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Prodotti in vetrina

"Europae". Anversa, Abraham Ortelius, 1592.

Incisione originale eseguita su rame, acquerellata a mano all’epoca, testo in latino al verso (mm 465 x 345 l’impressione più margini).
Impressa ad Anversa nel 1592 dal cartografo Abraham Ortelius, presso lo stampatore Plantin e inserita nell’opera “Theatrum Orbis Terrarum”.
Interessante carta geografica raffigurante l’Europa. In alto a sinistra un toro e una figura
allegorica sovrastano una lapide contenente la scritta “Europae”.
Il Theatrum Orbis Terrarum (Teatro del mondo) è considerato il primo e completo atlante della cartografia moderna, impresso ad Anversa in prima edizione da Abraham Ortelius (*Anversa 1527 - †1598) nel 1570.
Ottima conservazione e vivace coloritura coeva. Cornice in legno scuro con fascia interna pitturata nera.
cfr. Koeman III, Ort. 27B.

Alciati, Andrea. Diverse imprese accommodate a diverse moralità, con versi che i loro significati dichiarano. Lione, Guglielmo Rouillio, 1549.

In-8°, 441 [i.e. 144] pagg. num. incluso il frontespizio; (errori di numerazione alle pagg. 95, 98 e 144).
Frontespizio e testo in cornice architettonica, marca tipografica al front. con aquila ad ali spiegate e serpente in medaglione, numerosi capilettera istoriati, estratto del privilegio con testo in francese, lettera dedicatoria di Giovanni Marquale al Principe di Venezia Francesco Donati, ogni pagg. possiede una figura emblematica xilografica.
Completo.
Legatura in piena pergamena rigida del Novecento, piatti muti, dorso con titoli impressi in oro entro tassello in pelle marrone, tagli spruzzati rossi.
Rara prima edizione del giurista e insegnante di italiano Andrea Alciati (*Milano 1492 - Pavia 1550). Questa sua opera diede vita alla poesia emblematica, formata da illustrazioni simboliche ed accompagnate da brevi poesie di commento. 
Buono stato conservativo dell’opera. Restauri ben eseguiti all’angolo superiore delle cc. 125, 141 e 143. 
cfr. Praz 249-250; Green 50; Adams A-599; Baudrier IX, 187.

Sirigatti, Lorenzo. La pratica di prospettiva. Venezia, Girolamo Franceschi, 1596.

In-folio grande, 2 parti in un volume.
1ª parte: 4 cc. non num. incluso il frontespizio, 43 cc. num., 1 c. non num. (colophon del primo libro).
Frontespizio inserito in complesso architettonico, capilettera in xilografia riccamente istoriati entro cornice, testatina floreale, dedica al granduca Ferdinando I de’ Medici, avviso rivolto ai lettori, indice, errori e correzioni, 43 tavole calcografiche numerate con testo a fronte, dove vengono applicate le regole prospettiche elementari a figure geometriche piane e solide, 1 c. di colophon con grande marca tipografica in cornice figurata: la Pace seduta ha alla sua destra una colonna con la scritta Pax e tiene nella sinistra un ramo di olivo e nella destra fiaccola rovesciata.
2ª parte: 44-65 cc. num.
Secondo frontespizio anch’esso inserito in cornice architettonica, le restanti tavole (21) tutte incise su rame raffigurano progetti, costruzioni, particolari architettonici, facciate di edifici…, ma soprattutto virtuosismi prospettici e giochi di ombre applicati.
Completo.
Legatura del Settecento in mezzo cuoio, piatti in carta marmorizzata con angoli in cuoio, dorso a nervi con titoli impressi in oro entro tassello scuro, tagli rossi, ex-libris al verso del foglio di guardia anteriore.
La fama di Lorenzo Sirigatti (*Firenze 1557 - †?) è basata sul presente trattato, La pratica di prospettiva, opera che conobbe una notevole fortuna, attestata da una ristampa nel 1625. 
Rara prima edizione di questa importante opera sulla prospettiva, lodata dai repertori consultati, per la completezza e la bellezza delle sue incisioni: due frontespizi incisi e sessantaquattro tavole di schemi prospettici generici e proiezioni di vari oggetti. La chiarezza di queste immagini, oltre che l’ottima qualità dell’incisione e una parte teorica concisa, testimoniano come il trattato venisse concepito quale un manuale pratico utile agli artisti. 
Buono stato di conservazione. Frontespizio come usuale leggermente rifilato nel margine superiore. 
cfr. Adams S-1224; Graesse VI 417; Cicognara 860; Piantanida 4414; Riccardi II 460; Fowler 336; Gamba 1648; Comolli III 157-158.

Fabrici D'Acquapendente Girolamo. Hieronymi Fabricii Ab Aquapendente De visione, voce, auditu. Venezia, Francesco Bolzetta, 1600.


In-folio, 3 parti in 1 volume.
1ª parte: 12 cc. non num. incluso il frontespizio, 133 pagg. num., 1 pag. non num. (errore di numerazione a pag. 53).
Frontespizio calcografico finemente illustrato da Giacomo Valeggio, testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Iacobo Foscareno, indice, 4  tavole a piena pagina incise su rame raffiguranti tavole anatomiche e svariate xilografie nel testo.
2ª parte: 6 cc. non num., 84 pagg. num. (ultima bianca).
Testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Leonardo Donato, indice, 6 tavole a piena pagina incise su rame raffiguranti tavole anatomiche.
3ª parte: 4 cc. non num., 38 pagg. num.
Testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Ioanni Delfino, indice, 1 tavola a piena pagina incisa su rame raffigurante tavola anatomica.
Completo.
Legatura in piena pergamena rigida dell’ottocento, piatti e dorso muti, taglio di piede con dicitura Anatom. Aquapendent. manoscritta.
Hieronymus Fabricius, nome latino dell’anatonomista e chirurgo italiano Girolamo Fabrici d’Acquapendente, nasce nella suddetta città nel 1533. Studia all’università di Padova dove si laurea nel 1559 sotto la guida di Gabriele Fallopio, altro importante personaggio della storia della medicina italiana. L’autore viene ricordato, oltre ad essere stato un celebre professore all’Università di Padova, per le sue importanti scoperte in campo medico e chirurgico.
In questa fondamentale opera, qui in prima edizione, l’autore apporta un notevole sviluppo allo studio dell'occhio, dell'orecchio e del meccanismo della voce.
Perfetto stato conservativo dell’opera. Il frontespizio nella parte inferiore è stato rifilato 3 mm oltre il margine della battuta.
cfr. Durling 1415.

Canal, Giovanni Antonio, detto “Canaletto”. Prà della Valle. Venezia, dopo il 1744.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 430 x 300 l’impressione più 30 mm di margini), su carta vergellata.
Impressa a Venezia da Giovanni Antonio Canal (*Venezia 1697 - † 1768).
Il presente secondo stato, non precisamente datato dalle varie bibliografie, viene indicato normalmente dopo il 1744.
Sul lato inferiore sinistro la firma dell’autore (A. Canal f.), al centro il titolo e a destra  numerazione E3, a testimonianza del secondo stato, su due.
La tavola raffigura Prà della Valle (Prato della Valle), la grande piazza monumentale di Padova.
Grande animazione di personaggi in tutta la rappresentazione. La delineazione di queste piccole figure è estremamente suggestiva.
La presente veduta riveste anche un notevole interesse storico e urbanistico, in quanto mostra la grande piazza padovana, fra le più vaste d’Europa, prima che i lavori di risanamento promossi dal Procuratore straordinario Andrea Memmo nel 1775-1776 ne modificassero profondamente l’aspetto, con la creazione di un canale di forma ellittica intorno all’Isola Memmia, posta al centro.
L’incisione fa parte della raccolta “Vedute altre prese da i luoghi altre ideate da Antonio Canal” composta da 34 tavole più il frontespizio.
Perfetto esemplare in eccezionale stato conservativo e ampi margini.
cfr. Bromberg, Canaletto’s Etchings, n° 8.

Galateri di Genola, Pietro. Armata Sarda. Uniformi antichi e moderni. Album dedicato a S. M. Il Re Carlo Alberto […] Torino, Lit. Doyen e C., 1844.


In-folio oblungo, frontespizio ornato e litografato con acquerellatura policroma coeva, indice su tre colonne entro ricca cornice litografata in color seppia, composta da stemmi, panoplie e figure allegoriche, 33 tavole eseguite in litografia con fine coloritura coeva ad acquerello, tutte protette dalle veline originali, raffiguranti varie uniformi militari del ducato di Savoia e del regno di Sardegna. Le figure spaziano nell’arco di tre secoli, dagli anni del duca Emanuele Filiberto (secolo XVI) a quelli di re Carlo Alberto, contemporaneo all’autore.
Legatura in mezza pelle blu notte, piatti marmorizzati con angoli in pelle, dorso riccamente decorato con titoli e ferri fitomorfi  impressi in oro.
Importante fonte iconografica militare dello stato sabaudo, arricchita dalle tavole litografiche ideate e disegnate dal capitano Pietro Galateri di Genola.
Album raffigurante gli eserciti sabaudi, durante un ampio escursus temporale, finemente miniate all'epoca. Tra le tante tavole è presente una dedicata alle uniformi dei Carabinieri, che consente di osservare l’evoluzione delle divise, dal 1814 al 1843, dal regno di Vittorio Emanuele a quello di Carlo Alberto.
Esemplare in ottimo stato conservativo. L’ottava tavola è leggermente più stretta di margine rispetto le altre.
cfr. Manno-Promis I 4653; Colas I 1156.

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