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Prodotti in vetrina

"Carte solitarie della fortuna". Torino, Cesare Jona, 1938.      


Mazzo completo di 52 carte solitarie della fortuna (5,9 x 9,7 cm) incise su legno, in coloritura a mascherina. Il verso delle carte è decorato da xilografia in blu con decori distribuiti in modo parallelo, più foglio con le regole del gioco (14,2 x 22,8 cm), stampato da ambo i lati.
Impresse a Torino nel 1938 da Cesare Jona, come si evince dal bollo di tassazione datato “Sett. 1938” presso la “Fabbrica Carte da Giuoco Torino - Via Palazzo di Città 2”.
Le carte sono illustrate con figure simboliche: Allegrezza al cuore, Amore, L’amica, Fortuna, Presente di pietre preziose, Disperato per gelosia, Denari, La leggerezza, Falsità. L’allegria, Donna maritata,  ecc.
Ottima conservazione del mazzo di carte. Segni di piega originali e qualche restauro ben eseguito sul foglio delle istruzioni.

Sacre immagini e Sacra Sindone. Torino - Milano - Roma, 1626 - 1760 circa.


In-8°, l’opera contiene complessivamente 56 documenti di argomento sacro, numerati a mano nell’angolo superiore, posto in fine l’indice manoscritto a china in chiara e ordinata grafia.
La maggior parte sono stati ripiegati e presentano segni di piega originali, altri sono stati finemente acquerellati a mano all’epoca.
La miscellanea inizia con la raffigurazione della Crocifissione, a seguire il velo della Veronica. Il terzo è un  importante documento che raffigura il Sacro Lino durante l’Ostensione della Santa Sindone del 1750, fatta per le nozze del Duca Vittorio Amedeo III e Maria Antonia di Spagna, presenti nella raffigurazione insieme a cinque Vescovi e altri personaggi.
La quarta incisione, di grandi dimensioni (mm 380 x 325) raffigura Pietro e Paolo con San Sebastiano e ai lati la figura dell’impronta dei piedi di Gesù Cristo.
È presente un’incisione su seta intitolata “Nostra Signora Ausiliatrice”.
Enigmatica e curiosa è quella relativa alla Croce Angelica del filosofo San Tommaso d’Aquino, formata da quattro frasi palindrome, disposte nel seguente modo: partendo dalla lettera centrale, la C (di Crux) e procedendo verso l’alto si legge ripetuta più volte la seguente frase  “CRUX MIHI CERTA SALUS”. Andando verso il basso si legge “CRUX EST QUAM SEMPER ADORO”. Sul braccio destro della croce “CRUX DOMINI MECUM”. Infine sul braccio sinistro “CRUX MIHI REFUGIUM”.
È presente inoltre l’effigie di S. Brizio (mm 260 x 395) impressa ad inchiostro azzurro.
Sono raffigurate anche la Sacra Famiglia, l’Annunciazione, San Michele Arcangelo, San Calimero, San Gervaso e Protaso, Sant’Antonio, San Tommaso d’Aquino, San Filippo Neri, Santa Cecilia, martiri, Pontefici e Vescovi, ecc.
Legatura del Settecento in mezza pelle marrone, piatti marmorizzati con angoli in pelle, dorso con filetti e la scritta “Sacre Immagini” impresse in oro.
Corposa, insolita e interessante raccolta di documenti religiosi popolari.
Ottimo stato di conservazione.
cfr. Gribaudo, La Sindone nei secoli nella collezione di Umberto II, pag. 106 n° 21-25-b; L’Ostensione della SS. Sindone XXXIV-a.

Ostensione della Ss. Sindone. Torino, Gros-Monti & C., 1931.         

Cromolitografia originale (mm 700 x 1000 il foglio).
Eseguita a Torino nel 1931 presso lo stampatore Gros-Monti & C.
Raro manifesto litografico creato per l’Ostensione della Santa Sindone di Torino, esposta dal 4 al 24 maggio del 1931.
Il Lenzuolo con impresso il corpo dell’Uomo Sindonico è sorretto da due figure angeliche. Sullo sfondo campeggiano tre note architetture cittadine: in primo piano la cupola del Duomo di Guarino Guarini, in secondo piano la Mole di Antonelli e sullo sfondo la Basilica di Superga di Juvarra.
Nella parte inferiore centrale titoli inseriti entro cartiglio su fondo nero.
La “Gros-Monti”, stabilimento di arti grafiche, fondato nel 1925 in zona San Paolo, ebbe a capo 3 persone: Giacomo Monti, Mario Bosio e il professore Mario Gros, disegnatore e grafico, autore di manifesti dallo stile essenziale ma aggressivo, anticipatore per certi aspetti dello stile di Armando Testa. Iniziò a collaborare presso lo stampatore all’età di 18 anni, in qualità di disegnatore. La Gros Monti  con gli anni conquistò una posizione di primo piano, avendo sempre innovato le tecnologie, portando a Torino le macchine offset, che raddoppiarono i formati e la produzione.
Affiche in ottimo stato conservazione, inserita in cornice laccata blu notte.

Montisferrati Ducatus. Amsterdam, Joannes Janssonius, 1650 circa.


Incisione originale eseguita su rame, acquerellata a mano all’epoca, testo in francese al verso (mm 485 x 380 l’impressione più ampi margini).
Impressa ad Amsterdam nel 1650 circa da Joannes Janssonius (*Arnhem 1588 - †Amsterdam 1664), su disegno di Henricus Hondius (*Amsterdam 1597 - †1651) inserita nell’opera geografica “Novus Atlas”.
Carta geografica raffigurante il Monferrato e i territori circostanti.
In alto a sinistra ornamentale cartiglio contenente titolo in latino. In alto a destra edicola contenente scale distanziometriche. In basso a destra sontuoso cartiglio sormontato da stemma con dedica in latino.
Buono stato conservativo.
cfr. Koeman II, ME 171.

Carta geografica dell’isola di Sicilia. Venezia, Giambattista Albrizzi, 1740.


Incisione originale eseguita su rame, acquerellata a mano all’epoca (mm 520 x 380 l’impressione più margini).
Impressa a Venezia nel 1740 da Giambattista Albrizzi (*Venezia 1698 - †1777) e inserita nell’opera “Atlante Novissimo”.
Dettagliata carta geografica della Sicilia, inserita entro cornice graduata ai margini. In alto a sinistra decorativo cartiglio contenente titolo e stemma del Regno di Sicilia sostenuto da due putti, con paesaggio animato e con l’Etna in eruzione.
Scala distanziometrica in alto a destra. È presente nella parte inferiore sinistra una rosa dei venti.
Perfetta conservazione.
cfr. La Gumina, pagg. 216-311.

Joan Mirò. La luna verde. Parigi, Marzo & C., 1972.


Litografia originale a più colori delle dimensioni (mm 495 x 320 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1972 da Joan Mirò presso lo stampatore A. C. Mazo & C., facente parte dell’opera intitolata “Joan Mirò Litographe ”.
L’opera dell’artista è espressa con i tipici colori accesi e con i suoi tratti gestuali. Lo stile dell’esecuzione non è lineare ma “casuale”. Usa il colore e la forma in modo simbolico piuttosto che letterale, combinando elementi astratti con motivi ricorrenti.
Il pittore, scultore e ceramista spagnolo Joan Miró (*Barcellona 1893 - †Palma di Maiorca 1983) è stato il rappresentante del surrealismo in assoluto più radicale e conosciuto al mondo.
Ottimo stato conservativo della carta e del colore. 

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