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Prodotti in vetrina - Libreria Bourlot

Torino Metropoli del Piamōte. Pavia, Alphonse Lasor A. Varea, 1713.

Incisione originale eseguita su rame con testo in latino al fronte e al verso (mm 225 x 344 il foglio – mm 178 x 127 la pianta).
Impressa a Pavia nel 1713, tratta dall’opera di Alphonse Lasor A. Varea Universus Orbis Terrarum.
La pianta topografica della città di Torino è simile a quella inserita nell’opera di Andrea Scoto, Itinerario, overo Nova descrizione de’ viaggi principali d’Italia e descritta nella bibliografia di riferimento Torino nei secoli di Ada Peyrot (tomo I, n° 28).
Rara pianta prospettica della città. Lungo il lato sinistro, a metà, un cartiglio contenente il titolo, sopra di esso, nell'angolo superiore sinistro, stemma sabaudo. Al verso costume di nobile torinese e pianta della città di Augusta (Augsburg).
Ottima conservazione della carta e dell’impressione.

Foglio membranaceo miniato. Italia settentrionale, seconda metà XVI secolo.    

 

Grande foglio membranaceo (mm 468 x 682) proveniente da antifonario di fattura italiana settentrionale della seconda metà del XVI secolo, manoscritto ad inchiostro bruno, con grande capolettera “A” in alto a sinistra, i cui pigmenti utilizzati sono verde linfa, rosso cinabro e rialzi in oro.
Le caratteristiche stilistiche e l’esecuzione fanno presupporre per un’attribuzione nell’ambito italiano.
Testo liturgico cantato latino a caratteri gotici e disposto sul recto e sul verso con notazioni musicali in forma quadrata su pentagramma rosso.
Racemo lungo tutta la parte sinistra che incornicia e mette in evidenza il capolettera finemente istoriato.
Inchiostri luminosi e ottimamente conservati. Usuali e minime arricciature della pergamena.

Biblia cum concordantiis Veteris et Novi Testamenti et sacrorum canonum... Lione, Jacobu[m] Mareschal, 1526 - (in fine).



In-folio, 14 cc. non num. incluso il frontespizio, 296 pagg. num., 24 cc. non num.
Frontespizio in caratteri rossi e neri entro bordura con vignetta xilografica raffigurante San Geronimo, testo in latino e disposto su doppia colonna, molti capilettera xilografici istoriati entro vignette, svariate vignette in xilografia nel testo e una a piena pagina al verso della c. 227, molteplici sottolineature e postille manoscritte con manine. Completo.
Legatura del Seicento in pergamena semifloscia muta, titolo manoscritto lungo tutto il dorso, presenti quattro bindelle scamosciate per la chiusura. Sguardie rinnovate.
Rara e pregiata bibbia figurata. Prima edizione in-folio impressa da Mareschal a Lione. La prima impressa a Lione da Mareschal nel 1510 era in formato in-8°.
Buono stato conservativo. Minimi segni di umidità su poche carte e restauro ben eseguito sull’ultima carta, senza aver toccato minimamente il testo.
cfr. Graesse I 393.

 

Paroletti Modesto Vittorio. Descrizione dei Santuarii del Piemonte […]. Torino, F.lli Reycend e Compagnia, 1822-25.

In-folio, 2 volumi legati in un solo tomo.
1° volume: 1 c. non num. di occhietto, 92 pagg. num. incluso il frontespizio, 2 cc. non num.
Occhietto, frontespizio con marca tipografica, 1 ritratto di Carlo felice a piena pagina (che non compare nell’indice), presentazione dell’opera (di dimensioni in-8° grande), lettera dedicatoria di Giovanni Giuseppe Reycend a Carlo Felice di Savoia Re di Sardegna, 20 tavole disegnate dal vero da Marco Nicolosino e incise all’acquatinta a colori da Giacomo Arghinenti e finemente ripassate all’acquarello, in fine indice dei santuari rappresentati e descritti.
2° volume: 2 cc. non num. inclusi l’occhietto e il frontespizio, 1 tavola, 72 pagg. num., 2 cc. non num., 1 tavola.
Occhietto, frontespizio con marca tipografica, 12 tavole all’acquatinta e acquerellate raffiguranti santuari e 1 tavola (non facente parte dell’opera e non citata nell’indice, raffigurante la pianta e il prospetto della chiesa della Gran Madre di Dio in Torino), in fine indice dei santuari rappresentati e descritti.
Opera completa.
Legatura firmata dal torinese Luigi Defilippi in pieno marocchino bordeaux, piatti decorati con molteplici cornici impresse a secco e piccoli ferri fitormorfi in oro, dorso a 4 nervi riccamente decorato con titolo dell’opera, data e vari decori dorati, sguardie in carta seta bianca, ex-libris della famiglia piemontese Toesca al verso del foglio di guardia anteriore.
Opera di notevole rarità, in prima edizione, resa interessante dalle due tavole in più rispetto agli esemplari riscontrati e dal “prospetto dell’opera” datato 1822 e impresso su carta grigia, con testo entro bordura tipografica, il quale presentava l’opera strutturata nel seguente modo:  L’opera sarà composta con lusso, in caratteri nuovi, grosso testo, su carta reale grande velina cilindrata, e divisa in volumi, contenente ventiquattro vedute caduno, e ventiquattro fogli, ossiano pagine 96 circa di stampa, consacrati alla descrizione separata, d’ogni Santuario… Leggendo la presentazione si realizza che l’opera è stata realizzata con meno tavole e pagine differenti rispetto al progetto iniziale.
Interessante opera iconografica sui santuari eretti nei territori del Regno di Sardegna. realizzate in fine coloritura coeva. Ogni tavola è stata inserita in un gradevole paesaggio con animazione di figure e seguito da note di carattere storico e descrittivo, a cura dello scrittore Modesto Vittorio Paroletti (*Torino 1765 - †1834).
Buono stato conservativo dell’opera ad ampi margini. Piccolo alone ad alcune carte del secondo volume, senza aver minimamente intaccato il testo.
cfr. Manno-Promis I 975; Melzi I 283.

"Carte Astronomiche". Norimberga, Johann Baptist Homann, 1742.

 

 

Incisioni originali eseguite su rame, acquerellate a mano all’epoca (mm 580 x 495 circa l’impressione più margini).
Impresse a Norimberga nel 1742 da Johann Baptist Homann (*1664 - †1724) e inserite nel suggestivo trattato astronomico di Johann Gabriel Doppelmayr “Atlas Coelestis”.
Interessanti carte astronomiche viste secondo la teoria eliocentrica e geocentrica, raffiguranti i moti planetari, le costellazioni dello zodiaco secondo la rappresentanza della mitologia classica, i punti cardinali, i mesi e le stagioni, il sistema solare, globi e sfere armillari, e molto altro.
Sebbene queste mappe non arricchiscono fondamentalmente la scienza astronomica, contribuirono significativamente alla divulgazione della visione dell’universo.
Copiose descrizioni tecniche arricchiscono i fogli.

Canivet della Sindone di Besançon (dim. della parte centrale mm 97 x 33 – dim. tot. canivet 230 x 170).

 

Manufatto del XVIIͤ sec. con un ricco ed elaborato intaglio creante una trama floreale che incornicia, al centro, dentro un rettangolo, la Sindone.
La pittura delicata del corpo di Cristo è arricchita dal contorno di fiori stilizzati che si dispongono in un preciso ordine simmetrico. Un tracciato rettangolare dorato termina attorno.
L’arte di “svestire” la carta con ritagli, ci rimanda ancora una volta indietro nel tempo. Il primo grande artista di iconografia sacra a sperimentare nelle sue immagini devozionali la “rimozione” di piccole parti di carta o pergamena, nei secc. XV e XVI, fu Albrecht Dürer (*Norimberga 1471 - †1528).
Buono stato di conservazione dell’insieme. Cornice antica, pitturata con motivi marmorizzati.
cfr. Canivets de la collection Gabriel Magnien.

Pagine: 12345
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