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Prodotti in vetrina - Libreria Bourlot

Boccaccio, Giovanni. La Fiammetta. Venezia, Gregorio De Gregori, 1525.

 

In-8°, 103 cc. num.
Titolo dell’opera alla prima carta, spazi per capilettera, dedica all’Illustrissima Dorothea di Gonzaga, prologo.
Completo.
Elegante legatura coeva in piena pelle marrone, piatti riccamente decorati con ferri fitomorfi e con il nome della protagonista dell’opera “Fiammetta” al centro dei piatti, dorso a 3 nervi con fregi e filetti impressi a secco e in oro, tagli scuri.
A Fiammetta, dietro il cui nome si cela quasi sicuramente Maria dei Conti d’Aquino, figlia naturale di re Roberto, sono ispirate e dedicate tutte le opere successive di Boccaccio fino al Decameron escluso. Tutta l’esistenza di Giovanni Boccaccio è stata segnata dall’amore verso Fiammetta.
Opera in buono stato di conservazione e in ricca legatura d’epoca d’amatore. Segnaliamo qualche piccolo lavoro da tarlo su poche carte, senza intaccare minimamente il testo.

Aevi Veteris Typus Geographicus. Anversa, Abraham Ortelius, 1590.        

Incisione originale eseguita su rame, finemente acquerellata a mano all’epoca (mm 438 x 310 l’impressione pià margini).
Impressa ad Anversa nel 1590 dal cartografo Abraham Ortelius (*Anversa 1527 - †1598), inserita nell’atlante “Theatri Orbis Terrarum Parergon”.
Carta di grande interesse raffigurante il mondo antico. Il planisfero è circondato da una ricca cornice nei cui angoli sono contenuti in formato circolare i quattro continenti.
La mappa presenta i territori conosciuti fino al 1492, all'interno di una proiezione ovale nella quale  sono rappresentate le fasce climatiche canonizzate da Tolomeo. Ortelius tiene conto delle scoperte di Strabone il quale sostiene che la terra abitata occupi meno della metà dell'emisfero boreale.
Ottimo stato conservativo della carta, dell’impressione, in vivace coloritura coeva. Cornice in legno scuro con fascia interna pitturata nera.
cfr. Koeman III, Ort. 46.

Foglio membranaceo miniato. Francia, 1475 circa.         

Foglio miniato su pergamena, reglé,  proveniente da libro d’ore francese, databile 1475 circa (mm 110 x 154).
Manoscritto ad inchiostro marrone e rosso, con otto decorativi capilettera e fregi miniati con motivi fitomorfi che si estendono in racemi lungo il margine sinistro, arricchiti da foglia d’oro e decorati a più colori: verde, rosso e blu.
Testo su una colonna a 13 linee con caratteri gotici, disposto sul recto e sul verso.
Ottimo stato conservativo della pergamena e delle miniature.

Acquatinta Torino. Carlo Bossoli - Francesco Citterio - Carlo Bossoli, 1855 circa.

Incisione originale eseguita all’acquatinta, finemente miniata a mano all’epoca (mm 950 x 375 compresi i margini).
Impressa a Torino nel 1855 circa da Francesco Citterio su disegno di Carlo Bossoli (*Lugano 1815 - †Torino 1884).
La tavola raffigura Piazza Castello presa da una posizione elevata. È apprezzabile per l’ampio taglio orizzontale di grande effetto scenografico e per l’effetto di luce pomeridiana, basata sulle tonalità rosa e azzurro.
In primo piano Palazzo Madama ripreso a ¾. Sullo sfondo la facciata di Palazzo Reale. Sulla sinistra i palazzi che affacciano sulla piazza e al centro molte figure umane e carrozze.
Lungo il lato superiore la scritta “Torino” manoscritta in tinta dorata.
Come specificato nella bibliografia di Ada Peyrot, la veduta di Bossoli di piazza Castello si presenta con due varianti. Il nostro esemplare è priva del monumento dell’Esercito Sardo (inaugurato nel 1859), che verrà collocato dinnanzi al Palazzo Madama, la stampa perciò è databile verso il 1855.
La presente tavola, assieme alla veduta della città vista dalla collina, sempre dello stesso artista, rappresentano i due più belli e importanti scorci di gusto e fattura ottocentesca su Torino.
Ottimo esemplare in fantastica e raffinata coloritura d’epoca.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo II, n° 569.

Raccolta di costumi del sud Italia. s.n.t. (1850 circa).

In-8°, 48 tavole.
Suggestiva e raccolta di 48 tavole eseguite in litografia e finemente miniate a mano all’epoca “a la gomme”.
Le tavole raffigurano diverse situazioni di vita e mestieri: è presente Pulcinella, il mangia maccheroni, l’acquavitaio, il pescatore, lo zampognaro, la danzatrice di tarantella, donne nei costumi locali di Napoli, Procida, Salerno, Teramo, Aquila, Caraffa di Catanzaro, Teramo, Lecce, Ustica, Trapani, Capri, Pizzo Calabro, ecc.
La tavola che raffigura la donna di Porcile è l’unica che presenta una coloritura manuale su tutto lo sfondo.
Timbri a secco ottocenteschi “Marras” in calce ad ogni  tavola.
Legatura dell’epoca in mezza pelle verde, piatti in carta color arancio con angoli in pelle, decori fitomorfi impressi in oro al dorso.
Esemplare in perfetta conservazione.

Bagetti, Giuseppe Pietro. Vues des Champs de Bataille de Napoléon. Parigi, 1835.                 

In-folio grande, 4 cc. non num. incluso il frontespizio, LXVII tavole numerate.
Frontepizio, indice, testo in francese, LXVII tavole incise su rame da Scroëder, Lameau, Cardano, Fortier, Godefroy, Fortier, Pillement, Misbach, Legrand, Perdoux, Sonnerat, Ballard, Croutelle, Desaulx, Bovinet, Launay, Reville, Lepine, Tillard, Louvet, Cazenave, Dequevauxiller, Duplessis e Bertaux, tutte tratte dai dipinti di Bagetti, numerate in alto a destra e a doppia pagina, con titoli centrali disposti su tre righe, raffiguranti le battaglie di Napoleone (*Ajaccio 1769 - †Isola di Sant’Ellena 1821), durante la campagna italiana, dal 1796 al 1800. Completo.
Legatura in mezzo marocchino verde dell’epoca con piatti in tela percallina verde, dorso a 6 comparti con titoli impressi in oro, sguardie marmorizzate, ex-libris al contropiatto anteriore e al foglio di guardia.
Giuseppe Pietro Bagetti (*Torino 1764 - †1831), architetto e pittore, noto soprattutto come vedutista. Grazie alle tecniche e alle conoscenze acquisite durante gli studi di architettura riuscì a riprodurre nelle sue opere una realtà particolare e fedele. Nel 1782 ottenne dall’Università di Torino l’abilitazione come architetto militare e civile. Immortalò una serie di vedute riguardanti le battaglie napoleoniche in Italia riprese sul terreno e nel 1815 fu nominato pittore di battaglie, vedute e paesaggi, presso la Real Corte.
Sul mercato, da alcuni decenni a questa parte non è possibile ritrovare esemplari in vendita di quest’opera di Bagnetti, completi e in ottimo stato.
Monumentale opera di grande valore iconografico e in perfetto stato conservativo.

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