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Prodotti in vetrina - Libreria Bourlot

Sindone su seta - Santa Sindone con la SS. Trinità e le tre Virtù Teologali. Torino, inizio XVIII sec.

Incisione originale in rame eseguita su seta (mm 240 x 160).
Impressa a Torino nella prima metà del ’700.
Rara esecuzione incisoria su seta raffigurante la Santa Sindone retta dalle tre Virtù Teologali, sormontata dalla Santissima Trinità.
Lungo il lato inferiore, a sinistra, la scritta “Carità”, al centro “Speranza e a destra “Fede”. Nella riga successiva “Oremus” cui segue l’orazione disposta su tre righe.
Buono stato di conservazione della seta e dell’impressione, inserita in una cornice antica in legno pitturata nero e oro.
cfr. Gribaudo, La Sindone nei secoli nella collezione di Umberto II, pag. 209 n° 79; L’Ostensione della SS. Sindone LVIII-b.

 

Dentisti-Torino. Giovanni Orcorte chirurgo dentista ed ernista. Torino, 1815 - 1820.

Manifesto originale (mm 430 x 520 il foglio).
Impresso a Torino tra il 1815-20 e approvato dalla Regia Università di Torino.
In alto al centro curiosa vignetta xilografica delle dimensioni (cm 12 x 5) contenente strumenti chirurgici e denti.
Il testo è inserito entro bordura tipografica e pubblicizza l’attività di chirurgo dentista ed ernista del torinese Giovanni Orcorte, in un’epoca in cui la professione era per la maggior parte delle volte nelle mani di improvvisatori e ciarlatani, privi di titoli accademici e discreti conoscitori di odontoiatria.
Qui pubblicizza la cura delle malattie dentarie, come lo si può dedurre a primo impatto dall’incisione sopra il testo, rimpiazza i denti naturali con impianti artificiali e cura il dolore con dentifrici. Inoltre cura le ernie con i suoi “bendaggi elastici”. Vanta per di più di esercitare la sua professione da ben sei generazioni e la presenza di due botteghe a Torino: una sotto i portici di piazza Castello (casa Favetti), l’altra nel “borgo di Dora” (detto del Pallone).
Giovanni Orcorte è noto tra l’altro per la controversia giudiziaria con il dentista torinese Vittorio Cornelio (noto per il suo trattato apparso nel 1813), anch’egli produttore di un apparato contenitore di ernie: Orcorte lo citò in giudizio rivendicandone la priorità, ma nel 1819 una sentenza lo costrinse a mettere a tacere la polemica.
Foglio intonso in buono stato di conservazione.

Capré, François. Catalogue des Chevaliers de l’Ordre du Collier de Savoye, dict de l’Annonciade [...]. Torino, Bartolomeo Zappata, 1654.


In-folio, 28 cc. non num. incluso il frontespizio, 1 c. non num., 270 pagg. num., 3 cc. non num. (le pagg. 96-97 sono posposte).
Frontespizio con marca editoriale raffigurante una fenice tra le fiamme che volge lo sguardo verso il sole, in basso al centro le iniziali BZ sormontate da croce e motto: Iuventus renovata. Testo in francese, bei capilettera e fregi xilografici, lettera dedicatoria dell’autore a Carlo Emanuele II, avviso al lettore, ritratto a piena pagina del duca di Savoia in abito di gran maestro dell’Ordine dell’Annunziata, stemmi a piena pagina eseguiti in xilografia, con le armi dei cavalieri dell’Ordine, comprese quelle dei sovrani sabaudi da Amedeo VI detto il Conte Verde (fondatore dell’ordine) fino al duca Carlo Emanuele II. Nella facciata a fronte di ciascuna arma sono riportati il nome del cavaliere e i titoli nobiliari, con la descrizione dello stemma, in fine esteso indice.
Completo.
Legatura di fine Settecento in piena pelle marrone, doppio filetto dorato ai piatti che racchiude un rosone centrale impresso in oro, dorso a 6 nervi con titoli in oro e ferri fitomorfi entro ogni comparto, sguardie in carta policroma marmorizzata, tagli rossi.
Raro e sontuoso catalogo sull’ordine del Collare dell’Annunziata, difficile a trovarsi completo e in perfetta inchiostratura come il presente.
Ottima conservazione, marginoso e magnificamente inchiostrato.  Abile restauro al dorso della legatura; due piccoli difetti marginali alle cc. 51 e 256.
cfr. Manno-Promis I 2620; Graesse II 43; Brunet I 1568.

Eusebio di Cesarea. Chronicon id est temporum breuiarium incipit foeliciter... Venezia, Erhardus Ratdolt, 1483 - 13 settembre (in fine).

In-4°,182 cc. non num. (le cc. [1], [13] e [182] sono bianche).
Testo in latino, impaginato su una e due colonne, in caratteri tondi e gotici, impressi ad inchiostro rosso e nero, le 12 cc. iniziali contengono "Tabula operis huius ..." indice delle parole degne di nota, con grande capolettera "T", altri decorativi capilettera in xilografia arricchiti da racemi bianchi su fondo nero, molte tavole di sincronismi nel testo, al verso dell’ultima c. di testo colophon con dati tipografici impressi in rosso con carattere gotico. All’angolo superiore destro di ogni c. troviamo una numerazione manoscritta a china eseguita posteriormente e altre postille raffiguranti manine di antica mano e sottolineature qua e là. Completo.
Legatura in piena pergamena rigida, creata riutilizzando fogli di antico antifonario, lasciando intravedere scritture gotiche e note musicali, tagli spruzzati rossi.
Interessante trattato diviso in due parti: la prima contiene notizie storiche sugli antichi popoli, la seconda è composta da tavole di sincronismi, nella quale in modo cronologico vengono collegati anno per anno gli avvenimenti dei popoli.
Curiosamente nella tavola riguardante l’anno 1457 si legge un elogio a Gutenberg (inventore della stampa a caratteri mobili), testimonianza del successo dell’arte tipografica in ogni parte del mondo.
Il Chronicon di Eusebio di Cesarea è un importante testo storiografico, dettagliato e completo di interessanti informazioni che riassumono la cronologia universale e biblica.
Eusebio di Cesarea (*Cesarea in Palestina 265 - †340 ca.) divenuto vescovo, fu considerato il padre della storia ecclesiastica. Divenne inoltre consigliere dell’imperatore romano Costantino I.
Seconda edizione del Chronicon, dopo quella di Milano del 1475 ca.
Secondo l’IGI si conservano solamente 60 esemplari della presente edizione.
Raro incunabolo perfetto in ogni sua parte.
cfr. BMC V 287; GOFF E 117; Arnim 127.

 

Torino e dintorni - Assedio del 1706.

Disegno originale eseguito a china e acquerello (mm 540 x 750 il foglio).
Dettagliata e fine pianta topografica della città di Torino e dei dintorni, durante l’assedio del 1706.
Documento di interesse museale, di gran qualità e ricchezza grafica, eseguito da abile artista, nei primi anni del ’700.
Molto interessanti risultano i dettagli che raffigurano le truppe, le traettorie dei bombardamenti e gli schieramenti militari sia in attacco che a difesa della città.
Nell’angolo inferiore destro elaborato cartiglio con volute e ghirlande che racchiudono l’indice, attorno stendardi, armi, strumenti e oggetti per costruire fortificazioni.
Rosa dei venti in alto a destra.
Buona conservazione della carta e del disegno in splendida e forte coloritura coeva.

Foglio miniato su pergamena, reglé,  proveniente da libro d’ore francese, databile 1475 circa.

Foglio miniato su pergamena, reglé,  proveniente da libro d’ore francese, databile 1475 circa (mm 110 x 154).
Manoscritto ad inchiostro marrone e rosso, con otto decorativi capilettera e fregi miniati con motivi fitomorfi che si estendono in racemi lungo il margine sinistro, arricchiti da foglia d’oro e decorati a più colori: verde, rosso e blu.
Testo su una colonna a 13 linee con caratteri gotici, disposto sul recto e sul verso.
Ottimo stato conservativo della pergamena e delle miniature.

Pagine: 12345
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