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Piovani, Andrea. Congregationis oratorii de urbe demonstrationes geometricæ… Roma, Jo. Zempel e Jo. de Meij, 1728.


In-8°, 18 cc non num. inclusa l’antiporta e il frontespizio, 217 pagg. num., 1 pag. non num.
Antiporta figurata incisa a piena pagina da Filippo Vasconi su disegno di Ghezi, frontespizio figurato in caratteri rossi e neri con fregio floreale, testo in latino, numerosi capilettera istoriati, eleganti testatine e finalini, dedica a Vittorio Amedeo, 68 incisioni intercalate nel testo (comprese 6 testatine allegoriche) raffiguranti figure geometriche.
Completo.
Legatura in piena pergamena rigida coeva, piatti muti, al dorso finto tassello contenente titoli impressi in oro, contropiatti marmorizzati, tagli spruzzati rossi, ex-libris al contropiatto anteriore dell’editore italiano di origine prussiana Leo Samuele Olschki (*Johannisburg 1861 - †Ginevra 1940).
Prima ed unica edizione di questo raro trattato di geometria di Andrea Piovani (*1657 - †1730).
Opera in buono stato di conservazione.
cfr. Riccardi I/2, 281: 1.

Célébration du mariage. Parigi, Basset, 1810 - 1820 circa.

Incisione originale eseguita all’acquatinta a più colori  (mm 455 x 390 l’impressione più margini).
Impressa a Parigi nel 1810 - 1820 circa da Jean Pierre Marie Jazet, tratta dal dipinto di Hyppolite Le Comte, presso l’editore Basset.
Rara e delicata esecuzione incisoria raffigurante la celebrazione di un matrimonio.
La scena, carica di piacevole e misurato brio, è curata nei minimi dettagli: il pizzo della veste della sposa al centro della composizione, le ombre riflesse sul muro grigio, il quadro con il battesimo di Cristo appeso alla parete, il campanello dimenticato sul pavimento, sono tutti particolari che conferiscono naturalezza all’opera.
La tavola fa parte di una serie composta da quattro: la presente “Célébration du Mariage”, “La demande en Mariage”, “Le retour de l’Èglise” e “Le repas de Noce”.
Lungo il lato inferiore il titolo in francese e una copiosa spiegazione della scena raffigurata, disposta su due colonne.
Jazet, nato a Parigi nel 1788 e morto a Yerre nel 1871 fu un abile artista specializzato nell’incisione all’acquatinta e alla maniera nera.
Bell’esemplare magistralmente impresso a colori su carta forte, completo dell’impronta della lastra e con margini ampi.
cfr. Benezit VII 497; Beraldi, Les Graveurs du XIX siecle, Parigi 1889, vol. III, pag 233.

Tesauro, Emanuele. De’ campeggiamenti del Piemonte… Torino, s.n.t. (1640).


In-folio piccolo, 3 cc. non num. inclusi l’antiporta, il frontespizio e una dedica, 218 pagg. num., 1 tavola rip.
Antiporta incisa su legno con l’allegoria della Virtù e della Fortuna che giocano a dadi su un tamburo, nell’angolo superiore destro nastro contenente motto “Nunc mihi nunc alii”, frontespizio con fregio tipografico, capilettera e fregi xilografici, dedica dell’autore al Cardinal Maurizio di Savoia, 1 tavola fuori testo incisa su rame da Giovanni Paolo Bianchi, su disegno del Capitano Agostino Parentani, raffigurane la pianta della città assediata nel 1640, fuori dalla battuta del rame, il titolo: Vero tipo della città, circonvallatione, et posti di Torino assediato l’anno MDCXXXX. Segue una legenda con 20 richiami, seguita da altri 31 richiami, utili per far riconoscere le fortificazioni e le posizioni delle truppe. È la prima pianta topografica in cui compare il nuovo ingrandimento verso Porta Nuova, fatto eseguire nel 1620 dal duca Carlo Emanuele I. Di questa tavola esistono esemplari senza didascalia. Curiosamente in fine è stata legata un’altra pianta, sempre incisa da Giovanni Paolo Bianchi, su disegno di Agostino Parentani (vedi bibliografia di Ada Peyrot, tomo I, n° 31, definita rarissima). La vista della città assediata è assai simile a quella precedente, ma orientata in senso inverso e con l’estensione dei dintorni più ampia.
Completo.
Legatura coeva in mezza pelle marrone, piatti in carta spruzzata, dorso danneggiato con titoli, filetti e fregi impressi in oro, tagli spruzzati rossi.
Importante trattato bellico, ad opera del letterato, drammaturgo e storico torinese Emanuele Tesauro (*Torino 1592 - †1675), sull’assedio di Torino del 1640, arricchito dalla seconda pianta topografica della città, di estrema rarità.
La prima edizione, apparsa frettolosamente nel 1639 per i tipi dell’editore Federico Alessandro Cavalleris ‘libraro di S.A.R.’, si concentrava unicamente sugli avvenimenti bellici avvenuti nelle Fiandre. La presente e seconda edizione, invece si concentra esclusivamente sulle guerre civili piemontesi (La rivolutione della fortuna per l’assedio di Casale. Et Torino assediato e non soccorso).
Buono stato di conservazione. Mancanze e usure al dorso ed ai piatti.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo I, n° 30-31.

Dabovich, P. E. Dizionario tecnico e nautico di marina. Milano, Urlico Hoepli, 1883.

In-4°, opera in 4 volumi, formata dal volume 1°, supplemento al volume 1°, volume 2° parte 1ª e parte 2ª.
1° volume: XVI pagg. num. (ultima bianca) incluso il doppio frontespizio, 1248 pagg. num.
supplemento: XII pagg. num. incluso il doppio frontespizio, 872 pagg. num.
2° volume 1ª parte: XIV pagg. num. (ultima bianca) incluso il doppio frontespizio, 1356 pagg. num. (ultima bianca).
2° volume 2ª parte: XIV pagg. num. (ultima bianca) incluso il doppio frontespizio, 11166 pagg. num. (ultima bianca).
Opera completa.
Legature editoriali in tela percallina blu, titoli in nero e strumenti nautici ai piatti anteriori dorsi con titoli in oro e ancora marina impressa in oro al centro, sguardie nere, ex-libris di Joannis Baptistae Allori ai contropiatti anteriori.
Uno dei più completi dizionari nautici della storia della marina, in quattro volumi, con inseriti migliaia di lemmi (in francese, inglese, tedesco e italiano), contenente la terminologia tecnica dell’arte nautica, artiglieria, assicurazione marittima, astronomia, chimica, commercio marittimo, costruzioni navali in legno e ferro, diritto marittimo, fisica, idrografia, ittiologia, macchine, materiali, meccanica, nautica, tattica navale, tecnologia meccanica ecc.
Bell’esemplare in ottimo stato di conservazione, difficile a trovarsi completo del supplemento e della parte seconda del secondo volume.

Carnovale di Torino. Torino, Pietro Briola, 1866.

Litografia originale, firmata in lastra (mm 580 x 413 il foglio).
Eseguita a Torino nel 1866 da Ferdinando Perrin presso l’editore Pietro Briola.
Veduta di grande rarità, sconosciuta alle bibliografie di riferimento consultate, raffigurante una parte di piazza Castello all’angolo con via Po, durante i festeggiamenti del Carnevale 1866.
I balconi di via Po erano gremiti di persone che lanciavano coriandoli al passaggio dei carri allegorici durante la sfilata. In primo piano l’orso e le più conosciute maschere italiane.
Alla fine dell’Ottocento il Carnevale a Torino era tra i più famosi d’Italia richiamando un gran numero di turisti che per giorni affollavano piazza Vittorio, via Po e piazza Castello. Le feste terminavano con la fiaccolata del martedì grasso, concludendosi in piazza Castello con il rogo di un enorme fantoccio, il  Babaciu.
Ferdinando Perrin litografo a Torino nella seconda metà del XIX secolo, fu socio della litografia della quale era titolare il fratello Claudio Perrin, con stabilimento in via Carlo Alberto n° 21, dove rimase fino al 1875. Nel 1878 la ditta si trasferì  in Via Vasco n° 2 mutando la denominazione in Perrin C.
Pietro Briola, editore e litografo, fu attivo a Torino dal 1860 con stabilimento in via San Martiniano (dal nome di un’antica chiesa , soppressa nel 1889) n° 4 e dall’'anno successivo in via San Francesco d’Assisi n°  22 . Nel 1877 la ditta assume la denominazione Briola P. Nipoti.
Buona conservazione. Restauro abilmente eseguito nel margine superiore.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo II, pag. 911- 893.

Abdullah Frères (fratelli Abdullah). Album di fotografie dell’Egitto e dei suoi dintorni. 1870 - 1880 circa.

In-folio oblungo, album contenente 56 fotografie originali all’albumina, applicate su robusto cartoncino, realizzate dai fratelli Abdullah, raffiguranti l’Egitto. Il titolo ed il nome dei fratelli Abdullah, compaiono nella maggior parte delle foto, nella parte sottostante. Di notevole interesse risultano essere le fotografie che raffigurano il popolo, i mestieri come i venditori, i portatori d’acqua, gli usi, le feste, i costumi, alcuni palazzi del Cairo e le zone circostanti il Nilo.
La prima foto ritrae il trentaduesimo sultano dell’Impero Ottomano Abdul Aziz (in turco ottomano عبد العزيز; Istanbul 1830 - 1876).
Legatura in piena tela percallina rossa, al piatto anteriore ricche cornici e decorazioni impresse in oro, dorso con racemi dorati, sguardie floreali.
Raro e interessante documento fotografico, realizzato dai più celebri fotografi operanti in Egitto nella seconda metà dell’Ottocento: i tre fratelli armeni Vichen (1820-1902), Hovsep (1830-1908) e Kevork Abdullah (1839- 1918).
I fratelli Abdullah gestivano uno studio fotografico ad Istanbul, ad Izmir e ad Il Cairo. Nel 1862 vennero nominati fotografi ufficiali reali dal sultano Abdul Aziz, incarico che ebbero anche con il sultano Abdul Hamid II nel 1878. Inoltre realizzarono e documentarono fotograficamente l’immenso Impero Ottomano. Nel 1899 decisero di vendere la loro attività ai fotografi Sebah e Collier.
La raccolta comprende anche 15  fotografie, tutte firmate dei fratelli greci Constantine e George Zangaki (attivi principalmente in Egitto e in Palestina tra il 1860-1880 circa).
Buona conservazione dell’album. Alcune foto, nella seconda parte, risultano leggermente ondulate.

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