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Prodotti in vetrina - Libreria Bourlot

Bagetti, Giuseppe Pietro. Vues des Champs de Bataille de Napoléon. Parigi, 1835.                 

In-folio grande, 4 cc. non num. incluso il frontespizio, LXVII tavole numerate.
Frontepizio, indice, testo in francese, LXVII tavole incise su rame da Scroëder, Lameau, Cardano, Fortier, Godefroy, Fortier, Pillement, Misbach, Legrand, Perdoux, Sonnerat, Ballard, Croutelle, Desaulx, Bovinet, Launay, Reville, Lepine, Tillard, Louvet, Cazenave, Dequevauxiller, Duplessis e Bertaux, tutte tratte dai dipinti di Bagetti, numerate in alto a destra e a doppia pagina, con titoli centrali disposti su tre righe, raffiguranti le battaglie di Napoleone (*Ajaccio 1769 - †Isola di Sant’Ellena 1821), durante la campagna italiana, dal 1796 al 1800. Completo.
Legatura in mezzo marocchino verde dell’epoca con piatti in tela percallina verde, dorso a 6 comparti con titoli impressi in oro, sguardie marmorizzate, ex-libris al contropiatto anteriore e al foglio di guardia.
Giuseppe Pietro Bagetti (*Torino 1764 - †1831), architetto e pittore, noto soprattutto come vedutista. Grazie alle tecniche e alle conoscenze acquisite durante gli studi di architettura riuscì a riprodurre nelle sue opere una realtà particolare e fedele. Nel 1782 ottenne dall’Università di Torino l’abilitazione come architetto militare e civile. Immortalò una serie di vedute riguardanti le battaglie napoleoniche in Italia riprese sul terreno e nel 1815 fu nominato pittore di battaglie, vedute e paesaggi, presso la Real Corte.
Sul mercato, da alcuni decenni a questa parte non è possibile ritrovare esemplari in vendita di quest’opera di Bagnetti, completi e in ottimo stato.
Monumentale opera di grande valore iconografico e in perfetto stato conservativo.

Ortelius, Abraham. Theatrum orbis terrarum. Anversa, Ioannem Moretum, 1601.  

In-folio grande, 12 cc. num. incluso il front., 30 pagg. num., 3 cc. num., 118 carte geografiche,  5 cc. non num., 37 carte geografiche.
Frontespizio figurato entro fregio architettonico con allegorie, dedica dell’autore, prefazione, indice degli autori delle carte geografiche contenente 183 nomi, indice delle tavole, ritratto dell’autore a piena pagina, necrologio della morte di Ortelius, nomenclator, prefazione, indici, specifiche e dedica. Nella seconda parte è presente il Parergon. Frontespizio, epigramma, 2 dediche, indice. 155 carte geografiche incise su rame con testo descrittivo in latino al verso. Nella prima parte la tavola n° 25 si ripete 3 volte con 3 soggetti diversi.
Completo.
Elegante legatura coeva in piena pergamena con grande stemma nobiliare di appartenenza, al centro in oro, cornice impressa a secco e motivi agli angoli in oro, dorso a 7 comparti con nervi entro ognuno dei quali è posta una decorazione floreale.
Ultima edizione pubblicata da Plantin Moretus a nome degli eredi di Ortelius. Durante l’anno 1601, gli eredi dell’autore vendettero le lastre e i diritti dall’opera a Jean Baptist di Anversa.
Questa edizione in latino è uguale a quella del 1595, con un’aggiunta di 3 mappe che nell’opera sono segnate come 25 (1), 25 (2) e 25 (3).
Abramo Ortelius (anche Ortels, Orthellius, italianizzato in Abramo Ortelio) nasce ad Anversa il 2 aprile 1528. È ricordato sicuramente come uno dei più importanti cartografi della storia. Assieme a Mercatore fu il fondatore della cartografia fiamminga. Dopo avere studiato il greco, il latino e la matematica, si stabilì ad Anversa, all’epoca importante porto delle diciassette province. Qui iniziò la sua carriera di stampatore, libraio e cartografo. Viaggiò molto e pubblicò nel 1564 una carta del mondo divisa in 8 fogli. In seguito iniziò a pubblicare le diverse edizioni dei suoi atlanti geografici, tradotti in sette lingue, rivoluzionari all’epoca perché citavano le fonti per le carte, menzionando i nomi dei cartografi all'origine delle notizie cartografiche. Morì ad Anversa il 28 giugno 1598.
Straordinaria e importante opera cartografica in stupenda legatura e perfetto stato conservativo.
cfr. Koeman III pag. 59.

Lory, Gabriel Ludwig - Lory, Mathias Gabriel - Schoberl, Frederic. Picturesque Tour from Geneva to Milan, by way of the Simplon. Londra, R. Ackermann, 1820.

In-4°, 6 cc. non num. inclusi 1 carta topografica, il frontespizio e 1 tavola all’acquatinta, 136 pagg. num., 1 c. non num.
Carta topografica in antiporta, frontespizio, testo in inglese, prefazione, 36 tavole fuori testo, incise all’acquatinta con raffinata e delicata acquarellatura a mano coeva, in fine elenco delle tavole.
Completo.
Legatura dell’epoca in piena pelle maculata, doppia cornice decorativa dorata ai piatti con fregi impressi in oro agli angoli, dorso a 6 comparti con decorazioni floreali dorate e titoli in oro entro tasselli neri, sguardie marmorizzate, tagli non perfettamente rifiniti.
Prima edizione inglese. Il formato è ridotto rispetto all’edizione originale francese del 1811.
Corredano questo viaggio da Ginevra a Milano le suggestive vedute di Ginevra, Sempione, Monte Rosa, Sesto, Gondo, Domodossola, Isola Bella, Lago Maggiore, scorci delle Alpi, ponti, gallerie, ecc.
Stupendo esemplare in fresca coloritura e impeccabile legatura da collezione.
cfr. Perret 2694; Lonchamp 1850; ACL 194; Tooley 446.

Civitates Orbis Terrarum. Colonia, Georg Braun - Frans Hogenberg, 1572 - 1617

Venti incisioni originali, la maggior parte acquerellate a mano all’epoca (mm 540 x 410 il foglio).
Impresse a Colonia tra il 1572 - 1617, tratte dalla monumentale opera “Civitates Orbis Terrarum”, pubblicata in anni differenti, compilata e scritta da Georg Braun (*Colonia 1541 - †1622), mentre Frans Hogenberg (*Mechelen 1535 - †Colonia 1590) fu autore delle incisioni insieme a Simon Novellanus, dai soggetti di Joris Hoefnagel.
Buona conservazione di tutte le tavole.

Acquatinta Torino. Carlo Bossoli - Francesco Citterio - Carlo Bossoli, 1855 circa.

Incisione originale eseguita all’acquatinta, finemente miniata a mano all’epoca (mm 950 x 375 compresi i margini).
Impressa a Torino nel 1855 circa da Francesco Citterio su disegno di Carlo Bossoli (*Lugano 1815 - †Torino 1884).
La tavola raffigura Piazza Castello presa da una posizione elevata. È apprezzabile per l’ampio taglio orizzontale di grande effetto scenografico e per l’effetto di luce pomeridiana, basata sulle tonalità rosa e azzurro.
In primo piano Palazzo Madama ripreso a ¾. Sullo sfondo la facciata di Palazzo Reale. Sulla sinistra i palazzi che affacciano sulla piazza e al centro molte figure umane e carrozze.
Lungo il lato superiore la scritta “Torino” manoscritta in tinta dorata.
Come specificato nella bibliografia di Ada Peyrot, la veduta di Bossoli di piazza Castello si presenta con due varianti. Il nostro esemplare è priva del monumento dell’Esercito Sardo (inaugurato nel 1859), che verrà collocato dinnanzi al Palazzo Madama, la stampa perciò è databile verso il 1855.
La presente tavola, assieme alla veduta della città vista dalla collina, sempre dello stesso artista, rappresentano i due più belli e importanti scorci di gusto e fattura ottocentesca su Torino.
Ottimo esemplare in fantastica e raffinata coloritura d’epoca.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo II, n° 569.

Le Mont Rose - Valle de Zermatt - Chemin de Fer P. L. M. Parigi, A. Bellier, 1891.

Cromolitografia originale (mm 750 x 1005 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1891 da Hugo François d’Alési, presso lo stampatore A. Bellier.
Manifesto pubblicitario, il primo in cui appare il Cervino che pubblicizza la ferrovia Parigi-Lione-Martigny con l’arrivo a Zermatt, l’imponente Monte Rosa nella parte superiore fa da cornice all’insieme.
In alto al centro il titolo. Nella parte inferiore pubblicità dei viaggi, dei prezzi e la tempistica del trasferimento ferroviario.
La firma dell’artista Hugo François d’Alési è apposta sulla matrice nell’angolo inferiore sinistro.
Frederic Alexianu, in arte Hugo François d’Alési, nato in Romania nel 1849 e morto a Parigi nel 1906, è stato un pittore e disegnatore pubblicitario, ideatore di manifesti pubblicitari per le società ferroviarie del XIX secolo.
Ottima conservazione di questa importante e decorativa affiche dai vivaci colori.
cfr. Aliprandi, Il Cervino e le sue stampe, n° XX; Benezit I 181.

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