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Foglio membranaceo miniato. Francia, 1475 circa.    

Foglio miniato su pergamena, reglé,  proveniente da libro d’ore francese, databile 1475 circa (mm 110 x 154).
Manoscritto ad inchiostro marrone e rosso, con otto decorativi capilettera e fregi miniati con motivi fitomorfi che si estendono in racemi lungo il margine sinistro, arricchiti da foglia d’oro e decorati a più colori: verde, rosso e blu.
Testo su una colonna a 13 linee con caratteri gotici, disposto sul recto e sul verso.
Ottimo stato conservativo della pergamena e delle miniature.

Ortelius, Abraham. Theatrum orbis terrarum. Anversa, Ioannem Moretum, 1601.  

In-folio grande, 12 cc. num. incluso il front., 30 pagg. num., 3 cc. num., 118 carte geografiche,  5 cc. non num., 37 carte geografiche.
Frontespizio figurato entro fregio architettonico con allegorie, dedica dell’autore, prefazione, indice degli autori delle carte geografiche contenente 183 nomi, indice delle tavole, ritratto dell’autore a piena pagina, necrologio della morte di Ortelius, nomenclator, prefazione, indici, specifiche e dedica. Nella seconda parte è presente il Parergon. Frontespizio, epigramma, 2 dediche, indice. 155 carte geografiche incise su rame con testo descrittivo in latino al verso. Nella prima parte la tavola n° 25 si ripete 3 volte con 3 soggetti diversi.
Completo.
Elegante legatura coeva in piena pergamena con grande stemma nobiliare di appartenenza, al centro in oro, cornice impressa a secco e motivi agli angoli in oro, dorso a 7 comparti con nervi entro ognuno dei quali è posta una decorazione floreale.
Ultima edizione pubblicata da Plantin Moretus a nome degli eredi di Ortelius. Durante l’anno 1601, gli eredi dell’autore vendettero le lastre e i diritti dall’opera a Jean Baptist di Anversa.
Questa edizione in latino è uguale a quella del 1595, con un’aggiunta di 3 mappe che nell’opera sono segnate come 25 (1), 25 (2) e 25 (3).
Abramo Ortelius (anche Ortels, Orthellius, italianizzato in Abramo Ortelio) nasce ad Anversa il 2 aprile 1528. È ricordato sicuramente come uno dei più importanti cartografi della storia. Assieme a Mercatore fu il fondatore della cartografia fiamminga. Dopo avere studiato il greco, il latino e la matematica, si stabilì ad Anversa, all’epoca importante porto delle diciassette province. Qui iniziò la sua carriera di stampatore, libraio e cartografo. Viaggiò molto e pubblicò nel 1564 una carta del mondo divisa in 8 fogli. In seguito iniziò a pubblicare le diverse edizioni dei suoi atlanti geografici, tradotti in sette lingue, rivoluzionari all’epoca perché citavano le fonti per le carte, menzionando i nomi dei cartografi all'origine delle notizie cartografiche. Morì ad Anversa il 28 giugno 1598.
Straordinaria e importante opera cartografica in stupenda legatura e perfetto stato conservativo.
cfr. Koeman III pag. 59.

Vedute di Venezia, Giovanni Pividor, 1850 ca.

Coppia di litografie originali, acquerellate a mano all’epoca (mm 575 x 380).
Eseguite a Venezia nel 1850 circa da Giovanni Pividor (*1812 - †1872) e finemente dipinte da Giulia Rovaldi.
Raffinati scorci della città di Venezia. Il cielo sovrasta un paesaggio di grande suggestione, numerose figure animano la scena.
In basso al centro titoli a tempera bianca.
1) Piazza S. Marco.
La veduta presa da una posizione frontale, raffigura il centro monumentale della città con piazza San Marco in primo piano.
2) Il Molo.
Pittorico scorcio del molo, il tratto di riva a lato di piazza San Marco.
Perfetta conservazione della litografia e del colore di entrambe le tavole. Cornici lacccate oro con passepartout grigio.
cfr. Benezit XI 40.

Bagetti, Giuseppe Pietro. Vues des Champs de Bataille de Napoléon. Parigi, 1835.         

In-folio grande, 4 cc. non num. incluso il frontespizio, LXVII tavole numerate.
Frontepizio, indice, testo in francese, LXVII tavole incise su rame da Scroëder, Lameau, Cardano, Fortier, Godefroy, Fortier, Pillement, Misbach, Legrand, Perdoux, Sonnerat, Ballard, Croutelle, Desaulx, Bovinet, Launay, Reville, Lepine, Tillard, Louvet, Cazenave, Dequevauxiller, Duplessis e Bertaux, tutte tratte dai dipinti di Bagetti, numerate in alto a destra e a doppia pagina, con titoli centrali disposti su tre righe, raffiguranti le battaglie di Napoleone (*Ajaccio 1769 - †Isola di Sant’Ellena 1821), durante la campagna italiana, dal 1796 al 1800. Completo.
Legatura in mezzo marocchino verde dell’epoca con piatti in tela percallina verde, dorso a 6 comparti con titoli impressi in oro, sguardie marmorizzate, ex-libris al contropiatto anteriore e al foglio di guardia.
Giuseppe Pietro Bagetti (*Torino 1764 - †1831), architetto e pittore, noto soprattutto come vedutista. Grazie alle tecniche e alle conoscenze acquisite durante gli studi di architettura riuscì a riprodurre nelle sue opere una realtà particolare e fedele. Nel 1782 ottenne dall’Università di Torino l’abilitazione come architetto militare e civile. Immortalò una serie di vedute riguardanti le battaglie napoleoniche in Italia riprese sul terreno e nel 1815 fu nominato pittore di battaglie, vedute e paesaggi, presso la Real Corte.
Sul mercato, da alcuni decenni a questa parte non è possibile ritrovare esemplari in vendita di quest’opera di Bagnetti, completi e in ottimo stato.
Monumentale opera di grande valore iconografico e in perfetto stato conservativo.

Le Mont Rose - Valle de Zermatt - Chemin de Fer P. L. M. Parigi, A. Bellier, 1891.

Cromolitografia originale (mm 750 x 1005 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1891 da Hugo François d’Alési, presso lo stampatore A. Bellier.
Manifesto pubblicitario, il primo in cui appare il Cervino che pubblicizza la ferrovia Parigi-Lione-Martigny con l’arrivo a Zermatt, l’imponente Monte Rosa nella parte superiore fa da cornice all’insieme.
In alto al centro il titolo. Nella parte inferiore pubblicità dei viaggi, dei prezzi e la tempistica del trasferimento ferroviario.
La firma dell’artista Hugo François d’Alési è apposta sulla matrice nell’angolo inferiore sinistro.
Frederic Alexianu, in arte Hugo François d’Alési, nato in Romania nel 1849 e morto a Parigi nel 1906, è stato un pittore e disegnatore pubblicitario, ideatore di manifesti pubblicitari per le società ferroviarie del XIX secolo.
Ottima conservazione di questa importante e decorativa affiche dai vivaci colori.
cfr. Aliprandi, Il Cervino e le sue stampe, n° XX; Benezit I 181.


Venetia. Amsterdam, Joannes Jansonius, 1657.

Incisione originale eseguita su rame su due fogli (mm 1034 x 417 l’impressione più margini).
Impressa ad Amsterdam nel 1657 da Joannes Jansonius (*1588 - †1664) e inserita nella raccolta di vedute di città italiane, intitolata “Theatrum urbium Italiae”.
Rara e grandiosa raffigurazione prospettica della città di Venezia, con e isole di Murano, della Giudecca, di S. Giorgio e di S. Elena.
Titolo in latino in alto al centro e a destra leone marciano visto di fianco entro cartiglio araldico sormontato dal corno ducale.
Questa importante veduta di Venezia è tratta dalla monumentale opera stampata da J. Jansonius o Jansson (genero di J. Hondius) con il proposito di rinnovare l’interesse ed il successo dell’opera del 1570 di Georg Braun, intitolata Civitates orbis terrarum.
Buona conservazione.
cfr. Cassini, Piante e vedute prospettiche di Venezia 43.

 

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