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Prodotti in vetrina

Assedio di Torino. Giovanni Paolo Bianchi, 1640

Incisione originale eseguita su rame (mm 450 x 525
l’impressione più margini).
Impressa a Torino nel 1640 da Giovanni Paolo Bianchi su disegno del Capitano Agostino Parentani.
Rara pianta della città di Torino assediata nel 1640, durante la guerra fra la duchessa reggente di Savoia Maria Cristina ed i cognati principi Tommaso e Maurizio di Savoia. Sulla pianta si nota, ben delineato, lo schieramento delle truppe francesi e le fortificazioni dei torinesi oltre il Po.
È la prima pianta topografica nella quale compare il nuovo ingrandimento verso Porta Nuova, fatto eseguire nel 1620 dal Duca Carlo Emanuele I. In basso a sinistra note tipografiche. Carta vergellata con filigrana.
Buono stato di conservazione.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo I, n° 30.

Allegorie dei quattro elementi. Torino, G. Carelli - A. Lauro - C. Ferreri, 1836 - 1846.

Quattro incisioni originali eseguite su rame eseguite su velina e applicate originariamente su supporti di carta spessa (mm 330 x 500 circa il foglio).
Impresse a Torino fra il 1836 ed il 1846 da Giacomo Carelli, Agostino Lauro e Cesare Ferreri e raffi guranti i dipinti di Francesco Albani (*Bologna 1578 - †1660).
Fini e scenografi che incisioni raffiguranti i quattro elementi, dipinti fra il 1625 e il 1628 per il cardinale Maurizio di Savoia il quale era rimasto affascinato dalle storie di Venere e Diana realizzate dall’Albani per Scipione Borghese prima del 1622.
• Acqua.
• Aria. 
• Terra. 
• Fuoco.
Le opere sono state pubblicate nell’ambito di una raccolta di stampe dedicate ai dipinti della pinacoteca della Galleria Reale di Torino.
Insieme raro e di grande valenza decorativa in ottimo stato di conservazione.

Civitates Orbis Terrarum, Hierosolyma Urbs Sancta. Colonia, Georg Braun - Frans Hogenberg, 1572 - 1617.

Incisione originale acquerellata a mano all’epoca.
Impressa a Colonia tra il 1572 - 1617, tratta dalla monumentale opera “Civitates Orbis Terrarum”, pubblicata in anni differenti, compilata e scritta da Georg Braun (*Colonia 1541 - †1622), mentre Frans Hogenberg (*Mechelen 1535 - †Colonia 1590) fu autore delle incisioni insieme a Simon Novellanus, dai soggetti di Joris Hoefnagel.
Veduta prospettica di Gerusalemme vista dal monte degli Ulivi. In alto al centro versetto in latino del profeta Ezechiele. In basso al centro cinque personaggi alla loro sinistra cartiglio contenente il titolo, a destra altro cartiglio contenente legenda con 48 punti di interesse.
Ottima conservazione.

Haec est nobilis et florens illa Neapolis… Colonia, Braun-Hogenberg, 1572.


Incisione originale eseguita su rame, acquerellata a mano all’epoca con testo in latino al verso (mm 480 x 335 l’impressione più ampi margini).
Impressa a Colonia nel 1572 da Georg Braun (*Colonia 1541 - †1622) e Franz Hogenberg (*Mechelen 1535 - †Colonia 1590) e inserita nell’opera “Civitates Orbis Terrarum”.
Rara e affascinante pianta topografica della città di Napoli.
In alto a sinistra titoli in latino entro cartiglio. Lungo la parte inferiore legenda con 71 richiami.
Ottimo stato di conservazione della carta, dell’impressione e del colore.
cfr. Skelton pag. 234.

Raoul Dufy. Amphitrite. Parigi, 1930.

Incisione originale eseguita all’acquaforte, firmata in lastra dall’artista (mm 135 x 195 l’impressione più ampi margini).
Impressa a Parigi nel 1930 da Raoul Dufy presso lo stampatore Floury.
Incisione d’artista che ritrae un nudo di donna.
Raoul Dufy pittore francese nato a Le Havre nel 1877 e morto a Forcalquier nel 1953. Studiò a l’École des beaux-arts di Le Havre la pittura impressionista quindi, vivamente colpito dalla mostra di Vincent Van Gogh (1901) e venuto a contatto con Matisse (1905). Nel 1907 si volse a ricerche di costruzione degli oggetti, con riferimento a Paul Cézanne e parallelamente a Matisse e a Picasso. Fino al 1911 la sua pittura si distinse per rigorosa severità. Svolse anche un’attività geniale e multiforme di decoratore: modelli di stoffe, cartoni per arazzi, illustrazioni per opere, ecc., e squisite decorazioni su ceramiche.
Ottima conservazione.

Homeri, Ilias, seu potius omnia eius quæ quidem extant opera. Strasburgo, Theodosius Rihelius, s.d. (1572).

In-8°, 913 pagg. num. incluso il frontespizio, 69 pagg. non num. (errore di numerazione alle pagg. 425 e 426).
Frontespizio figurato con marca tipografica non censita, testo in greco con versione latina a fronte, svariati capilettera istoriati, indice in fine.
Il volume dell’Iliade è completo.
Stupenda legatura del 1577, in pelle di scrofa su assicelle in legno impressa a secco, piatti decorati da  piccoli ritratti che delimitano un campo rettangolare centrale e al suo interno ritratto e data 1577, dorso a 4 nervi, tagli rossi.
Interessante edizione dell’Iliade di Omero in lingua greca con la traduzione in latino, impresso a cura di Obertus Giphanius (Hubert van Giffen) (*1534 - †1604).
Buono stato conservativo dell’opera.
cfr. Brunet III 272; Adams H 764.

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