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Prodotti in vetrina

Chemins de fer Paris - Lyon - Méditerranée. L’italie par le Mont-Cenis. Parigi, Maulde, Doumenc & Cie, 1913 - 1914.

Litografia originale a più colori, intelata (mm 770 x 1090 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1913 - 1914 circa da Maulde, Doumenc & Cie.
Affascinante manifesto, raffigurante la pubblicità della linea ferroviaria Parigi-Napoli che transita attraverso il tunnel del Moncenisio-Frejus.
Lungo tutto il lato superiore il titolo. Al centro fotografia di Alinari, raffigurante Amalfi. Attorno ad essa altro titolo “L’Italie par le Mont-Cenis, aix les bains Turin, Gênes, Rome, Naples ”. In basso a sinistra orari ferroviari Parigi, Napoi, Milano, Venezia, affiancati dalla carta geografica raffigurante il tragitto ferroviario. Lungo il lato inferiore titolo “Services directs et rapides”.
Ottimo stato conservativo del foglio e del colore. Cornice laccata nera.

Joan Mirò. La luna verde. Parigi, Marzo & C., 1972.


Litografia originale a più colori delle dimensioni (mm 495 x 320 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1972 da Joan Mirò presso lo stampatore A. C. Mazo & C., facente parte dell’opera intitolata “Joan Mirò Litographe ”.
L’opera dell’artista è espressa con i tipici colori accesi e con i suoi tratti gestuali. Lo stile dell’esecuzione non è lineare ma “casuale”. Usa il colore e la forma in modo simbolico piuttosto che letterale, combinando elementi astratti con motivi ricorrenti.
Il pittore, scultore e ceramista spagnolo Joan Miró (*Barcellona 1893 - †Palma di Maiorca 1983) è stato il rappresentante del surrealismo in assoluto più radicale e conosciuto al mondo.
Ottimo stato conservativo della carta e del colore. 

Africae nova descriptio. Amsterdam, Guglielmus Blaeu, 1635.    

Incisione originale eseguita su rame, acquerellata a mano all’epoca ai confini e nei particolari, testo in latino al verso (mm 550 x 410 l’impressione più ampi margini).
Impressa ad Amsterdam nel 1635 da Guglielmus Blaeu (*1571 - †Amsterdam 1638) e inserita nell’opera “Theatrum Orbis Terrarum”.
Rara carta geografica raffigurante l’Africa, divisa in unità politiche, ornata da una ricca bordura con nove vedute delle principali città africane nella parte superiore: Tangeri, Ceuta, Algeri, Tunisi, Alessandria, il Cairo, l’isola del Mozambico, la miniera di San Giorgio in Guinea e Canaria nelle Isole Canarie. Ai lati dieci vignette che mostrano coppie di personaggi vestiti con abiti locali dei diversi regni che la compongono. In alto a destra, entro decorativo cartiglio, il titolo in latino. La tavola è impreziosita da animali, tra i quali elefanti, scimmie, struzzi, gazzelle, leoni, ghepardi e cammelli. Negli oceani sono presenti molte imbarcazioni, mostri marini, pesci volanti e una splendida rosa dei venti.
Guglielmus Blaeu, cartografo, disegnatore e navigatore olandese, allievo di Tycho Brahe, fondò un’officina per la costruzione di globi nel 1599. Poco tempo dopo iniziò a pubblicare anche carte geografiche, giungendo nel 1630 alla creazione del primo atlante “Atlantis Appendix” e cinque anni dopo, della prima edizione in due tomi del “Atlas Novus”. Dopo la sua morte, nel 1638, a cura del figlio Johan si giunse nel 1662 alla pubblicazione del celebre “Atlas Maior” in 11 volumi. Nel 1672 un incendio distrusse l’officina e segnò la fine dell’attività.
Ottimo stato conservativo.
cfr. Koeman I, BL 13.

Schedel Hartmann "Liber Chronicarum cum figuris et imaginibus ab Inicio Mundi". Norimberga, Antonius Koberger, 1493 - 12 luglio (in fine).

In-folio grande, 20 cc. non num. incluso il frontespizio, CCXCIX cc. num., 13 pagg. non num. (errore di numerazione alla c. 229). 
Frontespizio in caratteri gotici e note manoscritte a china nella parte inferiore, testo in latino, numerosi capilettera, 1806 xilografie nel testo attribuite a Michael Wolgemut, Wilhelm Pleydendorf e Albrecht Dürer, di varie dimensioni e raffiguranti vedute di città, Re, Papi, scene bibliche e della storia del mondo, ecc. Le cc. CCLVIIII, CCLX e CCLXI sono bianche (l’opera si considera completa con la presenza di queste pagine bianche, raramente unite nel volume).
Completo.
Legatura riutilizzata in piena pergamena semi rigida del XVI secolo, recante testo e notazioni musicali in caratteri rossi e neri e grande capilettera miniato a due colori, recuperata da un antifonario manoscritto dell’epoca, dorso con titoli manoscritti in epoca posteriore, bindelle antiche.
Importante, monumentale e unica opera enciclopedica del Quattrocento sulla storia del mondo, sulle conoscenze scientifiche, filosofiche, geografiche, religiose e umane, descritta dal medico tedesco rinascimentale Hartmann Schedel (Norimberga 1440 - 1514). 
Il “Liber Chronicarum” comunemente chiamato “Cronica di Norimberga” fu concepito come progetto per diffondere il sapere umanistico italiano e mediterraneo, in Germania e in Europa. 
Buono stato di conservazione dell’opera. Piccoli lavori di restauro abilmente eseguiti lungo la parte superiore delle prime cc., senza aver minimamente intaccato il testo.
cfr. Hain 14508; Goff S-307; Sabin 77523; Proctor 2084; Vaticana S-133.

Biot, J. B. - Rossel, Élisabeth-Paul-Édouard De. Traité élémentaire d’astronomie physique. Parigi, Klostermann père et fils, 1810 - 1811.

 

 

In-8°, opera in 3 volumi.
I volume: XX pagg. num. inclusi l’occhietto e il frontespizio, 455 pagg. num., 1 pag. non num., 21 tavole num.
Occhietto, frontespizio, testo in francese, dedica a M. Laplace, discorso preliminare, tavola dei capitoli, 4 tavole più volte ripiegate e in fine 21 tavole incise su rame, fuori testo e a piena pagina.
II volume: XI pagg. num. inclusi l’occhietto e il frontespizio, 1 pag. non num., 564 pagg. num. (ultima bianca), 15 tavole num. (da 1 a 9 e da 1 a 6).
Occhietto, frontespizio, testo in francese, tavola dei capitoli, 15 tavole incise su rame, fuori testo e a piena pagina.
III volume: 5 parti in un volume:
1ª parte: XVI pagg. num. inclusi l’occhietto e il frontespizio, 244 pagg. num. (ultima bianca).
2ª parte: 9 tavole num.
3ª parte: 216 pagg. num. (ultima bianca).
4ª parte: 58 pagg. num.
5ª parte: 192 pagg. num., 1 pag. non num., 4 tavole num.
Opera completa.
Legature in mezza pelle marrone dell’epoca, piatti in carta marmorizzata, dorsi a 5 comparti con titoli impressi in oro entro tassello rosso e numerazione in oro entro tassello nero.
Seconda edizione; la prima è del 1805, notevolmente ampliata da Rossell.
L’opera si presenta in buono stato di conservazione. Qualche traccia di brunitura sparsa in tutti e tre i volumi.

Scenocraphia Aedis Regiae Sacratissimse Sindoni. Amsterdam, J. Blaeu, 1682.

Incisione originale eseguita su rame (mm 610 x 505 l’impressione più ampi margini).
Impressa ad Amsterdam nel 1682 per il Theatrum Sabaudiae, presso lo stampatore Joannis Blaeu, su disegno di Giovanni Tommaso Borgonio.
Dettagliata incisione raffigurante la sezione e la pianta della Cappella della Santa Sindone, su unica tavola.
Il Theatrum Sabaudiae costituisce la prima e la più importante raccolta di vedute di Torino e del Piemonte.
Ottimo stato di conservazione della carta e dell’impressione, ampi margini.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo I, n° 62/12; L. Firpo, Theatrum Sabaudiae, vol. 1 , n°19; Gribaudo, La Sindone nei secoli nella collezione di Umberto II, pag. 128.

Pagine: 123456789
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