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Craveri, Giovanni Gaspare. Guida de’ forestieri per la Real città di Torino. Torino, Gian Domenico Rameletti, 1753.

In-8°, 3 cc. non num. incluso il frontespizio, 191 pagg. num., 1 pag. non num.
Frontespizio con fregio tipografico, capilettera e fregi xilografici, l’autore a chi legge, 7 tavole incise su rame, fuori testo e più volte ripiegate, raffiguranti la pianta e vedute della città di Torino.
Completo.
Legatura coeva in cartonatura rustica muta.
L’opera fu redatta in occasione delle celebrazioni del terzo centenario del Miracolo del SS. Sacramento in previsione del grande concorso di forestieri che sarebbe affluito in città. Di essa furono fatte, sotto la medesima data, due tirature: la prima contiene 9 tavole, la seconda 7; questa è la seconda.
Questa rara guida torinese conduce il visitatore in differenti luoghi che si incontrano in un ideale percorso a partire dalla Cattedrale di San Giovanni.
Esemplare perfetto e completo ad ampi margini.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo I, n ° 181; Collezione Simeom G 1; Cicognara 4345; Schlosser 552.

Carte d'Italie. Parigi, M. Tavernier - N. Sanson, 1640 circa.

Incisione originale eseguita su rame (mm 525 x 410 più margini).
Impressa a Parigi nel 1640 circa da Melchior Tavernier assieme a Nicolas Sanson, inserita nell’opera “Cartes Gènerales de toutes les parties du Monde”.
Rara carta geografica raffigurante l’Italia e le sue isole. Margine graduato su tutto il perimetro e toponimi in carattere corsivo.
In basso al centro il titolo in francese, inserito entro cartiglio sormontato da sfera armillare. In basso a destra, entro edicola, 2 scale distanziometriche in miglia italiane e francesi.
Tutti gli elementi della carta derivano da quella del Magini come si evince dal cartiglio centrale.
M. Tavernier (Anversa 1594 - Parigi 1665), membro di una grande famiglia di editori attiva a Parigi all’inizio del XVII secolo. Stampò un atlante con lo stesso titolo di quello di J. Le Clerc “Theatre Geographique” usando molte mappe di quest’ultimo. Inoltre pubblicò opere di altri cartografi: Sanson, Tassin, e Bertius. Da non confondere col nipote, suo omonimo (1594 - 1665) anch’egli incisore.
N. Sanson (Abbeville 1600 - Parigi 1667), geografo del Re di Francia, può essere considerato come il fondatore della scuola francese di cartografia, producendo oltre trecento mappe. Alla sua morte l’attività cartografica continuò con suo figlio Guillaume Sanson (Parigi 1633 - 1703).
Buono stato conservativo.
cfr. R. Borri, L’Italia nelle antiche carte… (2011), 126.

Giuoco del oca. Torino, 1760 - 1770 circa.

Xilografia originale (mm 275 x 370 l’impressione più margini).
Impressa a Torino verso la seconda metà del XVIII secolo presso lo stampatore Carlo Grosso.
Raro foglio volante torinese, raffigurante il gioco dell’oca, composto da 63 caselle, tutte numerate e molte figurate, disposte a spirale antioraria.
La figura del teschio, i due dadi e il ponte stavano a simboleggiare i pericoli e le difficoltà fisiche e morali del percorso della vita. È una metafora più che evidente del cammino che l’uomo deve intraprendere per affrontare la realtà e gli imprevisti della vita. Non a caso l’oca, che dà il nome al gioco, è un animale che per gli antichi aveva un gran valore e simboleggiava la Grande Madre dell’Universo.
Il foglio non è presente in nessuna collezione e bibliografia.
Buono stato conservativo del foglio, rinforzi di carta antica al verso.

Épinal - Curiosità, Giochi e Soldatini. Jean-Charles Pellerin, 1835 circa.

Litografie originali, acquerellate a mano all’epoca utilizzando la tecnica “pochoir”, ossia con l’ausilio di mascherine.
Eseguite a Épinal nel 1835 circa da Jean-Charles Pellerin.
La celebre stamperia di Épinal, si trova nel capoluogo dei Vosgi (regione della Lorena), ed è tutt’ora in attività.
L’attività ebbe inizio sotto la direzione di Nicolas Pellerin (*1703 - †1773), poi del figlio Jean-Charles (*1756 - †1836), succedutogli nel 1779, e quindi del figlio di questi Nicolas (*1793 - †1868) e del genero Pierre Germaine Vordet (*1787 - †1870).
La loro produzione di stampe popolari, ricevette un vigoroso impulso a partire dalla metà dell’Ottocento in tutto il mondo, in concomitanza con l’affermarsi della tecnica litografica.
Le litografie, che conservano il tratto semplice e netto dell’antica tecnica xilografica, sono acquerellate con la vivace cromia propria d’Epinal, nei quattro consueti colori: l’azzurro, il rosso, il verde e il giallo intenso che richiama l’oro.
Buono stato di conservazione della carta e del colore di ogni tavola.

Affiche Parmigiano Reggiano Bertozzi Parma. Milano, mauzan, 1930.

Litografia originale a più colori (mm 985 x 1380 il foglio).
Eseguita a Milano nel 1930 da Achille Luciano Mauzan.
Rara e ricercata affiche degli anni ’30, raffigurante la pubblicità del Parmigiano Reggiano. Tre buffi personaggi ammirano la grande forma di formaggio. Lungo tutto il lato inferiore il titolo, disposto su 3 righe. In particolare si noti la coloritura vivace e la raffinata esecuzione grafica di questa noto prodotto gastronomico italiano, famoso sin dai primi del ’900.
A. L. Mauzan (Gap 1883 - Gap 1952) disegnatore, illustratore e pittore francese, si trasferì presto in Italia dove iniziò a lavorare come illustratore, dapprima per riviste, cartoline e ceramiche, in seguito per la nascente industria cinematografica producendo tra il 1909 e il 1913 locandine di film. Nel 1924 fondò con Morzenti una propria casa di produzione grafica. Negli ultimi anni di vita si dedicò anche alla pittura.
Ottimo stato conservativo del foglio, intelato.

Dürer, Albrecht. La Resurrezione.Norimberga, 1511.

Incisione originale eseguita in xilografi a (mm 276 x 395 l’impressione più mm 2 circa di margini), monogrammata, facente parte della serie “La Grande Passione”.
Impressa a Norimberga nel 1511 da Albrecht Dürer (1471 - 1528).
In primo piano Gesù regge nella mano sinistra uno stendardo. Sopra di lui una serie di piccoli putti alati, in basso e ai lati uomini stesi a terra e in ginocchio ad ammirare il miracolo della Resurrezione.
Primo stato con testo in latino al verso, carta con filigrana con triangolo e fiore.
Ottima conservazione.
cfr. Hollstein VII 124.

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