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Canal, Giovanni Antonio, detto “Canaletto”. Prà della Valle. Venezia, dopo il 1744.

Incisione originale eseguita all’acquaforte (mm 430 x 300 l’impressione più 30 mm di margini), su carta vergellata.
Impressa a Venezia da Giovanni Antonio Canal (*Venezia 1697 - † 1768).
Il presente secondo stato, non precisamente datato dalle varie bibliografie, viene indicato normalmente dopo il 1744.
Sul lato inferiore sinistro la firma dell’autore (A. Canal f.), al centro il titolo e a destra  numerazione E3, a testimonianza del secondo stato, su due.
La tavola raffigura Prà della Valle (Prato della Valle), la grande piazza monumentale di Padova.
Grande animazione di personaggi in tutta la rappresentazione. La delineazione di queste piccole figure è estremamente suggestiva.
La presente veduta riveste anche un notevole interesse storico e urbanistico, in quanto mostra la grande piazza padovana, fra le più vaste d’Europa, prima che i lavori di risanamento promossi dal Procuratore straordinario Andrea Memmo nel 1775-1776 ne modificassero profondamente l’aspetto, con la creazione di un canale di forma ellittica intorno all’Isola Memmia, posta al centro.
L’incisione fa parte della raccolta “Vedute altre prese da i luoghi altre ideate da Antonio Canal” composta da 34 tavole più il frontespizio.
Perfetto esemplare in eccezionale stato conservativo e ampi margini.
cfr. Bromberg, Canaletto’s Etchings, n° 8.

"Grand Prix De Paris 1864". Parigi, Goupil & C., 1866.

Incisione originale eseguita all’acquatinta, finemente ripassata a mano all’acquerello (mm 1145 x 640 l’impressione più ampi margini).
Impressa a Parigi nel 1866 dal pittore e incisore John Harris (*1790 circa - †1873) presso Goupil & C., tratta dal dipinto di Henry Delamarre.
Esecuzione incisoria raffigurante il Grand Prix de Paris del 1864, evento annuale che si disputava presso il parco Bois de Boulogne, istituito per la prima volta nel 1863 e soppresso pochi anni dopo.
In basso al centro il titolo. Lungo la parte inferiore i nomi dei fantini con accanto i rispettivi nomi dei cavalli.
Perfetta conservazione. Robusta cornice in noce scuro.
cfr. Benezit VI 766.

Acquatinta Torino. Carlo Bossoli - Francesco Citterio - Carlo Bossoli, 1855 circa.

Incisione originale eseguita all’acquatinta, finemente miniata a mano all’epoca (mm 950 x 375 compresi i margini).
Impressa a Torino nel 1855 circa da Francesco Citterio su disegno di Carlo Bossoli (*Lugano 1815 - †Torino 1884).
La tavola raffigura Piazza Castello presa da una posizione elevata. È apprezzabile per l’ampio taglio orizzontale di grande effetto scenografico e per l’effetto di luce pomeridiana, basata sulle tonalità rosa e azzurro.
In primo piano Palazzo Madama ripreso a ¾. Sullo sfondo la facciata di Palazzo Reale. Sulla sinistra i palazzi che affacciano sulla piazza e al centro molte figure umane e carrozze.
Lungo il lato superiore la scritta “Torino” manoscritta in tinta dorata.
Come specificato nella bibliografia di Ada Peyrot, la veduta di Bossoli di piazza Castello si presenta con due varianti. Il nostro esemplare è priva del monumento dell’Esercito Sardo (inaugurato nel 1859), che verrà collocato dinnanzi al Palazzo Madama, la stampa perciò è databile verso il 1855.
La presente tavola, assieme alla veduta della città vista dalla collina, sempre dello stesso artista, rappresentano i due più belli e importanti scorci di gusto e fattura ottocentesca su Torino.
Ottimo esemplare in fantastica e raffinata coloritura d’epoca.
cfr. A. Peyrot, Torino nei secoli, tomo II, n° 569.

"Regno di Napoli". Francoforte, M. Merian, 1640.

Incisione originale eseguita su rame (mm 358 x 278 l’impressione più margini).
Impressa a Francoforte nel 1640 da Mattheus Merian, tratta dall’opera di Martin Zeiller “Itinerarium italiane Nov-Antiquae”.
Interessante carta geografica raffigurante il Regno di Napoli.
In basso a destra titolo entro sontuoso cartiglio sostenuto da figure allegoriche e sormontato da stemma. L’incisione è arricchita dai dodici stemmi delle province del Regno, disposti sei per lato.
Sala distanziometrica in alto al centro. Velieri e rosa dei venti arricchiscono ulteriormente la tavola. Ottimo stato.
cfr. Cremonini 26-35.

Besso, Beniamino. Il Cenisio, illustrato e descritto. Torino, Luigi Mattirolo, 1871.

In-16°oblungo, 1 tavola, 24 pagg. num., 1 tabella rip., 2 ritratti, 11 tavole, 1 c. non num.
Frontespizio litografico con titoli inscritti entro una stele che ha alla base arnesi di lavoro, posta dinanzi all’imbocco sud della galleria del Frejus a Modane, dedicatoria, 1 tabella ripiegata titolata “Quadro degli avanzamenti ottenuti ai due imbocchi con mezzi sì ordinarii che meccanici, al 26 dicembre 1870”, seguono due ritratti eseguiti in litografia di Grattoni e di Sommellier e 12 litografie a piena pagina raffiguranti: entrata del foro, esteriore dei compressori, compressori, macchina perforatrice in servizio, locomotiva Fell, curva della strada ferrata Fell, Lanslebourg, tunnel Les Echelles, la Gran Croce, un’altra veduta di Lanslebourg e veduta generale dell’apertura, in fine pubblicità editoriale.
Completo.
Legatura editoriale in tela percallina arancio con impressioni a secco e titoli in oro al piatto anteriore.
Prima e unica edizione. Un prezioso documento sull’apertura del traforo del Moncenisio. L’autore, Beniamino Besso fu direttore delle Ferrovie Sarde e autore di svariate pubblicazioni ferroviarie e tecniche.
Buona conservazione delle tavole e dell’opera in generale. Segnaliamo una piccola gora su qualche carta.
cfr. Ada Peyrot, Le Valli di Susa e del Sangone, tomo II, n° 297; SBN censice un unico esemplare alla Civica di Torino; manca alla Bibliografia Ferroviaria Italiana.

Raccolta di costumi del sud Italia. s.n.t. (1850 circa).

In-8°, 48 tavole.
Suggestiva e raccolta di 48 tavole eseguite in litografia e finemente miniate a mano all’epoca “a la gomme”.
Le tavole raffigurano diverse situazioni di vita e mestieri: è presente Pulcinella, il mangia maccheroni, l’acquavitaio, il pescatore, lo zampognaro, la danzatrice di tarantella, donne nei costumi locali di Napoli, Procida, Salerno, Teramo, Aquila, Caraffa di Catanzaro, Teramo, Lecce, Ustica, Trapani, Capri, Pizzo Calabro, ecc.
La tavola che raffigura la donna di Porcile è l’unica che presenta una coloritura manuale su tutto lo sfondo.
Timbri a secco ottocenteschi “Marras” in calce ad ogni  tavola.
Legatura dell’epoca in mezza pelle verde, piatti in carta color arancio con angoli in pelle, decori fitomorfi impressi in oro al dorso.
Esemplare in perfetta conservazione.

 

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