Facebook  Twitter  IT EN
Featured products

Raoul Dufy. Amphitrite. Parigi, 1930.

Incisione originale eseguita all’acquaforte, firmata in lastra dall’artista (mm 135 x 195 l’impressione più ampi margini).
Impressa a Parigi nel 1930 da Raoul Dufy presso lo stampatore Floury.
Incisione d’artista che ritrae un nudo di donna.
Raoul Dufy pittore francese nato a Le Havre nel 1877 e morto a Forcalquier nel 1953. Studiò a l’École des beaux-arts di Le Havre la pittura impressionista quindi, vivamente colpito dalla mostra di Vincent Van Gogh (1901) e venuto a contatto con Matisse (1905). Nel 1907 si volse a ricerche di costruzione degli oggetti, con riferimento a Paul Cézanne e parallelamente a Matisse e a Picasso. Fino al 1911 la sua pittura si distinse per rigorosa severità. Svolse anche un’attività geniale e multiforme di decoratore: modelli di stoffe, cartoni per arazzi, illustrazioni per opere, ecc., e squisite decorazioni su ceramiche.
Ottima conservazione.

Il Dante, con argomenti, & dechiaratione de molti luoghi, novamente revisto, & stampato. Lione, per Giovan di Tournes, 1574.

In-12°, 540 pagg. num, 1 c. non num. (le pagg. 175, 178, 186, 240, 418, 534 paginate per errore 157, 177, 189, 238, 388, 345).
Al frontespizio medaglione di Dante inciso su legno, capilettera e fregi xilografici al principio di ogni canto, dedica a Maurizio Sceva, al margine alcune brevissime dichiarazioni ricavate dal Commento del Landino, in fine marca circolare di De Tournes con motto interno: Vertu mai non casca e motto esterno: Son tour a chacun. 
Completo.
Legatura del Settecento in piena pergamena, piatti muti, passanti in pelle allumata visibili al dorso con titolo e data manoscritti a china.
Prima edizione impressa in Francia, dopo la contraffazione aldina fatta da Troth di Lione. Numerose edizioni fecero seguito dopo questa impressa a Lione del 1547.
Il testo ha inizio con la dedica a Maurizio Sceva, amico di Jean De Tournes (*Lione 1504 - †1564), poeta e letterato che ebbe il merito di ritrovare in una Chiesa di Avignone la tomba di Laura petrarchesca. Segue il poema fino alla pagina 535, poi il “Summario di la vita di Dante”, l’epitaffio e una dedica al lettore. Da notare che De Tournee prepone alla francese, l’articolo al nome Dante.
Buono stato conservativo dell’opera. Segnaliamo antico restauro di circa tre cm al margine inferiore del frontespizio, probabilmente realizzato per celare l’antico nome di appartenenza del libro.
cfr. Mambelli 22; Gamba 888; De Batines I 85; Fiske 8; Berio 48. 

Torquato Tasso. La Gerusalemme liberata. Genova, Giuseppe Pavoni, 1617.

In-folio piccolo, 3 parti in un volume.
1ª parte: 8 cc. non num. incluso il doppio frontespizio, 256 pagg. num. (ultima bianca), (errore di numerazione alle pagg. 43 e 76).
Nota manoscritta a china sulla prima carta bianca, primo front. figurato con complesso architettonico animato da figure allegoriche-mitologiche contenente in alto al centro cartiglio con ritratto del Duca Carlo Emanuele di Savoia ed ai lati Marte e Pallade, secondo front. figurato con cornice architettonica avente in alto al centro riquadro con titoli sorretto da due putti alati, nella parte centrale ritratto del Tasso e sullo sfondo veduta del porto di Genova, testo in caratteri corsivi e disposto su due colonne, numerosi capilettera istoriati e semplici, testatine e finalini, dedicatoria, 20 incisioni su rame dai disegni di Bernardo Castello, nel testo e a piena pagina, raffiguranti gli episodi più salienti del Poema, tutte racchiuse entro belle bordure diverse tra loro.
2ª parte: 71 pagg. num., 1 pag. non num.
Testo in caratteri corsivi e disposto su due colonne, svariati capilettera, testatine e finalini, nella parte superiore della prima pagina il titolo “Annotationi di Scriptio Gentili nella Gierusalemme di Torquato Tasso”, dedica al lettore al verso dell’ultima pagina.
3ª parte: 36 pagg. num., 2 cc. non num.
Testo in caratteri corsivi e disposto su due colonne, capilettera, testatine e finalini, nella parte superiore della prima pagina il titolo “Luoghi osservati dal Mag. Giulio Guastavini”, tavola dei nomi in fine.
Completo.
Legatura dell’epoca in pieno cuoio muto, dorso a 5 nervi, entro ogni comparto ricche decorazioni e ferri fitomorfi impressi in oro, nome dell’autore e titolo entro tassello bordeaux, sguardie marmorizzate, tagli spruzzati rossi, 2 ex-libris al contropiatto anteriore.
Splendida e celebre edizione, la seconda illustrata del poema. Le figure a piena pagina intercalate nel testo, sono state magistralmente incise da Agostino Carracci e Giacomo Franco dai disegni di Bernardo Castello. Ad ogni Canto corrisponde una tavola e l’Argomento di ciascun Canto è inserito in cartiglio xilografico.
Quest’opera composta da Torquato Tasso (*Sorrento 1544 - †Roma 1595) tra il 1559 e il 1575, composta inizialmente da sedici canti, fu stampata integralmente senza la sua autorizzazione solamente nel 1580 - 1581. Seguirono, con il titolo di Gerusalemme liberata, altre edizioni sia parziali che complete, nessuna delle quali riconosciute dal Tasso, che continuò ossessivamente a correggere il testo per quasi vent’anni, finché nel 1593 autorizzò la pubblicazione di una versione profondamente modificata dell’opera composta da 24 canti e con il titolo di “Gerusalemme conquistata”.
Ottimo esemplare ben inchiostrato. Segnaliamo due restauri abilmente eseguiti ai piatti.
cfr. Graesse VII 33; Olschki-Choix XII 18727; Cicognara 1113; Piantanida III 3846; Gamba 948; Brunet V 666; Raccolta Tassiana 198.

Vedute di Torino di Francesco Mennyey, 1930 circa.  

Presso la libreria diverse ncisioni originali eseguite a tecnica mista: acquaforte e acquatinta, firmate Francesco Mennyey (mm 400 x 500 circa l’impressione più ampi margini).
Impresse a Torino nel 1930 circa da Francesco Mennyey.
Rare e pittoriche vedute raffiguranti insoliti scorci di Torino.
Esemplari numerati a matita in alto a destra, sul lato inferiore destro di ogni tavola la firma dell’artista e a sinistra il titolo.
Esecuzioni incisorie impresse in pochissimi esemplari da Francesco Mennyey, pittore ed acquafortista torinese del Novecento.
L’artista nacque a Torino il 7 febbraio 1889 e ivi morì il 15 ottobre 1950. Studiò all’Accademia Albertina, dove si specializzò nell’acquaforte. Insegnò arte e tecnica dell’incisione presso la Scuola di Arti Grafiche di Torino. Espose per la prima volta alcune opere alla Promotrice di Torino nel 1914 e successivamente ad altre mostre torinesi. Espose inoltre su invito alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma e Torino, nonchè a mostre di incisione italiana all’estero (Parigi, Atene, Sofia ecc.). Alcune opere sono patrimonio delle gallerie di arte moderna in Italia e all’estero e molte si trovano presso importanti collezioni private e all’Archivio Storico della città di Torino.
Buono stato di conservazione della carta e dell’impressione.
cfr. Collezione Simeom, pag. 96.

Kokoschka, Oskar - Jouhandeaum, Marcel. Le bal masquè. Parigi, Ernst Gloor/Chez Wolfensberger, 1967.

In-folio elefante (mm 820 x 597), 10 pagg. non num incluso il frontespizio, 8 pagg. non num. (che accompagnano le tavole).
Frontepizio, sonetto, occhietto, 1 tavola di giustificazione, 2 tavole di giustificazione con firme autografe di Kokoschka e di Jouhandeau, eseguite a matita, indice, 7 litografie originali a colori, firmate dall’artista, 6 tavole a colori create dall’autore per l’Opera di Giuseppe Verdi eseguita a Firenze nel 1962.
Completo.
Legatura in cartone, contenuta entro scatola originale in piena tela juta con titolo in corsivo rosso al piatto anteriore.
Dopo la stampa dell’opera, tutte le lastre di pietra furono distrutte, per tutelarne la diffusione e garantire che gli esemplari in circolazione fossero esclusivamente quelli voluti dall’artista.
Curiosa opera di insolite dimensioni, figurata dal grande esponente dell’ espressionismo viennese, pittore e drammaturgo e poeta austriaco Oskar Kokoschka (*Pöchlarn 1886 - †Montreux 1980).
Eemplare n° 26, uno dei 71 nominativi Monsieur Raphael Benazeraf eseguito su carta Vélin pur Chiffon d’Arches.
Perfetto stato di conservazione dell’opera.
cfr. Wingler - Welz 367-373.

"Europae". Anversa, Abraham Ortelius, 1592.



Incisione originale eseguita su rame, acquerellata a mano all’epoca, testo in latino al verso (mm 465 x 345 l’impressione più margini).
Impressa ad Anversa nel 1592 dal cartografo Abraham Ortelius, presso lo stampatore Plantin e inserita nell’opera “Theatrum Orbis Terrarum”.
Interessante carta geografica raffigurante l’Europa. In alto a sinistra un toro e una figura
allegorica sovrastano una lapide contenente la scritta “Europae”.
Il Theatrum Orbis Terrarum (Teatro del mondo) è considerato il primo e completo atlante della cartografia moderna, impresso ad Anversa in prima edizione da Abraham Ortelius (*Anversa 1527 - †1598) nel 1570.
Ottima conservazione e vivace coloritura coeva. Cornice in legno scuro con fascia interna pitturata nera.
cfr. Koeman III, Ort. 27B.

Pages: 12345678910
Alai Logo
lila lilab Logo