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Le Mont Rose - Valle de Zermatt - Chemin de Fer P. L. M. Parigi, A. Bellier, 1891.

Cromolitografia originale (mm 750 x 1005 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1891 da Hugo François d’Alési, presso lo stampatore A. Bellier.
Manifesto pubblicitario, il primo in cui appare il Cervino che pubblicizza la ferrovia Parigi-Lione-Martigny con l’arrivo a Zermatt, l’imponente Monte Rosa nella parte superiore fa da cornice all’insieme.
In alto al centro il titolo. Nella parte inferiore pubblicità dei viaggi, dei prezzi e la tempistica del trasferimento ferroviario.
La firma dell’artista Hugo François d’Alési è apposta sulla matrice nell’angolo inferiore sinistro.
Frederic Alexianu, in arte Hugo François d’Alési, nato in Romania nel 1849 e morto a Parigi nel 1906, è stato un pittore e disegnatore pubblicitario, ideatore di manifesti pubblicitari per le società ferroviarie del XIX secolo.
Ottima conservazione di questa importante e decorativa affiche dai vivaci colori.
cfr. Aliprandi, Il Cervino e le sue stampe, n° XX; Benezit I 181.

Piovani, Andrea. Congregationis oratorii de urbe demonstrationes geometricæ… Roma, Jo. Zempel e Jo. de Meij, 1728.


In-8°, 18 cc non num. inclusa l’antiporta e il frontespizio, 217 pagg. num., 1 pag. non num.
Antiporta figurata incisa a piena pagina da Filippo Vasconi su disegno di Ghezi, frontespizio figurato in caratteri rossi e neri con fregio floreale, testo in latino, numerosi capilettera istoriati, eleganti testatine e finalini, dedica a Vittorio Amedeo, 68 incisioni intercalate nel testo (comprese 6 testatine allegoriche) raffiguranti figure geometriche.
Completo.
Legatura in piena pergamena rigida coeva, piatti muti, al dorso finto tassello contenente titoli impressi in oro, contropiatti marmorizzati, tagli spruzzati rossi, ex-libris al contropiatto anteriore dell’editore italiano di origine prussiana Leo Samuele Olschki (*Johannisburg 1861 - †Ginevra 1940).
Prima ed unica edizione di questo raro trattato di geometria di Andrea Piovani (*1657 - †1730).
Opera in buono stato di conservazione.
cfr. Riccardi I/2, 281: 1.

Tesauro, Emanuele. De’ campeggiamenti del Piemonte… Torino, s.n.t. (1640).


In-folio piccolo, 3 cc. non num. inclusi l’antiporta, il frontespizio e una dedica, 218 pagg. num., 1 tavola rip.
Antiporta incisa su legno con l’allegoria della Virtù e della Fortuna che giocano a dadi su un tamburo, nell’angolo superiore destro nastro contenente motto “Nunc mihi nunc alii”, frontespizio con fregio tipografico, capilettera e fregi xilografici, dedica dell’autore al Cardinal Maurizio di Savoia, 1 tavola fuori testo incisa su rame da Giovanni Paolo Bianchi, su disegno del Capitano Agostino Parentani, raffigurane la pianta della città assediata nel 1640, fuori dalla battuta del rame, il titolo: Vero tipo della città, circonvallatione, et posti di Torino assediato l’anno MDCXXXX. Segue una legenda con 20 richiami, seguita da altri 31 richiami, utili per far riconoscere le fortificazioni e le posizioni delle truppe. È la prima pianta topografica in cui compare il nuovo ingrandimento verso Porta Nuova, fatto eseguire nel 1620 dal duca Carlo Emanuele I. Di questa tavola esistono esemplari senza didascalia. Curiosamente in fine è stata legata un’altra pianta, sempre incisa da Giovanni Paolo Bianchi, su disegno di Agostino Parentani (vedi bibliografia di Ada Peyrot, tomo I, n° 31, definita rarissima). La vista della città assediata è assai simile a quella precedente, ma orientata in senso inverso e con l’estensione dei dintorni più ampia.
Completo.
Legatura coeva in mezza pelle marrone, piatti in carta spruzzata, dorso danneggiato con titoli, filetti e fregi impressi in oro, tagli spruzzati rossi.
Importante trattato bellico, ad opera del letterato, drammaturgo e storico torinese Emanuele Tesauro (*Torino 1592 - †1675), sull’assedio di Torino del 1640, arricchito dalla seconda pianta topografica della città, di estrema rarità.
La prima edizione, apparsa frettolosamente nel 1639 per i tipi dell’editore Federico Alessandro Cavalleris ‘libraro di S.A.R.’, si concentrava unicamente sugli avvenimenti bellici avvenuti nelle Fiandre. La presente e seconda edizione, invece si concentra esclusivamente sulle guerre civili piemontesi (La rivolutione della fortuna per l’assedio di Casale. Et Torino assediato e non soccorso).
Buono stato di conservazione. Mancanze e usure al dorso ed ai piatti.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo I, n° 30-31.


Venetia. Amsterdam, Joannes Jansonius, 1657.

Incisione originale eseguita su rame su due fogli (mm 1034 x 417 l’impressione più margini).
Impressa ad Amsterdam nel 1657 da Joannes Jansonius (*1588 - †1664) e inserita nella raccolta di vedute di città italiane, intitolata “Theatrum urbium Italiae”.
Rara e grandiosa raffigurazione prospettica della città di Venezia, con e isole di Murano, della Giudecca, di S. Giorgio e di S. Elena.
Titolo in latino in alto al centro e a destra leone marciano visto di fianco entro cartiglio araldico sormontato dal corno ducale.
Questa importante veduta di Venezia è tratta dalla monumentale opera stampata da J. Jansonius o Jansson (genero di J. Hondius) con il proposito di rinnovare l’interesse ed il successo dell’opera del 1570 di Georg Braun, intitolata Civitates orbis terrarum.
Buona conservazione.
cfr. Cassini, Piante e vedute prospettiche di Venezia 43.

 

Célébration du mariage. Parigi, Basset, 1810 - 1820 circa.

Incisione originale eseguita all’acquatinta a più colori  (mm 455 x 390 l’impressione più margini).
Impressa a Parigi nel 1810 - 1820 circa da Jean Pierre Marie Jazet, tratta dal dipinto di Hyppolite Le Comte, presso l’editore Basset.
Rara e delicata esecuzione incisoria raffigurante la celebrazione di un matrimonio.
La scena, carica di piacevole e misurato brio, è curata nei minimi dettagli: il pizzo della veste della sposa al centro della composizione, le ombre riflesse sul muro grigio, il quadro con il battesimo di Cristo appeso alla parete, il campanello dimenticato sul pavimento, sono tutti particolari che conferiscono naturalezza all’opera.
La tavola fa parte di una serie composta da quattro: la presente “Célébration du Mariage”, “La demande en Mariage”, “Le retour de l’Èglise” e “Le repas de Noce”.
Lungo il lato inferiore il titolo in francese e una copiosa spiegazione della scena raffigurata, disposta su due colonne.
Jazet, nato a Parigi nel 1788 e morto a Yerre nel 1871 fu un abile artista specializzato nell’incisione all’acquatinta e alla maniera nera.
Bell’esemplare magistralmente impresso a colori su carta forte, completo dell’impronta della lastra e con margini ampi.
cfr. Benezit VII 497; Beraldi, Les Graveurs du XIX siecle, Parigi 1889, vol. III, pag 233.

Doppelmayr, Johann Gabriel. Atlas coelestis in quo mundus spectabilis et in eodem... Norimberga, Heredi Homann, 1742.

In-folio grande, 3 cc. non num. inclusa l’antiporta e il frontespizio, 30 tavole num.
Precede il frontespizio un’antiporta interamente incisa su rame da . J. C. Reinsperger su disegno di J. J. Preisler, raffigurante Tolomeo, Copernico, Keplero e Tycho Brahe con strumenti e rappresentazioni astronomiche, con titolo inserito entro grazioso cartiglio nella parte inferiore centrale, frontespizio con vignetta calcografica rappresentante sole radiante con motto “Numquam cessat”, indice delle tavole su due colonne, 30 tavole incise su rame su doppia pagina, acquerellate a mano all’epoca, contenenti rappresentazioni del cosmo e osservazioni astronomiche.
Completo.
Legatura in pieno cuoio dell’epoca, dorso a 9 comparti con decorazioni floreali e titoli impressi in oro, sguardie marmorizzate, tagli color rosso intenso.
Raro e suggestivo trattato di argomento astronomico in prima edizione.
Le tavole rappresentano diagrammi, schemi, visioni del cosmo, delle costellazioni e le raffigurazioni delle teorie dei più grandi studiosi e astronomi della storia: Tolomeo, Copernico, Keplero, Tycho Brahe.
Johann Gabriel Doppelmayr (*1677 - †1750) matematico, cartografo e astronomo tedesco, fu membro della Royal Society di Londra, dell’Accademia di Berlino, Vienna e San Pietroburgo. Pubblicò opere di carattere scientifico e astronomico. Solamente nel 1742 completò il presente studio, l’Atlas Coelestis, completo capolavoro e concentrato di conoscenze ed esperienze sull'argomento.
Ottimo stato conservativo delle tavole e dell’opera in generale.
cfr. Graesse II 427.

 

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