597), 10 pagg. non num incluso il frontespizio, 8 pagg. non num. (che accompagnano le tavole).
Frontepizio, sonetto, occhietto, 1 tavola di giustificazione, 2 tavole di giustificazione con firme autografe di Kokoschka e di Jouhandeau, eseguite a matita, indice, 7 litografie originali a colori, firmate dall’artista, 6 tavole a colori create dall’autore per l’Opera di Giuseppe Verdi eseguita a Firenze nel 1962.
Completo.
Legatura in cartone, contenuta entro scatola originale in piena tela juta con titolo in corsivo rosso al piatto anteriore.
Dopo la stampa dell’opera, tutte le lastre di pietra furono distrutte, per tutelarne la diffusione e garantire che gli esemplari in circolazione fossero esclusivamente quelli voluti dall’artista.
Curiosa opera di insolite dimensioni, figurata dal grande esponente dell’ espressionismo viennese, pittore e drammaturgo e poeta austriaco Oskar Kokoschka (*Pöchlarn 1886 - †Montreux 1980).
Eemplare n° 26, uno dei 71 nominativi Monsieur Raphael Benazeraf eseguito su carta Vélin pur Chiffon d’Arches.
Perfetto stato di conservazione dell’opera.
cfr. Wingler - Welz 367-373.

Alciati, Andrea. Diverse imprese accommodate a diverse moralità, con versi che i loro significati dichiarano. Lione, Guglielmo Rouillio, 1549.

In-8°, 441 [i.e. 144] pagg. num. incluso il frontespizio; (errori di numerazione alle pagg. 95, 98 e 144).
Frontespizio e testo in cornice architettonica, marca tipografica al front. con aquila ad ali spiegate e serpente in medaglione, numerosi capilettera istoriati, estratto del privilegio con testo in francese, lettera dedicatoria di Giovanni Marquale al Principe di Venezia Francesco Donati, ogni pagg. possiede una figura emblematica xilografica.
Completo.
Legatura in piena pergamena rigida del Novecento, piatti muti, dorso con titoli impressi in oro entro tassello in pelle marrone, tagli spruzzati rossi.
Rara prima edizione del giurista e insegnante di italiano Andrea Alciati (*Milano 1492 - Pavia 1550). Questa sua opera diede vita alla poesia emblematica, formata da illustrazioni simboliche ed accompagnate da brevi poesie di commento. 
Buono stato conservativo dell’opera. Restauri ben eseguiti all’angolo superiore delle cc. 125, 141 e 143. 
cfr. Praz 249-250; Green 50; Adams A-599; Baudrier IX, 187.

Sirigatti, Lorenzo. La pratica di prospettiva. Venezia, Girolamo Franceschi, 1596.

In-folio grande, 2 parti in un volume.
1ª parte: 4 cc. non num. incluso il frontespizio, 43 cc. num., 1 c. non num. (colophon del primo libro).
Frontespizio inserito in complesso architettonico, capilettera in xilografia riccamente istoriati entro cornice, testatina floreale, dedica al granduca Ferdinando I de’ Medici, avviso rivolto ai lettori, indice, errori e correzioni, 43 tavole calcografiche numerate con testo a fronte, dove vengono applicate le regole prospettiche elementari a figure geometriche piane e solide, 1 c. di colophon con grande marca tipografica in cornice figurata: la Pace seduta ha alla sua destra una colonna con la scritta Pax e tiene nella sinistra un ramo di olivo e nella destra fiaccola rovesciata.
2ª parte: 44-65 cc. num.
Secondo frontespizio anch’esso inserito in cornice architettonica, le restanti tavole (21) tutte incise su rame raffigurano progetti, costruzioni, particolari architettonici, facciate di edifici…, ma soprattutto virtuosismi prospettici e giochi di ombre applicati.
Completo.
Legatura del Settecento in mezzo cuoio, piatti in carta marmorizzata con angoli in cuoio, dorso a nervi con titoli impressi in oro entro tassello scuro, tagli rossi, ex-libris al verso del foglio di guardia anteriore.
La fama di Lorenzo Sirigatti (*Firenze 1557 - †?) è basata sul presente trattato, La pratica di prospettiva, opera che conobbe una notevole fortuna, attestata da una ristampa nel 1625. 
Rara prima edizione di questa importante opera sulla prospettiva, lodata dai repertori consultati, per la completezza e la bellezza delle sue incisioni: due frontespizi incisi e sessantaquattro tavole di schemi prospettici generici e proiezioni di vari oggetti. La chiarezza di queste immagini, oltre che l’ottima qualità dell’incisione e una parte teorica concisa, testimoniano come il trattato venisse concepito quale un manuale pratico utile agli artisti. 
Buono stato di conservazione. Frontespizio come usuale leggermente rifilato nel margine superiore. 
cfr. Adams S-1224; Graesse VI 417; Cicognara 860; Piantanida 4414; Riccardi II 460; Fowler 336; Gamba 1648; Comolli III 157-158.

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