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Prodotti in vetrina - Libreria Bourlot

 Capré, François. Catalogue des Chevaliers de l’Ordre du Collier de Savoye, dict de l’Annonciade [...]. Torino, Bartolomeo Zappata, 1654.

 


In-folio, 28 cc. non num. incluso il frontespizio, 1 c. non num., 270 pagg. num., 3 cc. non num. (le pagg. 96-97 sono posposte).
Frontespizio con marca editoriale raffigurante una fenice tra le fiamme che volge lo sguardo verso il sole, in basso al centro le iniziali BZ sormontate da croce e motto: Iuventus renovata. Testo in francese, bei capilettera e fregi xilografici, lettera dedicatoria dell’autore a Carlo Emanuele II, avviso al lettore, ritratto a piena pagina del duca di Savoia in abito di gran maestro dell’Ordine dell’Annunziata, stemmi a piena pagina eseguiti in xilografia, con le armi dei cavalieri dell’Ordine, comprese quelle dei sovrani sabaudi da Amedeo VI detto il Conte Verde (fondatore dell’ordine) fino al duca Carlo Emanuele II. Nella facciata a fronte di ciascuna arma sono riportati il nome del cavaliere e i titoli nobiliari, con la descrizione dello stemma, in fine esteso indice.
Completo.
Legatura di fine Settecento in piena pelle marrone, doppio filetto dorato ai piatti che racchiude un rosone centrale impresso in oro, dorso a 6 nervi con titoli in oro e ferri fitomorfi entro ogni comparto, sguardie in carta policroma marmorizzata, tagli rossi.
Raro e sontuoso catalogo sull’ordine del Collare dell’Annunziata, difficile a trovarsi completo e in perfetta inchiostratura come il presente.
Ottima conservazione, marginoso e magnificamente inchiostrato.  Abile restauro al dorso della legatura; due piccoli difetti marginali alle cc. 51 e 256.
cfr. Manno-Promis I 2620; Graesse II 43; Brunet I 1568.

The new game of the ascent of Mont Blanc. Londra, Albert Richard Smith, 1861.

Litografia originale a più colori, applicata su tela a stacchi e più volte ripiegata (mm 400 x 540 il foglio).
Eseguita a Londra nel 1861 dal medico e scrittore Albert Richard Smith.
Raro gioco dell’oca composto da 50 caselle numerate, disposte a spirale antioraria, che ha per tema la rocambolesca escursione di Smith verso il Monte Bianco compiuta nel 1851, basata sui disegni del paesaggista William Beverley. Il percorso parte da Londra, dall’Egyptian Hall a Piccadilly e termina sulla cima del Bianco, passando per Parigi, il lago di Ginevra fino a Martigny per arrivare, dopo il superamento del Gran San Bernardo, a Chamonix. Le ultime quindici caselle sono invece dedicate all’ascensione vera e propria. La parte più interessante del gioco è il libretto delle regole, in brossura editoriale celeste, composta da 19 pagine ricche di dettagli e informazioni sui luoghi attraversati, con 4 incisioni in campo rotondo a tutta pagina.
Lungo la parte inferiore centrale il titolo. In basso a sinistra: A. N. Myers & Co., 15 Berners Street, Oxford Street, London W.; a destra: from C. Adler’s printing establishement, Hamburg.
Di questo gioco esistono quattro edizioni: la prima del 1856 circa; la seconda del 1861; la terza stampata tra il 1864 e il 1866 e la quarta tra il 1868 e il 1870.
Nel complesso buona conservazione con qualche usuale segno del tempo. Scatola del Novecento ad
imitazione dell’originale con tassello applicato al coperchio contenente il titolo.
cfr. A Audisio. - U. Schaedler, Le montagne per gioco. Tra le vette e le nevi dei giochi da tavolo. Cahier, Museo Nazionale della Montagna, Torino 2006.

Sindone su seta - Il vero ritratto del Santissimo Sudario. Torino, Giovanni Boglietto, 1685 circa.

Incisione originale eseguita su seta (mm 364 x 272).
Impressa a Torino nel 1685 circa da Giovanni Boglietto (Bogletto) su disegno di Castelli.
Esecuzione incisoria su seta fine raffigurante la Sindone di Torino durante l'ostensione del 1685, inserita entro bordura.
L’incisione raffigura il Sacro Lino retto da cinque Vescovi, attorno reali e altri personaggi, ospitati sotto un padiglione ornato da nodi e bandiere sabaude. Titolo lungo la parte inferiore e preghiera disposta su più righe.
La tavola, sconosciuta alle bibliografie, è simile a quella descritta ne “L’ostensione della S. Sindone impressa nel 1931” tavola XXVIII-b, anch’essa raffigurante l’ostensione del 1685, curiosamente impressa sempre da Boglietto, non Giovanni ma Pietro Antonio.
Buono stato di conservazione del tessuto e dell’impressione.
cfr. L’Ostensione della SS. Sindone XXVIII-b.

Insu und konigreich Sardinien. Augsburg, Gabriel Bodenehr, 1704.

 


Incisione originale eseguita su rame, acquerellata a mano all’epoca ai confini (mm 292 x 160 l’impressione più margini).
Impressa ad Augsburg (Augusta) nel 1704 da Gabriel Bodenehr (*Augsburg 1664 -
†1758) e inserita nell’opera Atlas Curieux oder“
neuer und compendieuser Atlas”.
Carta geografica raffigurante la Sardegna. Questa carta presenta una impostazione grafica decisamente innovativa, Bodenehr per la prima volta inserisce il testo descrittivo ai lati della carta. Affiancano la carta due legende, più un’altra inserita entro l'ampio cartiglio a lato della Sardegna, col il profilo storico geografico. Traducendo le note più interessanti: Questa isola di Sardegna contiene oltre 50 mila “fuochi” ed oltre 300 mila abitanti. velenosa che se un uomo se ne nutre può morire, e a dir il vero, Vi cresce un’erba così quando agisce il veleno il suo viso si contrae totalmente che egli ride finché non muore, perciò ecco il vocabolo “Riso Sardonico”.
Buono stato conservativo.
cfr. Skelton 233.

Manzoni, Alessandro. I Promessi sposi. Milano, Vincenzo Ferrario, 1825 - 1826 (giugno 1827).

In-8°, opera in 3 volumi.
1° volume: pagg. [4], 352.
2° volume: pagg. [4], 368.
3° volume: pagg. [4], 416, [2] con errata.
Opera completa.
Legature in mezza pelle marrone coeva, piatti in carta marmorizzata, dorsi con nome dell’autore, titolo, fregi e numerazione in oro, tagli spruzzati.
Edizione originale della prima redazione del più celebre romanzo della letteratura italiana: I Promessi sposi, capolavoro di Alessandro Manzoni. Il nostro esemplare fa parte della prima tiratura, con la presenza degli errori non corretti nel terzo volume. La presente edizione, benché rechi le date 1825-1826, fu in realtà finita nel giugno 1827, da qui il nome “Ventisettana”, con il quale è universalmente conosciuta. I tre volumi furono stampati in una tiratura di duemila copie e poche altre impresse su carta velina; gli esemplari stampati sulla prima furono messi in vendita a 12 lire italiane, e presentavano una copertina di colore giallo avana; quelli in velina, più pregiati, costavano 20 lire; si impresse infine una tiratura limitata in velina grande, con le copertine azzurre e senza l’indicazione di prezzo.
Ottimo esemplare marginoso.
cfr. Parenti I 198; Salveraglio 21; F. Govi, I Classici che hanno fatto l’Italia, 295.

Foglio membranaceo miniato. Italia settentrionale, seconda metà XVI secolo.    

Grande foglio membranaceo (mm 468 x 682) proveniente da antifonario di fattura italiana settentrionale della seconda metà del XVI secolo, manoscritto ad inchiostro bruno, con grande capolettera “A” in alto a sinistra, i cui pigmenti utilizzati sono verde linfa, rosso cinabro e rialzi in oro.
Le caratteristiche stilistiche e l’esecuzione fanno presupporre per un’attribuzione nell’ambito italiano.
Testo liturgico cantato latino a caratteri gotici e disposto sul recto e sul verso con notazioni musicali in forma quadrata su pentagramma rosso.
Racemo lungo tutta la parte sinistra che incornicia e mette in evidenza il capolettera finemente istoriato.
Inchiostri luminosi e ottimamente conservati. Usuali e minime arricciature della pergamena.

Pagine: 12345
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