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Dalì, Salvador. Les amours jaunes. Parigi, Pierre Belfond, 1974.  


In-folio, front, 10 tavole, 1 c. non num. (giustificazione).
Frontespizio, 10 incisioni originali impresse all’acquaforte in color nero e oro, a fogli sciolti, firmate e numerate a matita dall’artista, giustificazione, certificato di autenticità firmato dallo stampatore.
Completo.
Legatura a cofanetto in piena tela rosso intenso, firma dell’autore impressa in oro sul piatto anteriore, dorso muto.
Salvador Domingo Jacinto Dalì Domènech, marchese di Pùbol (1904 - 1989) è stato sicuramente uno dei più stravaganti artisti tuttofare e di talento del novecento. Collaborò con molti personaggi del XX secolo e in svariati ambiti, tra cui il cinema, la scultura, la fotografia, l’incisione e la pittura.
Quest’opera di argomento erotico, illustrata dal grande maestro surrealista è caratterizzata da un’evoluta tecnica d’impressione all’acquatinta che ha permesso di applicare sulla carta una graniglia mista a polvere d’oro.
Esemplare n° 219 su 300, eseguito su carta Grand Vélin d’Arches.
Perfetto stato di conservazione.

Mirò, Joan. "Sobreteixims i escultures". Barcellona-Galeria Joan Gaspar,Publicaciones Reunidas, 1972.

Litografia originale a colori, firmata e numerata dall’artista (mm 580 x 765 il foglio).
Eseguita nel 1972 da Joan Mirò (*Barcellona 1893 - †Palma di Maiorca 1983) per l’esposizione del maggio 1972 “Sobreteixims i escultures”.
Esemplare n° 33 su 150, firmato a matita in basso a destra e numerato nella parte bassa sinistra da Mirò.
L'opera del pittore, scultore e ceramista, rappresentante del surrealismo spagnolo è espressa con i suoi tipici colori accesi e nei suoi tratti gestuali. Lo stile dell’esecuzione non è lineare ma “casuale”. Usa il colore e la forma in modo simbolico piuttosto che letterale, combinando elementi astratti con motivi ricorrenti come uccelli, pesci, occhi.
Ottimo stato di conservazione.
cfr. Joan Miró Litografo, IV, 1969-1972, Maeght Éditeur, Paris, 1981, p. 191, n. 848.

Chemin de Fer P.L.M. Le Mont Rose-Vallé de Zermatt. Parigi, Hudo d'Alési, 1891.


Cromolitografia originale (mm 750 x 1005 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1891 da Hugo François d’Alési, presso lo stampatore A. Bellier.
Raro manifesto pubblicitario, il primo in cui appare il Cervino che pubblicizza la ferrovia Parigi-Lione-Martigny con l’arrivo a Zermatt, l’imponente Monte Rosa nella parte superiore fa da cornice all’insieme.
In alto al centro il titolo. Nella parte inferiore pubblicità dei viaggi, dei prezzi e la tempistica del viaggio ferroviario.
La firma dell’artista Hugo François d’Alési è apposta sulla matrice nell’angolo inferiore sinistro.
Frederic Alexianu, in arte Hugo François d’Alési, nato in Romania nel 1849 e morto a Parigi nel 1906, è stato un pittore e disegnatore pubblicitario, ideatore di manifesti pubblicitari per le società ferroviarie del XIX secolo. 
Importante e decorativa affiche dai vivaci colori, in ottimo stato di conservazione.
cfr. Aliprandi, Il Cervino e le sue stampe, n° XX; Benezit I 181.

Le Colonie Unite dell’America Settentrionale. Venezia, Antonio Zatta, 1778. 

 

Grande carta geografica delle dimensioni (mm 1350 x 1400) composta da 12 fogli incisi su rame e acquerellati a mano all’epoca.
Impressa a Venezia nel 1778 da Antonio Zatta e inserita nell’opera “Atlante novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni e scoperte fatte dai più celebri e recenti geografi, che ora per la prima volta si produce”.
Questa carta anticipa la mappa di John Mitchell ritenuta l'unica mappa affidabile, usata durante il trattato di Parigi del 1783, per definire i confini degli Stati Uniti d'America, già allora indipendenti.
La tavola è realizzata nel classico stile del settecento veneziano.
Il territorio della Virginia è derivato dalla carta di Fry e Jefferson del 1753, mentre, nei dintorni di Saratoga, Philadelphia e Charleston, sono già indicate informazioni relative alla guerra d’indipendenza.
Ampio cartiglio contenente la pianta topografica delle isole Bermuda.
Perfetto stato globale.
cfr. Cremonini 72; Sabin 68109; Map Forum 1 pag. 58.

Il Dante, con argomenti, & dechiaratione de molti luoghi, novamente revisto, & stampato. Lione, per Giovan di Tournes, 1574.            



In-12°, 540 pagg. num, 1 c. non num. (le pagg. 175, 178, 186, 240, 418, 534 paginate per errore 157, 177, 189, 238, 388, 345).
Al frontespizio medaglione di Dante inciso su legno, capilettera e fregi xilografici al principio di ogni canto, dedica a Maurizio Sceva, al margine alcune brevissime dichiarazioni ricavate dal Commento del Landino, in fine marca circolare di De Tournes con motto interno: Vertu mai non casca e motto esterno: Son tour a chacun.
Completo.
Legatura del Settecento in piena pergamena, piatti muti, passanti in pelle allumata visibili al dorso con titolo e data manoscritti a china.
Prima edizione impressa in Francia, dopo la contraffazione aldina fatta da Troth di Lione.Molte edizioni fecero seguito dopo questa impressa a Lione del 1547.
Il testo ha inizio con la dedica a Maurizio Sceva, amico di Jean De Tournes (*Lione 1504 - †1564), poeta e letterato che ebbe il merito di ritrovare in una Chiesa di Avignone la tomba di Laura petrarchesca. Segue il poema fino alla pagina 535, poi il “Summario di la vita di Dante”, l’epitaffio e una dedica al lettore. Da notare che De Tournee prepone alla francese, l’articolo al nome Dante.
Buono stato conservativo dell’opera. Segnaliamo antico restauro di circa tre cm. al margine inferiore del frontespizio, probabilmente realizzato per celare l’antico nome di appartenenza del volume.
cfr. Mambelli 22; Gamba 888; De Batines I 85; Fiske 8; Berio 48.

Entrée des Français a Turin, le 20 frimaire an VII. Parigi, Duplessis-Bertaux, 1806.

Incisione originale eseguita all’acquaforte, finemente acquerellata all’epoca, inserita entro una cornice di fregi tipografici, impressa in bistro (mm 410 x 265).
Impressa a Parigi nel 1806 da Duplessis-Bertaux, su disegno di Carle Vernet.
Veduta prospettica della città di Torino.
In primo piano le truppe francesi a cavallo che entrano in città per la Porta Susina il 10 dicembre 1798.
Titolo in francese lungo la parte inferiore.
Insolito esemplare impresso su “velin” e applicato su carta spessa con fregi.
Buona conservazione dell’impressione e della carta.
cfr. Ada Peyrot,Torino nei secoli, tomo I, n° 259/3°.

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