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Prodotti in vetrina

Tombola dell'Ottocento.

 


Gioco della tombola della metà dell’Ottocento con tabellone, 24 cartelle ognuna riportante un detto popolare, 86 numeri (su 90) incisi a fuoco su cerchietti in legno povero contenuti in sacchetto in lino.
Pochi giochi sono riusciti a entrare in maniera così radicata nella tradizione italiana come questo gioco di società. La tombola è sinonimo di famiglia, dello stare insieme e di festività natalizie . Chiunque ha un ricordo della tombola nella propria infanzia, la ragione è nella sua essenza: un regolamento semplice e intuitivo, una partecipazione costante e attiva e una dose di competizione positiva che rende tutto più entusiasmante.
Curiose soprattutto le cartelle con i proverbi oggigiorno perduti. Il panariello (ossia il sacchetto) è l’altro componente essenziale del gioco.
Buona conservazione dell’insieme.

Regnorum Siciliae et Sardiniae. Norimberga, Johann Baptiste Homann. 1690.

Incisione originale eseguita su rame, acquerellata a mano all’epoca (mm 580 x 495 l’impressione più margini).
Impressa a Norimberga nel 1690 da Johann Baptiste Homann.
Carta geografica raffigurante la Sardegna, la Sicilia, Malta e una parte della Calabria.
In alto al centro titolo in latino entro grande e decorativo cartiglio con le armi dei Regni di Sicilia e di Sardegna, le figure allegoriche della mietitura e della vendemmia. Scala distanziometrica sul lato destro.
In basso a destra entro riquadro sostenuto da figura allegorica la pianta con le fortificazioni di Valletta e Malta. A sinistra veduta a volo d’uccello di Catania sovrastata dall’Etna.
Johannes Baptiste Homann (1663 - 1724) fu un abile incisore, cartografo ed editore. Iniziò la propria attività incidendo lavori di altri cartografi, ma a partire dai primi del ’700 avviò a Norimberga un vero e proprio laboratorio cartografico, la cui attività venne portata avanti anche dopo la sua morte dagli eredi, sotto il nome di Eredi Homann.
Ottimo stato conservativo. 
cfr. Skelton 250.

Milano, Antonio Vallardi, 1850 circa.

 


Incisione originale eseguita all’acquatinta e gouache, miniata a mano all’epoca, con rialzi a biacca su alcuni particolari (cm 89 x 23 (la parte figurata, 103,5 x 36,5 il foglio).
Impressa a Milano nel 1850 circa da Antonio Vallardi.
Pittorica veduta panoramica della città di Milano, focalizzata particolarmente sulla piazza del Duomo, animata da personaggi e carrozze. Attorno alla parte figurata ampia bordura grigio scuro, stesa secondo il gusto del tempo. Lungo il margine inferiore centrale il titolo calligrafato in tinta oro in lettere capitali.
Il disegno preparatorio della tavola è di Carlo Bossoli (*Lugano 1815 - †Torino 1884), pittore e disegnatore italiano che si stabilì a Torino e vi rimase per il resto della vita.
Vallardi, celebre stamperia italiana con sede a Milano, fu fondata nel 1750 da Francesco Cesare Vallardi.
Ottimo stato conservativo della carta e perfetta conservazione dei colori, nitidi e brillanti. Cornice dorata a triplo smusso. Manca ai repertori consultati

Il confetturiere piemontese istruito a Napoli. Milano, Stamperia Sirtori, 1792.

 

In-8°, 360 pagg. num. (ultima bianca) incluso il frontespizio.
Frontespizio con vignetta incisa su legno, introduzione, molte curiosità e stranezze, ad esempio a pag. 20 la “Crema” è preparata in questo modo bizzarro: pigliate una libbra di fior di latte, ed una pinta di latte con due rossi d’uovo, li quali rossi si mettono nel bacino, e si dimenano con uno sbattitore di vinchj… A pag. 50 stravaganze sul cioccolato (detto diavoletto): pigliate della buona cioccolata, e se troppo secca, mettetela nella stufa, acciocchè divenga molle, indi mettetevi un poco di buon olio di olivo, per poterla ben maneggiare… A pag. 85 le pastiglie di viola: mettete infusione tre oncie di viole in poca acqua bollente, poi mettetele nella stufa per estrarne tutto il sugo… I “Maccaroni” a pag. 285. A pag. 304 le “Pastiglie di zafferano e di cedrato”…
Nel testo alcune postille manoscritte anticamente a china e un foglietto volante di indice non facente parte del testo, anch’esso manoscritto. Sono presenti centinaia di ricette di confetture, conserve, caramelle e pastiglie, biscottini, sciroppi, sorbetti e molto altro, esteso indice in fine.
Completo.*
Brossura originale muta, tagli con barbe.
Rara seconda edizione di questo manuale di confetteria, non riscontrata in alcuna bibliografia di riferimento. Un esemplare dello stesso anno è conservato presso la Biblioteca del Gusto Loison. La prima edizione fu stampata a Torino nel 1790 da Beltramo Antonio Re.
Buona conservazione.

Foglio membranaceo miniato. Italia settentrionale, seconda metà XVI secolo.    

Grande foglio membranaceo (mm 468 x 682) proveniente da antifonario di fattura italiana settentrionale della seconda metà del XVI secolo, manoscritto ad inchiostro bruno, con grande capolettera “A” in alto a sinistra, i cui pigmenti utilizzati sono verde linfa, rosso cinabro e rialzi in oro.
Le caratteristiche stilistiche e l’esecuzione fanno presupporre per un’attribuzione nell’ambito italiano.
Testo liturgico cantato latino a caratteri gotici e disposto sul recto e sul verso con notazioni musicali in forma quadrata su pentagramma rosso.
Racemo lungo tutta la parte sinistra che incornicia e mette in evidenza il capolettera finemente istoriato.
Inchiostri luminosi e ottimamente conservati. Usuali e minime arricciature della pergamena.

Girolamo Natale. Evangelicæ historiæ imagines. Anversa, 1596.


In-folio, 2 opere in un volume.
1ª opera: 4 cc. non num., incluso il frontespizio, 153 tavole num., 1 c. non num.
Frontespizio figurato raffigurante Cristo racchiuso in complesso architettonico, contornato da volti angelici e motto: Venite ad me omnes qui laboratis et onerati estis et ego reficiam vos, nella parte alta due angeli contrapposti che reggono un sole allegorico che racchiude il monogramma di Cristo: IHS, capilettera riccamente istoriati, testatine e finalini in xilografia, dedica al lettore, tavola delle meditazioni, 153 tavole incise su rame e a piena pagina, raffiguranti gli istanti di vita del Signore Gesù Cristo: la natività, i doni dei Magi, il battesimo, gli insegnamenti di Cristo agli Apostoli, i miracoli, le guarigioni, il tradimento, l’ultima cena, ecc., tutte accompagnate da titolo e descrizione in latino lungo tutto il lato superiore ed inferiore.
2ª opera: 153 cc. num., 1 c. non num.
Frontespizio con marca tipografica raffigurante monogramma di Cristo e motto: Vocabis nomen eius Iesum, testo racchiuso da cornice a un filetto, capilettera istoriati, testatine e finalini, errata in fine.
Completo.
Legatura in pieno cuoio dell’epoca, piatti con cornice a quadruplo filetto impressa a secco unita da doppio filetto ai rispettivi angoli, dorso a 5 comparti con titoli e decorazioni floreali impresse in oro, tagli spruzzati rossi.
L’opera del gesuita spagnolo Jerónimo Nadal, talvolta italianizzato in Girolamo Natale (*Palma di Maiorca 1507 - †Roma 1580) contiene 153 incisioni di ampie dimensioni disegnate da Bernardino Passeri (*1540 - †1596) e Martin de Vos (*1532 - †1603) e incise prevalentemente dai fratelli Anton e Hieronymus Wiericx, altre da Jan Wiericx, Adrian Collaert, Jan Collaert, Karel de Mallery. Quest’opera è stata stampata in prima edizione nel 1593 senza il testo di Agostino Vivaldi (*1565-†1641) qui presente nella seconda parte e destinato ad accompagnare le immagini seguendo la storia della vita di Cristo.
Opera in buono stato di conservazione e completa in ogni sua parte. Piccolo strappo all’angolo inferiore della tav. 142.
cfr. Graesse IV 648; Brunet IV 18.

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