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Prodotti in vetrina

Nuovo giuoco dell'oca. Torino, Cordey e Cª, 1830 circa.


Litografia originale, acquerellata all’epoca, irrobustita e applicata su supporto pieghevole dal legatore torinese Giovanni Scarampi, come attesta il tassello in basso a destra (mm 505 x 420 il foglio).
Impressa a Torino nel 1830 circa presso l’editore e litografo Cordey e Cª.
Gioco composto da 63 caselle numerate a spirale antioraria. 
Regola e osservazioni al centro. Agli angoli decorazioni fitomorfe. Alla casella 63 oca in tempietto.
Lo stabilimento Cordey e Comp. è citato per la prima volta nella Guida Marzorati del 1865, con sede in via Giulio 20. Nel 1866 muta nome in Heinemann e Cordey e si trasferisce in piazza Bonelli 2. Due anni dopo, trasloca in piazza Lagrange 2.
Buona conservazione.

Fabrici D'Acquapendente Girolamo. Hieronymi Fabricii Ab Aquapendente De visione, voce, auditu. Venezia, Francesco Bolzetta, 1600.


In-folio, 3 parti in 1 volume.
1ª parte: 12 cc. non num. incluso il frontespizio, 133 pagg. num., 1 pag. non num. (errore di numerazione a pag. 53).
Frontespizio calcografico finemente illustrato da Giacomo Valeggio, testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Iacobo Foscareno, indice, 4  tavole a piena pagina incise su rame raffiguranti tavole anatomiche e svariate xilografie nel testo.
2ª parte: 6 cc. non num., 84 pagg. num. (ultima bianca).
Testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Leonardo Donato, indice, 6 tavole a piena pagina incise su rame raffiguranti tavole anatomiche.
3ª parte: 4 cc. non num., 38 pagg. num.
Testo in latino, numerosi capilettera istoriati e semplici, finalini, dedica a Ioanni Delfino, indice, 1 tavola a piena pagina incisa su rame raffigurante tavola anatomica.
Completo.
Legatura in piena pergamena rigida dell’ottocento, piatti e dorso muti, taglio di piede con dicitura Anatom. Aquapendent. manoscritta.
Hieronymus Fabricius, nome latino dell’anatonomista e chirurgo italiano Girolamo Fabrici d’Acquapendente, nasce nella suddetta città nel 1533. Studia all’università di Padova dove si laurea nel 1559 sotto la guida di Gabriele Fallopio, altro importante personaggio della storia della medicina italiana. L’autore viene ricordato, oltre ad essere stato un celebre professore all’Università di Padova, per le sue importanti scoperte in campo medico e chirurgico.
In questa fondamentale opera, qui in prima edizione, l’autore apporta un notevole sviluppo allo studio dell'occhio, dell'orecchio e del meccanismo della voce.
Perfetto stato conservativo dell’opera. Il frontespizio nella parte inferiore è stato rifilato 3 mm oltre il margine della battuta.
cfr. Durling 1415.

Canal, Giovanni Antonio, detto “Canaletto”. Prà della Valle. Venezia, dopo il 1744.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 430 x 300 l’impressione più 30 mm di margini), su carta vergellata.
Impressa a Venezia da Giovanni Antonio Canal (*Venezia 1697 - † 1768).
Il presente secondo stato, non precisamente datato dalle varie bibliografie, viene indicato normalmente dopo il 1744.
Sul lato inferiore sinistro la firma dell’autore (A. Canal f.), al centro il titolo e a destra  numerazione E3, a testimonianza del secondo stato, su due.
La tavola raffigura Prà della Valle (Prato della Valle), la grande piazza monumentale di Padova.
Grande animazione di personaggi in tutta la rappresentazione. La delineazione di queste piccole figure è estremamente suggestiva.
La presente veduta riveste anche un notevole interesse storico e urbanistico, in quanto mostra la grande piazza padovana, fra le più vaste d’Europa, prima che i lavori di risanamento promossi dal Procuratore straordinario Andrea Memmo nel 1775-1776 ne modificassero profondamente l’aspetto, con la creazione di un canale di forma ellittica intorno all’Isola Memmia, posta al centro.
L’incisione fa parte della raccolta “Vedute altre prese da i luoghi altre ideate da Antonio Canal” composta da 34 tavole più il frontespizio.
Perfetto esemplare in eccezionale stato conservativo e ampi margini.
cfr. Bromberg, Canaletto’s Etchings, n° 8.

Carte Politique, routière et statistique de l'Europe. Parigi, Bastien Ainé, 1840.   

Incisione originale eseguita su rame, acquerellata ai confini e intelata all’epoca (cm 107 x 123).
Impressa a Parigi nel 1840 da Bastien Ainé, tratta dal disegno cartografico di Adrien Hubert Brué (*1786 - †1832).
Dettagliata carta geografica raffigurante l’Europa, di ampie dimensioni. La tavola evidenzia i confini in base ai trattati di pace sino all’epoca di stampa.
In alto a sinistra il titolo in francese disposto su più righe. Sotto di esso legenda. In basso a destra scale distanziometriche.
Ottimo stato conservativo della carta, della tela e della camicia e della custodia in cartonaggio marmorizzato.

Alciati, Andrea. Diverse imprese accommodate a diverse moralità, con versi che i loro significati dichiarano. Lione, Guglielmo Rouillio, 1549.

In-8°, 441 [i.e. 144] pagg. num. incluso il frontespizio; (errori di numerazione alle pagg. 95, 98 e 144).
Frontespizio e testo in cornice architettonica, marca tipografica al front. con aquila ad ali spiegate e serpente in medaglione, numerosi capilettera istoriati, estratto del privilegio con testo in francese, lettera dedicatoria di Giovanni Marquale al Principe di Venezia Francesco Donati, ogni pagg. possiede una figura emblematica xilografica.
Completo.
Legatura in piena pergamena rigida del Novecento, piatti muti, dorso con titoli impressi in oro entro tassello in pelle marrone, tagli spruzzati rossi.
Rara prima edizione del giurista e insegnante di italiano Andrea Alciati (*Milano 1492 - Pavia 1550). Questa sua opera diede vita alla poesia emblematica, formata da illustrazioni simboliche ed accompagnate da brevi poesie di commento. 
Buono stato conservativo dell’opera. Restauri ben eseguiti all’angolo superiore delle cc. 125, 141 e 143. 
cfr. Praz 249-250; Green 50; Adams A-599; Baudrier IX, 187.

Sirigatti, Lorenzo. La pratica di prospettiva. Venezia, Girolamo Franceschi, 1596.

In-folio grande, 2 parti in un volume.
1ª parte: 4 cc. non num. incluso il frontespizio, 43 cc. num., 1 c. non num. (colophon del primo libro).
Frontespizio inserito in complesso architettonico, capilettera in xilografia riccamente istoriati entro cornice, testatina floreale, dedica al granduca Ferdinando I de’ Medici, avviso rivolto ai lettori, indice, errori e correzioni, 43 tavole calcografiche numerate con testo a fronte, dove vengono applicate le regole prospettiche elementari a figure geometriche piane e solide, 1 c. di colophon con grande marca tipografica in cornice figurata: la Pace seduta ha alla sua destra una colonna con la scritta Pax e tiene nella sinistra un ramo di olivo e nella destra fiaccola rovesciata.
2ª parte: 44-65 cc. num.
Secondo frontespizio anch’esso inserito in cornice architettonica, le restanti tavole (21) tutte incise su rame raffigurano progetti, costruzioni, particolari architettonici, facciate di edifici…, ma soprattutto virtuosismi prospettici e giochi di ombre applicati.
Completo.
Legatura del Settecento in mezzo cuoio, piatti in carta marmorizzata con angoli in cuoio, dorso a nervi con titoli impressi in oro entro tassello scuro, tagli rossi, ex-libris al verso del foglio di guardia anteriore.
La fama di Lorenzo Sirigatti (*Firenze 1557 - †?) è basata sul presente trattato, La pratica di prospettiva, opera che conobbe una notevole fortuna, attestata da una ristampa nel 1625. 
Rara prima edizione di questa importante opera sulla prospettiva, lodata dai repertori consultati, per la completezza e la bellezza delle sue incisioni: due frontespizi incisi e sessantaquattro tavole di schemi prospettici generici e proiezioni di vari oggetti. La chiarezza di queste immagini, oltre che l’ottima qualità dell’incisione e una parte teorica concisa, testimoniano come il trattato venisse concepito quale un manuale pratico utile agli artisti. 
Buono stato di conservazione. Frontespizio come usuale leggermente rifilato nel margine superiore. 
cfr. Adams S-1224; Graesse VI 417; Cicognara 860; Piantanida 4414; Riccardi II 460; Fowler 336; Gamba 1648; Comolli III 157-158.

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