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Prodotti in vetrina - Libreria Bourlot

Tesauro, Emanuele. Istoria della Venerabile Compagnia della Fede Cattolica sotto l’invocazione di San Paolo nell’Augusta città di Torino. Torino, Gio. Battista Zappata, 1701.

In-folio, 2 parti in un volume.
1ª parte: 4 cc. non num. inclusi 1 c. (bianca), l’occhietto, l’antiporta e il frontespizio, 138 pagg. num., 2 cc. non num.
Occhietto, antiporta incisa su rame da Giuseppe Tasnière su disegno di SebastianoTarico, raffigurante San Paolo caduto da cavallo, Gesù, putti e altre figure sacre, frontespizio con stemma xilografico dei conti San Martino d’Agliè, numerosi capilettera, testatine e finalini riccamente istoriati, indice in fine.
2ª parte: front., 164 pagg. num., 3 cc. non num.
Frontespizio con stemma xilografico dei conti San Martino d’Agliè, numerosi capilettera, testatine e finalini riccamente istoriati, indice in fine.
Completo.
Interessante opera sulla Compagnia di San Paolo di Torino, nata il 25 gennaio 1563 con lo scopo di soccorrere la popolazione gravata dalla miseria, dopo anni di dominazione straniera e di arginare l’espansione della riforma protestante.
Seconda edizione, corretta ed aumentata rispetto alla prima, apparsa nel 1657-58.
Esemplare fresco e marginoso in buono stato di conservazione. Consunzioni ai piatti.
cfr. Vinciana 5006; Dervieux, E. Tesauro, 47; Einaudi 5572.

Lamperti, Lattanzio. Tarocchi Milano. Milano in Contrada del Rovello, 1840 - 1850 circa.

Mazzo di 59 su 78 carte da gioco (5,5×11 cm), 19 trionfi (o arcani maggiori) più 40 carte di arcani minori, di fattura milanese, incise su legno, in coloritura coeva a mascherina. Il verso delle carte è decorato da una xilografia in blu raffigurante una donna su sfondo agreste che regge nella mano destra spighe di grano e sul fianco sinistro appoggia un canestro di frutta.
Impresse a Milano tra il 1840 e il 1850 da Lattanzio Lamperti, come si deduce dal bollo sul Re di bastoni “L. Lamperti Mil.”.
Il mazzo si presenta nella sua versione classica con 2 sottogruppi principali: il primo, composto da 19 carte, illustrate con figure simboliche, anticamente chiamate Trionfi, e solo dal XIX secolo, arcani maggiori, l’altro in 40 carte suddivise in 4 serie, gli arcani inferiori divisi nei quattro sottogruppi delle coppe, denari, bastoni e spade. Gli arcani maggiori sono numerati da I a XXI, più il Matto.
Se nei primi anni di attività lo stampatore Lattanzio Lamperti si  limitò ad eseguire le ristampe dei tarocchi di Ferdinando Gumppenberg (fabbrica milanese dei primi Ottocento, uno degli esempi più eleganti e dettagliati in stile mazzo piacentino), in seguito la produzione divenne più originale, con mazzi a figura doppia o intera, adeguandosi al segno francese che si stava imponendo. A differenza delle carte francesi, tedesche e viennesi dell’epoca, i personaggi di Lamaperti sono estremamente riconoscibili, spesso agghindati secondo la moda del periodo (1840-50), negli esemplari di Lamperti si respira un’aria da romanzo storico medioevale e lombardo.
Ottima conservazione dell’insieme.

Vue du pont sur la doire. Torino, Fossati, 1870 ca.

 

Litografia originale (mm 460 x 310 il foglio).
Eseguita a Torino nel 1870 circa da Emanuele Fossati, allievo della scuola istituita presso il Collegio Carlo Alberto di Moncalieri diretta da Francesco Chardon.
Rara esecuzione inserita entro ovale, raffigurante il ponte Mosca, uno dei ponti monumentali di Torino, è stato il primo ponte in pietra ad esser costruito nella città sabauda sulla Dora Riparia.
Nella parte inferiore centrale il titolo disposto su quattro righe.
Francesco Chardon, decano dei professori di disegno e litografia in Piemonte. Nel 1844 insegnava disegno, pittura e litografia al Real Collegio di Moncalieri, scuola dalla quale uscirono diverse litografie artistiche eseguite dagli allievi del Collegio.
Ottima conservazione.
cfr. Collezione Simeom, pag. 93.

Papier peint. Parigi, 1910 circa.

In-folio oblungo, 296 papiers peint.
Collezione di campioni di 296 papier peint, da utilizzare come rivestimento per mobilie o come ricca decorazione per pareti di importanti ambienti e saloni, con caratteristiche cromatiche e carta differente: marmorizzate, floreali, dorate e con motivi vegetali, e vari.
È interessante che ogni foglio è stato arricchito da pagine di riviste per fanciulli e fumetti dell’epoca, applicato al verso di ogni singola carta: Les chats et le baquet, Le petit eléphat malicieux, L’adroite princesse, L’oiseau de vérité, Le loup blanc, Forosette, La belle au bois dormant, Trois petits agneaux, Histoire d’un petit cobaye, Les deux boudeurs, Le loup et la cicogne, ecc.
La collezione di carte pitturate è conservata in una legatura in piena tela, figurata con personaggi e animali.
Tre carte raffigurano il personaggio di Bécassine, creato dalla scrittrice Jacqueline Rivière e dal disegnatore Émile-Joseph-Porphyre Pinchon nel 1905, apparso per la prima volta nel numero de La Semine de Suzette del 2 febbraio 1905.
Interessante insieme di carte dipinte, in ottimo stato di conservazione.

Foglio miniato su pergamena, reglé,  proveniente da libro d’ore francese, databile 1475 circa.

Foglio miniato su pergamena, reglé,  proveniente da libro d’ore francese, databile 1475 circa (mm 110 x 154).
Manoscritto ad inchiostro marrone e rosso, con otto decorativi capilettera e fregi miniati con motivi fitomorfi che si estendono in racemi lungo il margine sinistro, arricchiti da foglia d’oro e decorati a più colori: verde, rosso e blu.
Testo su una colonna a 13 linee con caratteri gotici, disposto sul recto e sul verso.
Ottimo stato conservativo della pergamena e delle miniature.

Sindone -di Torino su tessuto dipinto. Torino, inizio XVIII sec.


Raffigurazione della Sacra Sindone, di fattura torinese, eseguita su tela nella prima metà del ’700 (mm 375 x 240).
Documento artigianale, eseguito da abile artista, raffigurante la Sindone di Torino.
Nella parte centrale è raffigurata l’anatomia Sacra dell’immagine di Cristo in tinta color mattone e attorno girali di fiori dipinti a mano e cornucopie agli angoli.
La tavola, sconosciuta alle bibliografie di riferimento è simile a quella descritta ne “L’ostensione della S. Sindone” libro stampato nel 1931, tavola XXXIX-a.
Buono stato conservativo del tessuto e del colore. Segnaliamo un piccolo segno di tarlo nella parte centrale. Cornice antica, dorata e con vetro soffiato.
cfr. L’Ostensione della SS. Sindone XXXIX-a.

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