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Abdullah Frères (fratelli Abdullah). Album di fotografie dell’Egitto e dei suoi dintorni. 1870 - 1880 circa.

In-folio oblungo, album contenente 56 fotografie originali all’albumina, applicate su robusto cartoncino, realizzate dai fratelli Abdullah, raffiguranti l’Egitto. Il titolo ed il nome dei fratelli Abdullah, compaiono nella maggior parte delle foto, nella parte sottostante. Di notevole interesse risultano essere le fotografie che raffigurano il popolo, i mestieri come i venditori, i portatori d’acqua, gli usi, le feste, i costumi, alcuni palazzi del Cairo e le zone circostanti il Nilo.
La prima foto ritrae il trentaduesimo sultano dell’Impero Ottomano Abdul Aziz (in turco ottomano عبد العزيز; Istanbul 1830 - 1876).
Legatura in piena tela percallina rossa, al piatto anteriore ricche cornici e decorazioni impresse in oro, dorso con racemi dorati, sguardie floreali.
Raro e interessante documento fotografico, realizzato dai più celebri fotografi operanti in Egitto nella seconda metà dell’Ottocento: i tre fratelli armeni Vichen (1820-1902), Hovsep (1830-1908) e Kevork Abdullah (1839- 1918).
I fratelli Abdullah gestivano uno studio fotografico ad Istanbul, ad Izmir e ad Il Cairo. Nel 1862 vennero nominati fotografi ufficiali reali dal sultano Abdul Aziz, incarico che ebbero anche con il sultano Abdul Hamid II nel 1878. Inoltre realizzarono e documentarono fotograficamente l’immenso Impero Ottomano. Nel 1899 decisero di vendere la loro attività ai fotografi Sebah e Collier.
La raccolta comprende anche 15  fotografie, tutte firmate dei fratelli greci Constantine e George Zangaki (attivi principalmente in Egitto e in Palestina tra il 1860-1880 circa).
Buona conservazione dell’album. Alcune foto, nella seconda parte, risultano leggermente ondulate.

Épinal - Curiosità, Giochi e Soldatini. Jean-Charles Pellerin, 1835 circa.

Litografie originali, acquerellate a mano all’epoca utilizzando la tecnica “pochoir”, ossia con l’ausilio di mascherine.
Eseguite a Épinal nel 1835 circa da Jean-Charles Pellerin.
La celebre stamperia di Épinal, si trova nel capoluogo dei Vosgi (regione della Lorena), ed è tutt’ora in attività.
L’attività ebbe inizio sotto la direzione di Nicolas Pellerin (*1703 - †1773), poi del figlio Jean-Charles (*1756 - †1836), succedutogli nel 1779, e quindi del figlio di questi Nicolas (*1793 - †1868) e del genero Pierre Germaine Vordet (*1787 - †1870).
La loro produzione di stampe popolari, ricevette un vigoroso impulso a partire dalla metà dell’Ottocento in tutto il mondo, in concomitanza con l’affermarsi della tecnica litografica.
Le litografie, che conservano il tratto semplice e netto dell’antica tecnica xilografica, sono acquerellate con la vivace cromia propria d’Epinal, nei quattro consueti colori: l’azzurro, il rosso, il verde e il giallo intenso che richiama l’oro.
Buono stato di conservazione della carta e del colore di ogni tavola.

Affiche Parmigiano Reggiano Bertozzi Parma. Milano, mauzan, 1930.

Litografia originale a più colori (mm 985 x 1380 il foglio).
Eseguita a Milano nel 1930 da Achille Luciano Mauzan.
Rara e ricercata affiche degli anni ’30, raffigurante la pubblicità del Parmigiano Reggiano. Tre buffi personaggi ammirano la grande forma di formaggio. Lungo tutto il lato inferiore il titolo, disposto su 3 righe. In particolare si noti la coloritura vivace e la raffinata esecuzione grafica di questa noto prodotto gastronomico italiano, famoso sin dai primi del ’900.
A. L. Mauzan (Gap 1883 - Gap 1952) disegnatore, illustratore e pittore francese, si trasferì presto in Italia dove iniziò a lavorare come illustratore, dapprima per riviste, cartoline e ceramiche, in seguito per la nascente industria cinematografica producendo tra il 1909 e il 1913 locandine di film. Nel 1924 fondò con Morzenti una propria casa di produzione grafica. Negli ultimi anni di vita si dedicò anche alla pittura.
Ottimo stato conservativo del foglio, intelato.

Doppelmayr, Johann Gabriel. Atlas coelestis in quo mundus spectabilis et in eodem... Norimberga, Heredi Homann, 1742.

In-folio grande, 3 cc. non num. inclusa l’antiporta e il frontespizio, 30 tavole num.
Precede il frontespizio un’antiporta interamente incisa su rame da . J. C. Reinsperger su disegno di J. J. Preisler, raffigurante Tolomeo, Copernico, Keplero e Tycho Brahe con strumenti e rappresentazioni astronomiche, con titolo inserito entro grazioso cartiglio nella parte inferiore centrale, frontespizio con vignetta calcografica rappresentante sole radiante con motto “Numquam cessat”, indice delle tavole su due colonne, 30 tavole incise su rame su doppia pagina, acquerellate a mano all’epoca, contenenti rappresentazioni del cosmo e osservazioni astronomiche.
Completo.
Legatura in pieno cuoio dell’epoca, dorso a 9 comparti con decorazioni floreali e titoli impressi in oro, sguardie marmorizzate, tagli color rosso intenso.
Raro e suggestivo trattato di argomento astronomico in prima edizione.
Le tavole rappresentano diagrammi, schemi, visioni del cosmo, delle costellazioni e le raffigurazioni delle teorie dei più grandi studiosi e astronomi della storia: Tolomeo, Copernico, Keplero, Tycho Brahe.
Johann Gabriel Doppelmayr (*1677 - †1750) matematico, cartografo e astronomo tedesco, fu membro della Royal Society di Londra, dell’Accademia di Berlino, Vienna e San Pietroburgo. Pubblicò opere di carattere scientifico e astronomico. Solamente nel 1742 completò il presente studio, l’Atlas Coelestis, completo capolavoro e concentrato di conoscenze ed esperienze sull'argomento.
Ottimo stato conservativo delle tavole e dell’opera in generale.
cfr. Graesse II 427.

 

Carte d'Italie. Parigi, M. Tavernier - N. Sanson, 1640 circa.

Incisione originale eseguita su rame (mm 525 x 410 più margini).
Impressa a Parigi nel 1640 circa da Melchior Tavernier assieme a Nicolas Sanson, inserita nell’opera “Cartes Gènerales de toutes les parties du Monde”.
Rara carta geografica raffigurante l’Italia e le sue isole. Margine graduato su tutto il perimetro e toponimi in carattere corsivo.
In basso al centro il titolo in francese, inserito entro cartiglio sormontato da sfera armillare. In basso a destra, entro edicola, 2 scale distanziometriche in miglia italiane e francesi.
Tutti gli elementi della carta derivano da quella del Magini come si evince dal cartiglio centrale.
M. Tavernier (Anversa 1594 - Parigi 1665), membro di una grande famiglia di editori attiva a Parigi all’inizio del XVII secolo. Stampò un atlante con lo stesso titolo di quello di J. Le Clerc “Theatre Geographique” usando molte mappe di quest’ultimo. Inoltre pubblicò opere di altri cartografi: Sanson, Tassin, e Bertius. Da non confondere col nipote, suo omonimo (1594 - 1665) anch’egli incisore.
N. Sanson (Abbeville 1600 - Parigi 1667), geografo del Re di Francia, può essere considerato come il fondatore della scuola francese di cartografia, producendo oltre trecento mappe. Alla sua morte l’attività cartografica continuò con suo figlio Guillaume Sanson (Parigi 1633 - 1703).
Buono stato conservativo.
cfr. R. Borri, L’Italia nelle antiche carte… (2011), 126.

Giuoco del oca. Torino, 1760 - 1770 circa.

Xilografia originale (mm 275 x 370 l’impressione più margini).
Impressa a Torino verso la seconda metà del XVIII secolo presso lo stampatore Carlo Grosso.
Raro foglio volante torinese, raffigurante il gioco dell’oca, composto da 63 caselle, tutte numerate e molte figurate, disposte a spirale antioraria.
La figura del teschio, i due dadi e il ponte stavano a simboleggiare i pericoli e le difficoltà fisiche e morali del percorso della vita. È una metafora più che evidente del cammino che l’uomo deve intraprendere per affrontare la realtà e gli imprevisti della vita. Non a caso l’oca, che dà il nome al gioco, è un animale che per gli antichi aveva un gran valore e simboleggiava la Grande Madre dell’Universo.
Il foglio non è presente in nessuna collezione e bibliografia.
Buono stato conservativo del foglio, rinforzi di carta antica al verso.

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