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Prodotti in vetrina - Libreria Bourlot

Uva. Parigi, 1781 - 1800. 

Incisioni originali eseguite su rame, acquerellate a mano alll’epoca (mm 185 x 250 l’impressione).
Impresse a Parigi tra il 1781 ed il 1800 ed inserite nell'opera composta e divisa in 10 volumi, del botanico e agronomo francese Jean-Baptiste François Rozier (*Lione 1734 - †1793) “Cours complet d'agriculture théorique, pratique, économique et de médecine rurale et vétérinaire …”.
In basso al centro di ogni tavola il titolo.
Differenti varietà di uve europee.
Perfetta conservazione di ogni singola tavola.

Vialardi, Giovanni. Trattato di cucina pasticceria moderna credenza e relativa confettureria. Torino, Tip. Favale & C., 1854.

 

In-8°, 2 cc. non num. incluso il frontespizio, 662 pagg. num.
Frontespizio incorniciato da vignette con immagini di vivande, arredi da tavola e cacciagione, prefazione, 32 tavole fuori testo con oltre 300 disegni, eseguiti personalmente dal Vialardi, in fine l’opera è completa dell’esteso indice spesso mancante nella maggior parte degli esemplari.
Completo.
Elegante brossura (che riprende la bordura del frontespizio) con vignette, immagini di vivande, arredi da tavola e cacciagione, dorso con titoli, tagli non perfettamente rifiniti.
Prima rara edizione di questo importante ricettario nel quale per la prima volta si utilizzano misure e pesi espressi con il nuovo sistema metrico decimale, adottato dai Savoia proprio in quell’anno (pag. 1). Innovativo inoltre perché promuoveva la conservazione dei cibi sottovuoto e per le ricette per bambini (pag. 60).
Giovanni Vialardi si dimostra abile nell’organizzare pranzi serviti alla francese o alla russa, completati dai raffinati vini. L'opera è composta da oltre 2000 ricette piemontesi, valdostane, nizzarde, genovesi e sarde (aree che facevano parte del Regno di Sardegna), suddivise in 19 capitoli e illustrate da 300 disegni eseguiti dall'autore stesso che raffigurano strumenti da cucina e piatti presentati come vere e proprie scenografie.
Buona conservazione. Sporadiche macchie nella parte inferiore di alcune pagine, senza però aver intaccato il testo. Brossura abilmente restaurata nella parte del piatto anteriore, in alto a destra.
cfr. Westbury 222.

Dante. La Comedia di Dante Aligieri, con la nova espositione di Alessandro Vellutello. Venezia, Francesco Marcolini, 1544.

In-4°, 441 cc. non num. (su 442, mancando l’ultima c. bianca), incluso il frontespizio.
Frontespizio, testo in elegante carattere corsivo, racchiuso dal commento in corpo minore, 3 grandi figure a piena pagina altre 84 inserite nel testo attribuite allo stesso Marcolini, commento del Vellutello in prima pagina.
Completo.
Legatura in pergamena dell’Ottocento, piatti muti, titoli in oro su tassello marrone al dorso, tagli spruzzati rossi, ex-libris di Leonis Olschki al contropiatto anteriore.
Prima edizione con il commento del Vellutello. Le illustrazioni del Marcolini sono considerate le prime illustrazioni moderne della Divina Commedia, copiate in seguito ed inserite nelle restanti edizioni del XVI secolo.
Bell’esemplare in buono e fresco stato conservativo. Frontespizio rimarginato nella parte inferiore e minimi restauri alla seconda carta.
cfr. Mambelli 30; Adams D 10; Sander 2823; Essling 545.

Lago Maggiore. Milano, Ronchi, 1848.

 

Incisione originale eseguita all’acquatinta, miniata a mano all’epoca (mm 1003 x 370 compresi i margini).
Impressa a Milano nel 1848 da Filippo Naymiller (Milano 1804 - Pavia 1863) su disegno di G. Gariboldi, presso lo stampatore Ronchi.
Importante e decorativa veduta panoramica del lago Maggiore, centrata sul santuario di Santa
Caterina. Si riconoscono Laveno e sullo sfondo Intra, Arona ed Angera.
Raffinata e dettagliata coloritura coeva
eseguita a tempera. Lungo il lato inferiore il titolo in tinta oro.
Perfetto stato di conservazione della carta
e del colore.
cfr. F. Vercelotti, Elogio del Lago Maggiore n° 8.

 

Vue du pont sur la doire. Torino, Fossati, 1870 ca.

 

Litografia originale (mm 460 x 310 il foglio).
Eseguita a Torino nel 1870 circa da Emanuele Fossati, allievo della scuola istituita presso il Collegio Carlo Alberto di Moncalieri diretta da Francesco Chardon.
Rara esecuzione inserita entro ovale, raffigurante il ponte Mosca, uno dei ponti monumentali di Torino, è stato il primo ponte in pietra ad esser costruito nella città sabauda sulla Dora Riparia.
Nella parte inferiore centrale il titolo disposto su quattro righe.
Francesco Chardon, decano dei professori di disegno e litografia in Piemonte. Nel 1844 insegnava disegno, pittura e litografia al Real Collegio di Moncalieri, scuola dalla quale uscirono diverse litografie artistiche eseguite dagli allievi del Collegio.
Ottima conservazione.
cfr. Collezione Simeom, pag. 93.

Campigli, Massimo. "Finestre". Parigi, Desjobert, 1959.

Litografia originale a più colori, firmata e numerata (mm 760 x 565 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1959 da Massimo Campigli, pseudonimo di Max Ihlenfeldt (*Berlino 1895 - †Saint-Tropez 1971), presso lo stampatore Desjobert.
Esemplare n° 16 su 120 su carta Rives, firmato a matita in basso a destra e numerato a sinistra.
Timbro a secco “L’Oeuvre Gravée” nell’angolo inferiore sinistro e nell’angolo inferiore destro timbro del collezionista “Prandi”.
L’opera in esame ritrae figure femminili, contraddistinte dalla tipica forma a clessidra che l’artista inserisce come segno universale per la donna in quasi tutte le sue opere. Alcune sono raffigurate con le braccia alzate quasi ad accennare una danza, altre con le mani riposte sul grembo come un invito alla fecondità.
Campigli si avvicinò all’arte da autodidatta frequentando dapprima i futuristi milanesi e in seguito, negli anni Venti, i pittori parigini. Successivamente, nel 1927, grazie a una visita al Museo Nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma, si accese in lui la passione definitiva per l’arte antica. La donna delle sue opere è rimasta quella che l’immaginazione di Campigli bambino, traendola da quelle immagini museali, etrusche in particolare.
Perfetto stato di conservazione del foglio.
cfr. Luigi Tavola, Francesco Meloni, Campigli. Catalogo ragionato dell’opera grafica (Litografie e Incisioni) 1930-1969.

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