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Prodotti in vetrina

Realdi Columbi cremonensis, in Almo Gymnasio Romano Anatomici celeberrimi, De re anatomica libri XV. Venezia, Nicolò Bevilacqua, 1559 - 24 gennaio (in fine).

In-folio, 4 cc. non num. incluso il frontespizio, 269 pagg. num. (erroneamente numerate 169), 3 pagg. non num.
Frontespizio con illustrazione xilografica a tutta pagina (attribuito al Veronese) e ex-libris manoscritto a china nella parte inferiore sinistra, testo in latino, capilettera istoriati entro vignette, svariate postille e sottolineature antiche eseguite a china, dedica a Pio IV, in fine errata e marca tipografica al verso del colophon raffigurata con serpente attorcigliato a bastone a forma di tau, sostenuto da mani uscenti da nuvole, con motto “Vincent”.
Completo.
Legatura antica in piena pergamena rigida, piatti con motivo romboidale impresso a secco contenente fregio centrale dorato e altri due ferri impressi in oro agli angoli esterni, nervi visibili al dorso restaurato, arricchito da tassello in pelle verde contenente il titolo, tagli goffrati.
Prima edizione di questa fondamentale opera di medicina, di grande interesse, in particolare nelle parti che riguardano la descrizione della pleura, del peritoneo e del cristallino e per una esaustiva spiegazione fisiologica della digestione.
Di questa edizione si conoscono due tirature, la prima con la dedica a Paolo IV e la seconda, come la presente, al suo successore Pio IV.
Matteo Realdo Colombo (*Cremona 1516 - †Roma 1559) medico e scienziato italiano, fece importanti scoperte nel campo dell’anatomia, in particolare sulla circolazione polmonare, o piccola circolazione, che aprì la strada, qualche anno dopo, alla scoperta della circolazione del sangue.
Buono stato conservativo. Frontespizio corto di margine nella parte alta e qualche brunitura sparsa su poche carte.
cfr. Durling 992; Adams 2402; Norman I 501; Mortimer IT 19.

Ascension du Mont Cervin - 14 juillets 1865. La chute. Parigi, Goupil, 1865.

Litografia originale a due tinte, nero e bistro (mm 440 x 670 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1865 da Eugène Ciceri (*Parigi 1813 - 1890) su disegno di Gustave Doré (*Strasburgo 1832 - Parigi 1883), presso il litografo Goupil.
Litografia di estrema rarità, raffigurante la caduta avvenuta il 14 luglio 1865 durante la discesa della prima ascensione al Cervino, la quale ha come protagonista l’alpinista inglese Edward Whymper (*Londra 1840 - Chamionix 1911).
Whymper era alla guida della cordata con altri sei compagni, quattro dei quali perirono durante la discesa. Il tragico evento fu seguito da un processo che attribuì la causa ad una corda difettosa.
Nella parte inferiore timbro dell’Atelier di stampa impresso a secco e i titoli in francese, inglese e tedesco.
Peretto stato di conservazione di questo raro documento sulla storia dell’alpinismo.
cfr. Aliprandi n° 71; Benezit III 641.

Sirigatti, Lorenzo. La pratica di prospettiva. Venezia, Girolamo Franceschi, 1596.

In-folio grande, 2 parti in un volume.
1ª parte: 4 cc. non num. incluso il frontespizio, 43 cc. num., 1 c. non num. (colophon del primo libro).
Frontespizio inserito in complesso architettonico, capilettera in xilografia riccamente istoriati entro cornice, testatina floreale, dedica al granduca Ferdinando I de’ Medici, avviso rivolto ai lettori, indice, errori e correzioni, 43 tavole calcografiche numerate con testo a fronte, dove vengono applicate le regole prospettiche elementari a figure geometriche piane e solide, 1 c. di colophon con grande marca tipografica in cornice figurata: la Pace seduta ha alla sua destra una colonna con la scritta Pax e tiene nella sinistra un ramo di olivo e nella destra fiaccola rovesciata.
2ª parte: 44-65 cc. num.
Secondo frontespizio anch’esso inserito in cornice architettonica, le restanti tavole (21) tutte incise su rame raffigurano progetti, costruzioni, particolari architettonici, facciate di edifici…, ma soprattutto virtuosismi prospettici e giochi di ombre applicati.
Completo.
Legatura del Settecento in mezzo cuoio, piatti in carta marmorizzata con angoli in cuoio, dorso a nervi con titoli impressi in oro entro tassello scuro, tagli rossi, ex-libris al verso del foglio di guardia anteriore.
La fama di Lorenzo Sirigatti (*Firenze 1557 - †?) è basata sul presente trattato, La pratica di prospettiva, opera che conobbe una notevole fortuna, attestata da una ristampa nel 1625. 
Rara prima edizione di questa importante opera sulla prospettiva, lodata dai repertori consultati, per la completezza e la bellezza delle sue incisioni: due frontespizi incisi e sessantaquattro tavole di schemi prospettici generici e proiezioni di vari oggetti. La chiarezza di queste immagini, oltre che l’ottima qualità dell’incisione e una parte teorica concisa, testimoniano come il trattato venisse concepito quale un manuale pratico utile agli artisti. 
Buono stato di conservazione. Frontespizio come usuale leggermente rifilato nel margine superiore. 
cfr. Adams S-1224; Graesse VI 417; Cicognara 860; Piantanida 4414; Riccardi II 460; Fowler 336; Gamba 1648; Comolli III 157-158.

Venditore di castagne. Napoli, Gatti e Dura, 1835 circa.

Litografia originale, finemente acquerellata a mano all’epoca (mm 225 x 205 il foglio).
Eseguita a Napoli nel 1835 circa dai litografi Gatti e Dura, su disegno dello stesso Gaetano Dura.
Decorativa litografia raffigurante un venditore di castagne.
Donne, uomini e bambini popolano questa scena, ricca di elementi compositivi che arricchiscono l’insieme, come i cesti in vimini e il tegame fumante. Tutto concorre a dare alla scena un senso fortemente realistico.
In basso al centro il titolo.
Gaetano Dura (*Napoli 1805 - †1878) artista napoletano, fu apprezzato per le raffinate rappresentazioni di scene di vita popolare. L’artista ha raffigurato in modo dettagliato i mercati, le processioni, le feste, le danze, i viaggi sui calessi e le escursioni sul Vesuvio.
Ottima conservazione.
cfr. Colas 919-920; Lipperheide 1299-1300.

Sacre immagini e Sacra Sindone. Torino - Milano - Roma, 1626 - 1760 circa.                            

In-8°, l’opera contiene complessivamente 56 documenti di argomento sacro numerati a mano nell’angolo superiore, posto in fine l’indice manoscritto a china in chiara e ordinata grafia. 
La maggior parte sono stati ripiegati e presentano segni di piega originali, altri sono stati finemente acquerellati a mano all’epoca.
La miscellanea inizia con la raffigurazione della Crocifissione, a seguire il velo della Veronica. Il terzo è più  importante documento, raffigura il Sacro Lino durante l’Ostensione della Santa Sindone del 1750, fatta per le nozze del Duca Vittorio Amedeo III e Maria Antonia di Spagna, presenti nella raffigurazione insieme a cinque Vescovi e altri personaggi.
La quarta incisione, di grandi dimensioni (mm 380 x 325) raffigura Pietro e Paolo con San Sebastiano e ai lati la figura dell’impronta dei piedi di Gesù Cristo. 
È presente un’incisione su seta intitolata “Nostra Signora Ausiliatrice”.
Una delle più enigmatiche e curiose è quella relativa alla Croce Angelica del filosofo San Tommaso d’Aquino formata quattro frasi palindrome, disposte nel seguente modo: partendo dalla lettera centrale, la C (di Crux) e procedendo verso l’alto si legge ripetuta più volte la seguente frase  “CRUX MIHI CERTA SALUS”. Andando verso il basso si legge “CRUX EST QUAM SEMPER ADORO”. Sul braccio destro della croce “CRUX DOMINI MECUM”. Infine sul braccio sinistro “CRUX MIHI REFUGIUM”.
È presente inoltre l’effigie di S. Brizio (mm 260 x 395) impressa ad inchiostro azzurro.  
Sono raffigurate anche la Sacra Famiglia, l’Annunciazione, San Michele Arcangelo, San Calimero, San Gervaso e Protaso, Sant’Antonio, San Tommaso d’Aquino, San Filippo Neri, Santa Cecilia, martiri, Pontefici e Vescovi, ecc. 
Legatura del Settecento in mezza pelle marrone, piatti marmorizzati con angoli in pelle, dorso con filetti e la scritta “Sacre Immagini” impresse in oro.
Corposa, insolita e interessante raccolta religiosa popolare.
Ottimo stato di conservazione.
cfr. Gribaudo, La Sindone nei secoli nella collezione di Umberto II, pag. 106 n° 21-25-b; L’Ostensione della SS. Sindone XXXIV-a.

Mirò, Joan. Sobreteixims i escultures. Barcellona-Galeria Joan Gaspar, Publicaciones Reunidas, 1972.

Litografia originale a colori, firmata e numerata dall’artista (mm 580 x 765 il foglio).
Eseguita nel 1972 da Joan Mirò (*Barcellona 1893 - †Palma di Maiorca 1983) per l’esposizione del maggio 1972 “Sobreteixims i escultures”.
Esemplare n° 33 su 150, firmato a matita in basso a destra e numerato nella parte bassa sinistra da Mirò.
Opera del grande artista surrealista spagnolo in ottimo stato di conservazione. Cornice in ciliegio chiaro.
cfr. Joan Miró Litografo, IV, 1969-1972, Maeght Éditeur, Paris, 1981, p. 191, n. 848.

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