Twitter  IT EN
Featured products

Dabovich, P. E. Dizionario tecnico e nautico di marina. Milano, Urlico Hoepli, 1883.

In-4°, opera in 4 volumi, formata dal volume 1°, supplemento al volume 1°, volume 2° parte 1ª e parte 2ª.
1° volume: XVI pagg. num. (ultima bianca) incluso il doppio frontespizio, 1248 pagg. num.
supplemento: XII pagg. num. incluso il doppio frontespizio, 872 pagg. num.
2° volume 1ª parte: XIV pagg. num. (ultima bianca) incluso il doppio frontespizio, 1356 pagg. num. (ultima bianca).
2° volume 2ª parte: XIV pagg. num. (ultima bianca) incluso il doppio frontespizio, 11166 pagg. num. (ultima bianca).
Opera completa.
Legature editoriali in tela percallina blu, titoli in nero e strumenti nautici ai piatti anteriori dorsi con titoli in oro e ancora marina impressa in oro al centro, sguardie nere, ex-libris di Joannis Baptistae Allori ai contropiatti anteriori.
Uno dei più completi dizionari nautici della storia della marina, in quattro volumi, con inseriti migliaia di lemmi (in francese, inglese, tedesco e italiano), contenente la terminologia tecnica dell’arte nautica, artiglieria, assicurazione marittima, astronomia, chimica, commercio marittimo, costruzioni navali in legno e ferro, diritto marittimo, fisica, idrografia, ittiologia, macchine, materiali, meccanica, nautica, tattica navale, tecnologia meccanica ecc.
Bell’esemplare in ottimo stato di conservazione, difficile a trovarsi completo del supplemento e della parte seconda del secondo volume.

Plan au vray, tant de la prinse de la Ville de Suze. Parigi, Melchiorre Tavernier, 1629.

Incisione originale eseguita su rame (mm 775 x 565 compresa la relazione storica ai lati).
Impressa a Parigi nel 1629 da  Abraham Bosse su  disegno di Jean De Beins, presso lo stampatore Melchiorre Tavernier (*1594 - †1665).
Veduta della Valle di Susa, di notevole rarità.
In primo piano il paese di Chiomonte, dove Luigi XIII aveva posizionato le truppe e gli accampamenti. La veduta a volo d’uccello, percorsa dalla Dora Riparia, si estende fino a Susa.
A sinistra, al di là del fiume, la torre di Guaglione, le barricate al passo di Susa e al forte della Gelassa detto di San Francesco, occupate dal reggimento di Vaubocour. Inoltre si intravedono i paesi di Meana e Mattie.
I villaggi propizi alla coltivazione e alle vigne sono occupati dai reggimenti del re. Lo si vede sopraggiungere a cavallo.
Piccola carta topografica da Grenoble a Susa, nell’angolo inferiore destro, nella quale è evidenziata la strada che ha percorso l’Armata Francese.
In alto a sinistra il titolo in francese, disposto su nove righe. A seguire la dedica ai lettori dello stampatore Tavernier, seguita dalla relazione storica degli avvenimenti, che continua su una  colonna a destra della figura. A chiusura di quest’ultima, didascalia con dodici richiami e note tipografiche.
Importante documento in prima edizione.
Ottima conservazione della carta e dell’impressione.
cfr. A. Peyrot, Le Valli di Susa e del Sangone, tomo I, n° 34; Dainville pagg. 73-74.

Tesauro, Emanuele. De’ campeggiamenti del Piemonte… Torino, s.n.t. (1640).


In-folio piccolo, 3 cc. non num. inclusi l’antiporta, il frontespizio e una dedica, 218 pagg. num., 1 tavola rip.
Antiporta incisa su legno con l’allegoria della Virtù e della Fortuna che giocano a dadi su un tamburo, nell’angolo superiore destro nastro contenente motto “Nunc mihi nunc alii”, frontespizio con fregio tipografico, capilettera e fregi xilografici, dedica dell’autore al Cardinal Maurizio di Savoia, 1 tavola fuori testo incisa su rame da Giovanni Paolo Bianchi, su disegno del Capitano Agostino Parentani, raffigurane la pianta della città assediata nel 1640, fuori dalla battuta del rame, il titolo: Vero tipo della città, circonvallatione, et posti di Torino assediato l’anno MDCXXXX. Segue una legenda con 20 richiami, seguita da altri 31 richiami, utili per far riconoscere le fortificazioni e le posizioni delle truppe. È la prima pianta topografica in cui compare il nuovo ingrandimento verso Porta Nuova, fatto eseguire nel 1620 dal duca Carlo Emanuele I. Di questa tavola esistono esemplari senza didascalia. Curiosamente in fine è stata legata un’altra pianta, sempre incisa da Giovanni Paolo Bianchi, su disegno di Agostino Parentani (vedi bibliografia di Ada Peyrot, tomo I, n° 31, definita rarissima). La vista della città assediata è assai simile a quella precedente, ma orientata in senso inverso e con l’estensione dei dintorni più ampia.
Completo.
Legatura coeva in mezza pelle marrone, piatti in carta spruzzata, dorso danneggiato con titoli, filetti e fregi impressi in oro, tagli spruzzati rossi.
Importante trattato bellico, ad opera del letterato, drammaturgo e storico torinese Emanuele Tesauro (*Torino 1592 - †1675), sull’assedio di Torino del 1640, arricchito dalla seconda pianta topografica della città, di estrema rarità.
La prima edizione, apparsa frettolosamente nel 1639 per i tipi dell’editore Federico Alessandro Cavalleris ‘libraro di S.A.R.’, si concentrava unicamente sugli avvenimenti bellici avvenuti nelle Fiandre. La presente e seconda edizione, invece si concentra esclusivamente sulle guerre civili piemontesi (La rivolutione della fortuna per l’assedio di Casale. Et Torino assediato e non soccorso).
Buono stato di conservazione. Mancanze e usure al dorso ed ai piatti.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo I, n° 30-31.

Célébration du mariage. Parigi, Basset, 1810 - 1820 circa.

Incisione originale eseguita all’acquatinta a più colori  (mm 455 x 390 l’impressione più margini).
Impressa a Parigi nel 1810 - 1820 circa da Jean Pierre Marie Jazet, tratta dal dipinto di Hyppolite Le Comte, presso l’editore Basset.
Rara e delicata esecuzione incisoria raffigurante la celebrazione di un matrimonio.
La scena, carica di piacevole e misurato brio, è curata nei minimi dettagli: il pizzo della veste della sposa al centro della composizione, le ombre riflesse sul muro grigio, il quadro con il battesimo di Cristo appeso alla parete, il campanello dimenticato sul pavimento, sono tutti particolari che conferiscono naturalezza all’opera.
La tavola fa parte di una serie composta da quattro: la presente “Célébration du Mariage”, “La demande en Mariage”, “Le retour de l’Èglise” e “Le repas de Noce”.
Lungo il lato inferiore il titolo in francese e una copiosa spiegazione della scena raffigurata, disposta su due colonne.
Jazet, nato a Parigi nel 1788 e morto a Yerre nel 1871 fu un abile artista specializzato nell’incisione all’acquatinta e alla maniera nera.
Bell’esemplare magistralmente impresso a colori su carta forte, completo dell’impronta della lastra e con margini ampi.
cfr. Benezit VII 497; Beraldi, Les Graveurs du XIX siecle, Parigi 1889, vol. III, pag 233.

Carnovale di Torino. Torino, Pietro Briola, 1866.

Litografia originale, firmata in lastra (mm 580 x 413 il foglio).
Eseguita a Torino nel 1866 da Ferdinando Perrin presso l’editore Pietro Briola.
Veduta di grande rarità, sconosciuta alle bibliografie di riferimento consultate, raffigurante una parte di piazza Castello all’angolo con via Po, durante i festeggiamenti del Carnevale 1866.
I balconi di via Po erano gremiti di persone che lanciavano coriandoli al passaggio dei carri allegorici durante la sfilata. In primo piano l’orso e le più conosciute maschere italiane.
Alla fine dell’Ottocento il Carnevale a Torino era tra i più famosi d’Italia richiamando un gran numero di turisti che per giorni affollavano piazza Vittorio, via Po e piazza Castello. Le feste terminavano con la fiaccolata del martedì grasso, concludendosi in piazza Castello con il rogo di un enorme fantoccio, il  Babaciu.
Ferdinando Perrin litografo a Torino nella seconda metà del XIX secolo, fu socio della litografia della quale era titolare il fratello Claudio Perrin, con stabilimento in via Carlo Alberto n° 21, dove rimase fino al 1875. Nel 1878 la ditta si trasferì  in Via Vasco n° 2 mutando la denominazione in Perrin C.
Pietro Briola, editore e litografo, fu attivo a Torino dal 1860 con stabilimento in via San Martiniano (dal nome di un’antica chiesa , soppressa nel 1889) n° 4 e dall’'anno successivo in via San Francesco d’Assisi n°  22 . Nel 1877 la ditta assume la denominazione Briola P. Nipoti.
Buona conservazione. Restauro abilmente eseguito nel margine superiore.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo II, pag. 911- 893.

Canaletto. Prà della Valle. Venezia, dopo il 1744.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 430 x 300 l’impressione più 30 mm di margini), su carta vergellata.
Impressa a Venezia da Giovanni Antonio Canal (*Venezia 1697 - † 1768).
Il presente secondo stato, non precisamente datato dalle varie bibliografie, viene indicato normalmente dopo il 1744.
Sul lato inferiore sinistro la firma dell’autore (A. Canal f.), al centro il titolo e a destra  numerazione E3, a testimonianza del secondo stato, su due.
La tavola raffigura Prà della Valle (Prato della Valle), la grande piazza monumentale di Padova.
Grande animazione di personaggi in tutta la rappresentazione. La delineazione di queste piccole figure è estremamente suggestiva.
La presente veduta riveste anche un notevole interesse storico e urbanistico, in quanto mostra la grande piazza padovana, fra le più vaste d’Europa, prima che i lavori di risanamento promossi dal Procuratore straordinario Andrea Memmo nel 1775-1776 ne modificassero profondamente l’aspetto, con la creazione di un canale di forma ellittica intorno all’Isola Memmia, posta al centro.
L’incisione fa parte della raccolta “Vedute altre prese da i luoghi altre ideate da Antonio Canal” composta da 34 tavole più il frontespizio.
Perfetto esemplare in eccezionale stato conservativo e ampi margini.
cfr. Bromberg, Canaletto’s Etchings, n° 8.

Pages: 1234567
Alai Logo
lila lilab Logo