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Genoveato. Venezia, Vincenzo Maria Coronelli - Domenico Padoani, 1690 circa.

Incisione originale eseguita su rame su due fogli.
Impressa a Venezia nel 1690 circa da Vincenzo Maria Coronelli, presso lo stampatore Domenico Padoani e inserita nell’Atlante Veneto.
Importante carta geografica raffigurante la Liguria.
1. Genovesato Parte Occidentale (mm 620 x 460 l’impressione piùmargini).
Carta geografica comprendente il basso Piemonte e la Liguria di ponente, da Nizza ad Arenzano.
Sulla metà sinistra del foglio grande cartiglio con putti, stemma e volute, contenente il titolo. Grande scala di
miglia italiane sorretta da putti marini nell'angolo inferiore destro.
2.Genovesato Parte Orientale (mm 610 x 450 l’impressione piùmargini).
Continuazione della grande carta, comprendente la Liguria di levante, da Vesima a Viareggio.
Grande cartiglio nella parte inferiore sinistra contenente titolo, animato da putti e stemma. Inoltre è presente la dichiarazione delle note e blasoni inserite nelle due tavole. Ottimo stato conservativo di entrambi i fogli.
cfr. Armao 52.

Canal, Giovanni Antonio, detto “Canaletto”. Prà della Valle. Venezia, dopo il 1744.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 430 x 300 l’impressione più 30 mm di margini), su carta vergellata.
Impressa a Venezia da Giovanni Antonio Canal (*Venezia 1697 - † 1768).
Il presente secondo stato, non precisamente datato dalle varie bibliografie, viene indicato normalmente dopo il 1744.
Sul lato inferiore sinistro la firma dell’autore (A. Canal f.), al centro il titolo e a destra  numerazione E3, a testimonianza del secondo stato, su due.
La tavola raffigura Prà della Valle (Prato della Valle), la grande piazza monumentale di Padova.
Grande animazione di personaggi in tutta la rappresentazione. La delineazione di queste piccole figure è estremamente suggestiva.
La presente veduta riveste anche un notevole interesse storico e urbanistico, in quanto mostra la grande piazza padovana, fra le più vaste d’Europa, prima che i lavori di risanamento promossi dal Procuratore straordinario Andrea Memmo nel 1775-1776 ne modificassero profondamente l’aspetto, con la creazione di un canale di forma ellittica intorno all’Isola Memmia, posta al centro.
L’incisione fa parte della raccolta “Vedute altre prese da i luoghi altre ideate da Antonio Canal” composta da 34 tavole più il frontespizio.
Perfetto esemplare in eccezionale stato conservativo e ampi margini.
cfr. Bromberg, Canaletto’s Etchings, n° 8.

Vernet, Carle. Campagnes des Français sous le Consulat & l’Empire. Parigi, Libraire rue Visconti, s.d. (1834).

In-folio, 4 cc. non num. inclusi l’antiporta e il frontespizio, 5 tavole di ritratti, 60 tavole di vedute.
Antiporta con ritratto di Napoleone I e facsimile di autografo dello stesso, frontespizio in caratteri rossi e neri figurato con aquila napoleonica, indice delle tavole, notizie biografiche disposte su due colonne, 5 tavole con 100 ritratti complessivi di marescialli e generali napoleonici, inseriti entro medaglioni ed incisi da Bovinet, 60 animatissime tavole a piena pagina disegnate dal Vernet ed incise in rame da differenti artisti, quali: L. J. Masquelier, Daudet, P. P. Choffard, Dambrun, Duprél, J. Bosq, raffiguranti le principali battaglie e gli ingressi trionfali delle truppe francesi. Tra le localitàrappresentate ci sono Millesimo, Mondovì Lodi, Milano, Pavia, Livorno, Castiglione, Roveredo, San Giorgio, Arcole, Rivoli, la Favorita, il Tagliamento, Venezia, Mantova, Torino, Napoli, il valico del Monte San Bernardo, Montebello, Marengo, ecc. Completo.
Elegante legatura, eseguita da abile artista-legatore francese, in pieno marocchino verde dei primi anni del Novecento, piatto anteriore con doppio filetto in oro e cornice impressa a secco contenente una tempesta di api viste di dorso con le ali chiuse (l’ape nella vessillologia napoleonica èsimbolo di immortalitàe di resurrezione), al centro del piatto campeggia stemma di Napoleone pitturato con aquila in rilievo, in metallo dorato, dorso con filetti e titoli in oro, sguardie in seta verde, tagli dorati. Contenitore a cofanetto in piena seta verde con dorso in pelle. Il volume, in seconda edizione, è una raccolta di incisioni tratte dai dipinti originali di Carle Vernet (*Bordeaux 1758 - †Parigi 1836), interessanti sia dal punto di vista storico che artistico.
Stupendo e unico esemplare, completo in ogni sua parte e in perfetto stato di conservazione.
cfr. Cremonini 87 (con precisa collazione di tutte le tavole della prima edizione, che erano solamente 24).

Sardiniae - Corsicae. Amsterdam, Philippus Cluverius, 1661.

Incisione originale eseguita su rame (mm 202 x 144 l’impressione più ampi margini).
Impressa ad Amsterdam nel 1661 da Philippus Cluverius, tratta dall’opera “Introductionis Geographia Antiqua”.
Rara tavola divisa in due parti, raffigurante la carta geografica della Sardegna e la carta geografica della Corsica.
I titoli delle due carte risultano inseriti in un cartiglio, ciascuno all’interno della rispettiva tavola.
Velieri solcano il mare sia nella carta della Sardegna, che in quella della Corsica.
Il geografo tedesco Philippus Cluverius (*Danzica 1580 - †Leida 1622) dopo aver studiato a Leida e Oxford, iniziò ad interessarsi di geografia storica. Viaggiò per tutta Europa, a Roma fu bibliotecario dei Barberini e della Biblioteca Vaticana. Le sue pubblicazioni diedero un grande contributo alle conoscenze geografiche dell’epoca. Per le carte geografiche si avvaleva del contributo del cartografo e bibliotecario Petrus Bertius (*Beveren 1565 - †Parigi 1629).
Ottimo stato di conservazione della carta e dell’impressione.

Doppelmayr, Johann Gabriel. Atlas coelestis in quo mundus spectabilis et in eodem... Norimberga, Heredi Homann, 1742.

In-folio grande, 3 cc. non num. inclusa l’antiporta e il frontespizio, 30 tavole num.
Precede il frontespizio un’antiporta interamente incisa su rame da . J. C. Reinsperger su disegno di J. J. Preisler, raffigurante Tolomeo, Copernico, Keplero e Tycho Brahe con strumenti e rappresentazioni astronomiche, con titolo inserito entro grazioso cartiglio nella parte inferiore centrale, frontespizio con vignetta calcografica rappresentante sole radiante con motto “Numquam cessat”, indice delle tavole su due colonne, 30 tavole incise su rame su doppia pagina, acquerellate a mano all’epoca, contenenti rappresentazioni del cosmo e osservazioni astronomiche.
Completo.
Legatura in pieno cuoio dell’epoca, dorso a 9 comparti con decorazioni floreali e titoli impressi in oro, sguardie marmorizzate, tagli color rosso intenso.
Raro e suggestivo trattato di argomento astronomico in prima edizione.
Le tavole rappresentano diagrammi, schemi, visioni del cosmo, delle costellazioni e le raffigurazioni delle teorie dei più grandi studiosi e astronomi della storia: Tolomeo, Copernico, Keplero, Tycho Brahe.
Johann Gabriel Doppelmayr (*1677 - †1750) matematico, cartografo e astronomo tedesco, fu membro della Royal Society di Londra, dell’Accademia di Berlino, Vienna e San Pietroburgo. Pubblicò opere di carattere scientifico e astronomico. Solamente nel 1742 completò il presente studio, l’Atlas Coelestis, completo capolavoro e concentrato di conoscenze ed esperienze sull'argomento.
Ottimo stato conservativo delle tavole e dell’opera in generale.
cfr. Graesse II 427.

 

Tommaseo-Bellini. Dizionario della lingua italiana nuovamente compilato. Torino, Società Unione Tipografica-Editrice, 1865 - 1879.

In-folio, 4 volumi (composti ognuna da 1ª e 2ª parte) in 8 tomi.
Opera completa.
Legature dell’epoca in mezza pergamena rigida, piatti marmorizzati con angoli in pergamena, dorsi
riccamente decorati da fregi fitomorfi in oro e tasselli in pelle contenenti numerazione e titoli impressi in oro, tagli spruzzati marroni.
Nel 1858, grazie anche ad un accordo con l’editore Pomba, lo scrittore NicolòTommaseo (*Sebenico 1802 - †Firenze 1874) iniziòla sua opera piùimponente, il “Nuovo dizionario della lingua italiana”, in 8 tomi, concluso tra il 1865 e il 1879 grazie anche all’aiuto di Bernardo Bellini e di Giuseppe Meini, dopo la sua morte.
Ricercata edizione del “dizionario della lingua italiana", riferimento ancora attuale per il nostro linguaggio.
Buono stato conservativo dell’opera.

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