Twitter  IT EN
Featured products

Lago Maggiore. Milano, Ronchi, 1840 circa.


Incisione originale eseguita all’acquatinta, miniata a mano all’epoca (670 x 345 compresi i margini).
Impressa a Milano nel 1840 circa da Giuseppe Elena, presso lo stampatore Ronchi e venduta da Pietro Barelli (come si evince dal timbro al verso).
Scenografica veduta panoramica del Lago Maggiore con le Isole Borromee
: Isola Bella, Isola dei Pescatori e Isola Madre, impreziosite dai loro palazzi e ricchi giardini e il ponte di Baveno, transitato da un carro e da una diligenza.
La fedeltà nella ripresa dei luoghi e la ricchezza dei dettagli, procurano un grande effetto scenografico attraverso ricercati contrasti di luce.
Sulla sinistra, in primo piano, una donna e un pescatore raffigurati in scene di vita quotidiana.
Raffinata coloritura coeva eseguita a tempera da abile artista
. Lungo il lato inferiore centrale il titolo in tinta oro.
L’incisore italiano Giuseppe Elena (Codogno 1801 - Milano 1867) ebbe nel 1827 la concessione della licenza per l’apertura di una sua stamperia, che segnò l’esordio di una lunga carriera da disegnatore e incisore.
La presente veduta non è citata in “Elogio del Lago Maggiore”.
Perfetto stato conservativo della carta e perfetta conservazione del colore.
cfr. Benezit V 86.

Pharmacopoea taurinensis. Nunc primum edita jussu Augustissimi Regis. Torino, Giovanni Battista Chais, 1736.  

In-4°, 4 cc. non num. incluso il frontespizio, 246 pagg. num., 8 cc. non num.
Frontespizio figurato con marca tipografica raffigurante stemma sabaudo sormontato da corona reale e sostenuto da due leoni rampanti, testo in latino, capilettera istoriati, testatine e finalini, prefazione, cenni su “Pharmacopoea taurinensis”, 2 tavole incise su rame, fuori testo e più volte ripiegate raffiguranti apparecchi utili per la preparazione di alcolici tramite un processo chiamato distillazione, in fine indice.
Completo.
Legatura in piena pergamena semifloscia riutilizzata, piatti che lasciano intravedere scritture gotiche, dorso con tassello contenete titoli (non perfettamente leggibile).
Quest’opera contiene molti riferimenti a vini aromatizzati ed è la prima testimonianza ufficiale del cosiddetto “vinum absinthites” o “absinthium” comunemente conosciuto con il termine di vermut.
Conosciuto sin dal 400 a.c., si ritiene sia stato inventato da Ippocrate. Veniva ottenuto facendo macerare nel vino i fiori del dittamo di Creta e dell’artemisia absinthium. Questa ricetta base si arricchì nel corso del cinquecento con l’aggiunta delle spezie provenienti dall’India e dall’Africa (cannella, chiodi di garofano, noce moscata, rabarbaro, mirra, zenzero, legno di sandalo e zeodaria) e più tardi dall’America (vaniglia e corteccia di china). Venezia, capitale del commercio di spezie, divenne subito un importante centro di vini aromatizzati, alla quale si aggiunse in seguito il Piemonte, che grazie alla ricca disponibilità di vini bianchi e secchi e di piante spontanee delle Alpi e Prealpi (achillea, genziana, artemisia) contribuì enormemente all’espansione di questa particolare branca della liquoreria.
Prima e rara edizione
di questa raccolta di ricette e di metodi di preparazione di farmaci nella città di Torino.
Interessante opera in buono stato di conservazione.
cfr. Ferguson II 190; Blake 350.

Planiglobii terrestris cum utroq hemisphaerio caelesti. Norimberga, Johann Baptiste Homann, 1720.  

Incisione originale eseguita su rame acquarellata a mano all’epoca (mm 600 x 500 l’impressione più margini).
Impressa a Norimberga nel 1720 da Johann Baptiste Homann.
Raro e dettagliato doppio planisfero terrestre,
impreziosito da emisferi celesti e scene di fenomeni naturali.
Le raffigurazioni allegoriche nella parte sottostante sono una ricca combinazione di scienza, fantasia e grande maestria: l’Etna in eruzione, numerosi fenomeni naturali terrestri e marittimi e la raffigurazione di teorie dell’universo. Putti animano la scena  e due reggono l’ampio drappo contenente i titoli in latino lungo tutta la parte superiore. Nella parte inferiore, descrizione della tavola con testo in latino.
Johannes Baptiste Homann (1663 - 1724) fu un abile incisore, cartografo ed editore. Iniziò la propria attività incidendo lavori di altri cartografi, ma a partire dai primi del ’700 avviò a Norimberga un vero e proprio laboratorio cartografico, la cui attività venne portata avanti anche dopo la sua morte dagli eredi, sotto il nome di Eredi Homann.
Buono stato di conservazione della carta, dell’impressione e del colore.

Scorci di Torino. Torino, Doyen & C., 1839. 

Sei litografie originali, finemente acquerellate a mano all’epoca “a la gomme” (mm 305 x 230 circa il foglio).
Eseguite a Torino nel 1839 su disegni di Enrico Gonin , presso il litografo Doyen & C.
1. Torino preso dalla Vigna della Regina.
Pittorica veduta prospettica della città, presa dalla Villa della Regina.
2. Piazza Castello.
Animata veduta prospettica di piazza Castello, con i palazzi Reale e Madama. Sullo sfondo la cancellata in bronzo già progettata e che sarà fatta collocare dal Re Carlo Alberto, su disegno di Pelagio Pelagi, nel 1842, al posto del vecchio padiglione in legno distrutto da un incendio.
3. Piazza S. Carlo.
Veduta di piazza San Carlo, con le chiese di Santa Cristina e San Carlo. Per la prima volta, al centro della piazza compare la statua equestre in bronzo di Emanuele Filiberto, conosciuta anche come ’L Caval ’d brônz, opera dello scultore Carlo Marocchetti.
4. Piazza Carignano.
Veduta prospettica di piazza Carignano, con il palazzo e teatro omonimi. Sullo sfondo il palazzo dell’Accademia delle Scienze e l’attuale via Lagrange.
5. Piazza Vittorio.
Una moltitudine di personaggi e carrozze animano questa veduta di piazza Vittorio Emanuele (oggi piazza Vitorio Veneto).
6. Piazza Emanuele Filiberto.
Veduta prospettica di piazza Emanuele Filiberto (oggi piazza della Repubblica). Sullo sfondo la cupola della Basilica Magistrale di S. Croce.
Perfetta conservazione della carta, della litografia e del colore di ogni singola tavola.
cfr. Ada Peyrot, Torino nei secoli, tomo II, n° 426.

Pages: 1234567
Alai Logo
lila lilab Logo