Twitter  IT EN
Prodotti in vetrina - Libreria Bourlot

Vernet, Carle. Campagnes des Français sous le Consulat & l’Empire. Parigi, Libraire rue Visconti, s.d. (1834).

In-folio, 4 cc. non num. inclusi l’antiporta e il frontespizio, 5 tavole di ritratti, 60 tavole di vedute.
Antiporta con ritratto di Napoleone I e facsimile di autografo dello stesso, frontespizio in caratteri rossi e neri figurato con aquila napoleonica, indice delle tavole, notizie biografiche disposte su due colonne, 5 tavole con 100 ritratti complessivi di marescialli e generali napoleonici, inseriti entro medaglioni ed incisi da Bovinet, 60 animatissime tavole a piena pagina disegnate dal Vernet ed incise in rame da differenti artisti, quali: L. J. Masquelier, Daudet, P. P. Choffard, Dambrun, Dupréel, J. Bosq, raffiguranti le principali battaglie e gli ingressi trionfali delle truppe francesi. Tra le località rappresentate ci sono Millesimo, Mondovì, Lodi, Milano, Pavia, Livorno, Castiglione, Roveredo, San Giorgio, Arcole, Rivoli, la Favorita, il Tagliamento, Venezia, Mantova, Torino, Napoli, il valico del Monte San Bernardo, Montebello, Marengo, ecc. Completo.
Unica ed elegante legatura, eseguita da abile artista-legatore, in pieno marocchino verde dei primi anni del Novecento, piatto anteriore con doppio filetto in oro e cornice impressa a secco contenente una tempesta di api viste di dorso con le ali chiuse (l’ape nella vessillologia napoleonica è simbolo di immortalità e di resurrezione), al centro del piatto campeggia una scenografico stemma di Napoleone pitturato con aquila in metallo, in rilievo e dorata, dorso con filetti e titoli in oro, sguardie in seta verde, tagli dorati. Contenitore a cofanetto in piena seta verde con dorso in pelle.
Il volume, in seconda edizione, è una raccolta di incisioni tratte dai dipinti originali di Carle Vernet (*Bordeaux 1758 - †Parigi 1836), interessanti sia dal punto di vista storico che artistico.
Stupendo esemplare, completo in ogni sua parte e in perfetto stato di conservazione.
cfr. Cremonini 87 (con precisa collazione di tutte le tavole della prima edizione, che erano solamente 24).

Pitteri, Marco Alvise. Le Roy Boit. Venezia, 1750 circa.

Incisione originale eseguita al bulino su carta vergellata (mm 355 x 470 l’impressione).
Impressa a Venezia nel 1750 circa da Marco Alvise  Pitteri, tratta dal dipinto di uno dei più importanti artisti fiamminghi del XVII secolo David Teniers detto “Il Giovane” (*Anversa 1610 - †Bruxelles 1690).
Scena di vita quotidiana rappresentata con tre personaggi all’interno di una taverna, luogo di incontro e di svago della borghesia mercantile. Sono immagini che raccontano la quotidianità nel suo aspetto più genuino. Tuttavia questo è un documento che ci permette di comprendere le abitudini delle persone in un determinato periodo storico.
Marco Alvise Pitteri, disegnatore e incisore veneziano (*Venezia 1702 - †1786) è importante per le incisioni al bulino tratte dai disegni di Piazzetta. Collaborò inoltre con Pietro Longhi e con Giandomnenico Tiepolo.
Buono stato conservativo della carta e dell’impressione, rifilata al limite interno della battuta.
cfr. Benezit XI 37; Buzzanca, Il Settecento veneto nelle stampe 187.

Dante con l’espositione di Christoforo Landino, et di Alessandro Vellutello. Venezia, D. Nicolino-G. Marchiò Sessa & fratelli, 1564.

In-folio, 28 cc. non num. incluso il frontespizio, 392 pagg. num.; 4 cc. non num. inserite tra la c. 163 e la c. 164 (errori di numerazione alle pagg. 29, 231, 257, 272, 288, 299, 322 e 376).
Frontespizio figurato con grande ritratto di Dante inciso su legno e inserito in un elaborato medaglione xilografico, testo disposto su due colonne, numerosi capilettera, fregi e testatine xilografiche, dedica di Sansovino a Pio IV, tavola delle voci difficili che si trovano nell’opera, proemio di Landino alla Rep. Fiorentina, numerose illustrazioni xilografiche nel testo, marca tipografica al verso dell’ultima carta raffigurante un gatto con un topo in bocca inserito in cornice (il significato della marca è probabilmente una minaccia rivolta dai Sessa, affermata famiglia di tipografi, ai possibili concorrenti). Completo.
Legatura di fine ’700 inizio ’800, in piena pergamena rigida, piatti decorati con cornici a più filetti impresse a secco con angoli floreali, dorso a 7 nervi con titolo manoscritto al secondo comparto e ferri fitomorfi impressi a secco negli altri, tagli spruzzati rossi.
Elegante edizione della Divina Commedia, anche conosciuta come “del Gran Nasoo “del Nasone” per il grande ritratto di Dante inserito al frontespizio. L’edizione riprende il testo dell’aldina del 1502 ed è curata da Sansovino e unisce il commento quattrocentesco di Landino con quello cinquecentesco di Vellutello, qui pubblicati per la prima volta insieme. La prima con il commento del Vellutello è stata impressa a Venezia nel 1544 da Francesco Marcolini.
Esemplare a grandi margini in ottimo stato conservativo.
cfr. Mambelli 40; Adams D 103; Gamba 390; De Batines I 91-92; Mortimer 147; Olschki-Choix 4411.

Manzoni, Alessandro. I Promessi Sposi. Padova, Fratelli Salmin, 1902.

In-64° (mm 40 x 65), 2 cc. non num. inclusi l’occhietto e 1 ritratto, XV pagg. num. incluso il frontespizio, 1098 pagg. num. (ultima bianca), 2 cc. non num.
Occhietto, ritratto dell’autore, frontespizio, testatine, dedica a Margherita di Savoia, prefazione, introduzione, commiato degli editori e indice in fine.
Completo.
Legatura in pieno marocchino rosso, piatti e dorso con titoli, filetti e fregi impressi in oro, sguardie con decorazioni geometriche, tagli rossi.
Questo capolavoro di microincisione eseguito in formato in-64° è stato impresso con micro caratteri mobili. Il presente volume assieme a pochi altri classici italiani è stato stampato dopo il gran successo del Dante sempre degli stessi fratelli Salmin del 1878.
Questo è considerato il più piccolo formato stampato con i caratteri mobili, per i libri antichi.
Perfetto stato conservativo della più piccola edizione dei Promessi Sposi.

Mirò, Joan - Jarry, Alfred. Ubu Roi. Parigi, Tériade Éditeur, 1966.

Occhietto con giustificazione al verso arricchita dalla firma originale di Mirò eseguita a matita, frontespizio, testo in francese, dedica a Marcel Schwob, elenco dei personaggi, 13 litografie originali a più colori di Joan Mirò, fuori testo e su doppia pagina, in fine indice delle tavole e seconda giustificazione.
Completo.
Legatura in carta editoriale bianca con velina di protezione, contenuta entro cartella in piena tela grigia con piatti muti e dorso con titoli impressi in oro, tagli con barbe, custodia rigida in tela grigia.
Joan Miró (*Barcellona 1893 - †Palma di Maiorca 1983), pittore, scultore e ceramista spagnolo, fu uno dei più radicali teorici del surrealismo. Passò lunghi periodi nella casa di famiglia in Spagna, dove i soggetti prediletti dei suoi quadri erano la natura, gli alberi, le caratteristiche case di campagna. Disprezzava la pittura convenzionale ed esprimeva il desiderio di sopprimerla per giungere a nuovi mezzi di espressione. A partire dal 1928 nuove ricerche, ossia  reinterpretare attraverso il gioco delle associazioni mentali i quadri dei maestri del XVII secolo e anche le pubblicità. Illustrò varie opere compresa la presente, dello scrittore e drammaturgo francese Alfred Jarry (*Laval 1873 - †Parigi 1907). La commedia più famosa di Jerry fu proprio questa “Ubu Roi”. I suoi testi sono considerati fra i primi sul tema dell’assurdità dell’esistenza ed hanno a che fare con il fraintendimento ed il grottesco. Il personaggio principale dell’opera è Ubu, grottesca marionetta umana, avida di potere e di denaro, che rappresenta il piccolo borghese del tempo. Jarry si è ispirato al suo professore di fisica monsieur Hébert, il quale rappresentava per i suoi studenti l’incarnazione del grottesco.
Esemplare n° 74 su 180, impresso su carta Vélin d’Arches.
Perfetto stato di conservazione.

Capitaine Cook. Parigi, François Xavier Isabey, 1784.

Incisione originale eseguita su rame, su carta vergellata (mm 340 x 295 l’impressione più ampi margini).
Impressa a Parigi nel 1784 da Claude-Mathieu Fessard (*Fointainebleau 1740 - †?), tratta da un dipinto di John Webber (*1750 - †1793), presso François Xavier Isabey.
Raro documento, di grande interesse storico.
Il furto di una scialuppa dalla sua nave da parte degli indigeni delle isole Sandwich è stato nefasto per James Cook, l’ultimo imprevisto del viaggio. Per riaverla indietro, aveva lanciato i suoi uomini contro la popolazione locale, con l'intento di catturare alcuni ostaggi da liberare solo dietro restituzione del maltolto. L’attacco fu violento, e il capitano pagò questo gesto con una coltellata nello stomaco. Morì il 14 febbraio 1779.
Ottima conservazione del foglio intonso.
cfr. Benezit V 423.

Pagine: 1234567
Logo Alai
Logo lila lilab