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Carte geografiche varie. Venezia, Antonio Zatta, 1775 - 1785.

Incisioni originali eseguite su rame, acquerellate a mano all’epoca lungo i confini e nei cartigli.
Impresse a Venezia tra il 1775 ed il 1785 da Antonio Zatta e inserite nell’opera “Atlante novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni, e scoperte fatte dai più celebri e recenti geografi”.
Carte geografiche di fattura e gusto veneziano, raffiguranti le varie parti del mondo e dell’Italia, vivacemente acquerellate a mano all’epoca da abile mano. Ogni carta è animata da decorativi cartigli di gran gusto, formati da decorazioni floreali, paesaggi, marine, personaggi e architetture tipiche del luogo raffigurato.
Antonio Zatta (*Venezia 1757 - †1797) tipografo, cartografo, editore e libraio veneziano fu tra i più attivi del suo tempo in ogni campo dell’editoria.

Doppelmayr, Johann Gabriel. Atlas coelestis in quo mundus spectabilis et in eodem... Norimberga, Heredi Homann, 1742.

In-folio grande, 3 cc. non num. inclusa l’antiporta e il frontespizio, 30 tavole num.
Precede il frontespizio un’antiporta interamente incisa su rame da . J. C. Reinsperger su disegno di J. J. Preisler, raffigurante Tolomeo, Copernico, Keplero e Tycho Brahe con strumenti e rappresentazioni astronomiche, con titolo inserito entro grazioso cartiglio nella parte inferiore centrale, frontespizio con vignetta calcografica rappresentante sole radiante con motto “Numquam cessat”, indice delle tavole su due colonne, 30 tavole incise su rame su doppia pagina, acquerellate a mano all’epoca, contenenti rappresentazioni del cosmo e osservazioni astronomiche.
Completo.
Legatura in pieno cuoio dell’epoca, dorso a 9 comparti con decorazioni floreali e titoli impressi in oro, sguardie marmorizzate, tagli color rosso intenso.
Raro e suggestivo trattato di argomento astronomico in prima edizione.
Le tavole rappresentano diagrammi, schemi, visioni del cosmo, delle costellazioni e le raffigurazioni delle teorie dei più grandi studiosi e astronomi della storia: Tolomeo, Copernico, Keplero, Tycho Brahe.
Johann Gabriel Doppelmayr (*1677 - †1750) matematico, cartografo e astronomo tedesco, fu membro della Royal Society di Londra, dell’Accademia di Berlino, Vienna e San Pietroburgo. Pubblicò opere di carattere scientifico e astronomico. Solamente nel 1742 completò il presente studio, l’Atlas Coelestis, completo capolavoro e concentrato di conoscenze ed esperienze sull'argomento.
Ottimo stato conservativo delle tavole e dell’opera in generale.
cfr. Graesse II 427.

 

Tommaseo-Bellini. Dizionario della lingua italiana nuovamente compilato. Torino, Società Unione Tipografica-Editrice, 1865 - 1879.

In-folio, 4 volumi (composti ognuna da 1ª e 2ª parte) in 8 tomi.
Opera completa.
Legature dell’epoca in mezza pergamena rigida, piatti marmorizzati con angoli in pergamena, dorsi
riccamente decorati da fregi fitomorfi in oro e tasselli in pelle contenenti numerazione e titoli impressi in oro, tagli spruzzati marroni.
Nel 1858, grazie anche ad un accordo con l’editore Pomba, lo scrittore NicolòTommaseo (*Sebenico 1802 - †Firenze 1874) iniziòla sua opera piùimponente, il “Nuovo dizionario della lingua italiana”, in 8 tomi, concluso tra il 1865 e il 1879 grazie anche all’aiuto di Bernardo Bellini e di Giuseppe Meini, dopo la sua morte.
Ricercata edizione del “dizionario della lingua italiana", riferimento ancora attuale per il nostro linguaggio.
Buono stato conservativo dell’opera.

Canal, Giovanni Antonio, detto “Canaletto”. Prà della Valle. Venezia, dopo il 1744.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 430 x 300 l’impressione più 30 mm di margini), su carta vergellata.
Impressa a Venezia da Giovanni Antonio Canal (*Venezia 1697 - † 1768).
Il presente secondo stato, non precisamente datato dalle varie bibliografie, viene indicato normalmente dopo il 1744.
Sul lato inferiore sinistro la firma dell’autore (A. Canal f.), al centro il titolo e a destra  numerazione E3, a testimonianza del secondo stato, su due.
La tavola raffigura Prà della Valle (Prato della Valle), la grande piazza monumentale di Padova.
Grande animazione di personaggi in tutta la rappresentazione. La delineazione di queste piccole figure è estremamente suggestiva.
La presente veduta riveste anche un notevole interesse storico e urbanistico, in quanto mostra la grande piazza padovana, fra le più vaste d’Europa, prima che i lavori di risanamento promossi dal Procuratore straordinario Andrea Memmo nel 1775-1776 ne modificassero profondamente l’aspetto, con la creazione di un canale di forma ellittica intorno all’Isola Memmia, posta al centro.
L’incisione fa parte della raccolta “Vedute altre prese da i luoghi altre ideate da Antonio Canal” composta da 34 tavole più il frontespizio.
Perfetto esemplare in eccezionale stato conservativo e ampi margini.
cfr. Bromberg, Canaletto’s Etchings, n° 8.

Vernet, Carle. Campagnes des Français sous le Consulat & l’Empire. Parigi, Libraire rue Visconti, s.d. (1834).

In-folio, 4 cc. non num. inclusi l’antiporta e il frontespizio, 5 tavole di ritratti, 60 tavole di vedute.
Antiporta con ritratto di Napoleone I e facsimile di autografo dello stesso, frontespizio in caratteri rossi e neri figurato con aquila napoleonica, indice delle tavole, notizie biografiche disposte su due colonne, 5 tavole con 100 ritratti complessivi di marescialli e generali napoleonici, inseriti entro medaglioni ed incisi da Bovinet, 60 animatissime tavole a piena pagina disegnate dal Vernet ed incise in rame da differenti artisti, quali: L. J. Masquelier, Daudet, P. P. Choffard, Dambrun, Duprél, J. Bosq, raffiguranti le principali battaglie e gli ingressi trionfali delle truppe francesi. Tra le localitàrappresentate ci sono Millesimo, Mondovì Lodi, Milano, Pavia, Livorno, Castiglione, Roveredo, San Giorgio, Arcole, Rivoli, la Favorita, il Tagliamento, Venezia, Mantova, Torino, Napoli, il valico del Monte San Bernardo, Montebello, Marengo, ecc. Completo.
Elegante legatura, eseguita da abile artista-legatore francese, in pieno marocchino verde dei primi anni del Novecento, piatto anteriore con doppio filetto in oro e cornice impressa a secco contenente una tempesta di api viste di dorso con le ali chiuse (l’ape nella vessillologia napoleonica èsimbolo di immortalitàe di resurrezione), al centro del piatto campeggia stemma di Napoleone pitturato con aquila in rilievo, in metallo dorato, dorso con filetti e titoli in oro, sguardie in seta verde, tagli dorati. Contenitore a cofanetto in piena seta verde con dorso in pelle. Il volume, in seconda edizione, è una raccolta di incisioni tratte dai dipinti originali di Carle Vernet (*Bordeaux 1758 - †Parigi 1836), interessanti sia dal punto di vista storico che artistico.
Stupendo e unico esemplare, completo in ogni sua parte e in perfetto stato di conservazione.
cfr. Cremonini 87 (con precisa collazione di tutte le tavole della prima edizione, che erano solamente 24).

Della Bella, Stefano. "L'arrivo a Firenze" 1655.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 186 x 245).
Impressa nel 1655 da Stefano Della Bella, tratta dalla serie Quattro grandi paesaggi in altezza.
Rappresentativa incisione di abile e conosciuto artista fiorentino.
La tavola, di una serie di quattro fogli, raffigura un paesaggio dominato da un imponente albero in primo piano. A destra è raffigurata una dama a cavallo, preceduta da un viandante che porta delle ceste.
La veduta panoramica di Firenze si intravede in secondo piano: a sinistra si riconosce la cupola di Santa Maria del Fiore, affiancata a destra dal campanile di Giotto.
Firenze sullo sfondo fu erroneamente identificata con Roma nella prima catalogazione di De Vesme.
Nitida impressione ben contrastata, stampata con segno ricco e brillante su sottile carta vergellata.
Secondo stato su quattro, riconoscibile (seppur privo di margini) per la presenza di alcuni ritocchi al bulino.
Stefano Della Bella (*Firenze 1610 - †1664) incisore e pittore, attivo presso la corte dei De Medici per i quali si è recato a Roma e a Parigi ottenendo commissioni e successi. Si avvicinò prima allo stile del Callot per poi maturare un proprio raffinato linguaggio grafico frutto dei suoi viaggi e dei suoi studi.  Nelle sue opere troviamo sfondi bucolici, dove animali e genere umano convivono con grazia e armonia.
Esemplare rifilato sull’impronta della lastra, in buono stato di  conservazione. Due restauri abilmente eseguiti nella parte marginale, riconoscibili solamente al verso.
cfr. De Vesme - Massar 783.

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