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Ortelius, Abraham. Theatrum orbis terrarum. Anversa, Ioannem Moretum, 1601.  

In-folio grande, 12 cc. num. incluso il front., 30 pagg. num., 3 cc. num., 118 carte geografiche,  5 cc. non num., 37 carte geografiche.
Frontespizio figurato entro fregio architettonico con allegorie, dedica dell’autore, prefazione, indice degli autori delle carte geografiche contenente 183 nomi, indice delle tavole, ritratto dell’autore a piena pagina, necrologio della morte di Ortelius, nomenclator, prefazione, indici, specifiche e dedica. Nella seconda parte è presente il Parergon. Frontespizio, epigramma, 2 dediche, indice. 155 carte geografiche incise su rame con testo descrittivo in latino al verso. Nella prima parte la tavola n° 25 si ripete 3 volte con 3 soggetti diversi.
Completo.
Elegante legatura coeva in piena pergamena con grande stemma nobiliare di appartenenza, al centro in oro, cornice impressa a secco e motivi agli angoli in oro, dorso a 7 comparti con nervi entro ognuno dei quali è posta una decorazione floreale.
Ultima edizione pubblicata da Plantin Moretus a nome degli eredi di Ortelius. Durante l’anno 1601, gli eredi dell’autore vendettero le lastre e i diritti dall’opera a Jean Baptist di Anversa.
Questa edizione in latino è uguale a quella del 1595, con un’aggiunta di 3 mappe che nell’opera sono segnate come 25 (1), 25 (2) e 25 (3).
Abramo Ortelius (anche Ortels, Orthellius, italianizzato in Abramo Ortelio) nasce ad Anversa il 2 aprile 1528. È ricordato sicuramente come uno dei più importanti cartografi della storia. Assieme a Mercatore fu il fondatore della cartografia fiamminga. Dopo avere studiato il greco, il latino e la matematica, si stabilì ad Anversa, all’epoca importante porto delle diciassette province. Qui iniziò la sua carriera di stampatore, libraio e cartografo. Viaggiò molto e pubblicò nel 1564 una carta del mondo divisa in 8 fogli. In seguito iniziò a pubblicare le diverse edizioni dei suoi atlanti geografici, tradotti in sette lingue, rivoluzionari all’epoca perché citavano le fonti per le carte, menzionando i nomi dei cartografi all'origine delle notizie cartografiche. Morì ad Anversa il 28 giugno 1598.
Straordinaria e importante opera cartografica in stupenda legatura e perfetto stato conservativo.
cfr. Koeman III pag. 59.

Le Mont Rose - Valle de Zermatt - Chemin de Fer P. L. M. Parigi, A. Bellier, 1891.

Cromolitografia originale (mm 750 x 1005 il foglio).
Eseguita a Parigi nel 1891 da Hugo François d’Alési, presso lo stampatore A. Bellier.
Manifesto pubblicitario, il primo in cui appare il Cervino che pubblicizza la ferrovia Parigi-Lione-Martigny con l’arrivo a Zermatt, l’imponente Monte Rosa nella parte superiore fa da cornice all’insieme.
In alto al centro il titolo. Nella parte inferiore pubblicità dei viaggi, dei prezzi e la tempistica del trasferimento ferroviario.
La firma dell’artista Hugo François d’Alési è apposta sulla matrice nell’angolo inferiore sinistro.
Frederic Alexianu, in arte Hugo François d’Alési, nato in Romania nel 1849 e morto a Parigi nel 1906, è stato un pittore e disegnatore pubblicitario, ideatore di manifesti pubblicitari per le società ferroviarie del XIX secolo.
Ottima conservazione di questa importante e decorativa affiche dai vivaci colori.
cfr. Aliprandi, Il Cervino e le sue stampe, n° XX; Benezit I 181.

Costa, Gian Francesco. Le delicie della Brenta. Venezia, Leonardo Bassaglia, 1750 - 1756.

In-folio oblungo, 2 parti in un volume.
1ª parte: LXX tavole num. incluso il frontespizio.
2ª parte: LXX tavole num. incluso il frontespizio.
Opera completa.
Legatura dell’Ottocento in mezza pelle bordeaux, piatti marmorizzati con angoli in pelle, dorso a 5 comparti con tassello in pelle verde contenente i titoli impressi in oro, sguardie rinnovate marmorizzate.
Prima edizione di opera riguardante la Riviera del Brenta e le sue importanti Ville. Le incisioni testimoniano la vera immagine che nel Settecento ci potevano dare le ricche sponde del Canale del Brenta, dove la nobiltà veneziana usava ritirarsi tra feste, divertimenti e passatempi.
Nell’opera ammiriamo tutto il percorso con le relative ville che si incontravano durante la navigazione, viaggiando da Venezia a Padova.
Centoquaranta tavole incise all’acquaforte, in tonalità chiara e limpida, di grande finezza e libertà di tratto. Due parti di settanta tavole ciascuna, precedute da una carta topografica nella quale si vedono segnati il corso del fiume e le soste del burchiello. L’acquaforte del Canaletto ha avuto sull’autore un’azione fondamentale: gli ha fatto intuire il valore dello spazio, gli ha suggerito il valore della luce diffusa, dell’aria tersa.
Il veneziano Gian Francesco Costa (*Venezia 1711 - †1772) scenografo, architetto e pittore non ha lasciato che scarse notizie di se. Costruì il teatro di San Beneto in Venezia, innalzato tra il 1755 ed il 1773, poi distrutto durante un incendio. Nel 1765 si recò in Polonia, chiamato alla corte reale per le sue qualità di scenografo.
“Le delizie” sono oggi difficilmente reperibili, e poco reperibili erano già al tempo del Cicogna che definiva la raccolta “opera importante e rara”.
Ne furono probabilmente fatte tre diverse edizioni, l’ultima delle quali con i titoli in francese.
Ottimo esemplare in nitida impressione su carta vergellata.
cfr. Cicogna 4598; Pittaluga 75-88; Maso Finiguerra, voll. XVII-XVIII, pagg.101-119.

Lory, Gabriel Ludwig - Lory, Mathias Gabriel - Schoberl, Frederic. Picturesque Tour from Geneva to Milan, by way of the Simplon. Londra, R. Ackermann, 1820.

In-4°, 6 cc. non num. inclusi 1 carta topografica, il frontespizio e 1 tavola all’acquatinta, 136 pagg. num., 1 c. non num.
Carta topografica in antiporta, frontespizio, testo in inglese, prefazione, 36 tavole fuori testo, incise all’acquatinta con raffinata e delicata acquarellatura a mano coeva, in fine elenco delle tavole.
Completo.
Legatura dell’epoca in piena pelle maculata, doppia cornice decorativa dorata ai piatti con fregi impressi in oro agli angoli, dorso a 6 comparti con decorazioni floreali dorate e titoli in oro entro tasselli neri, sguardie marmorizzate, tagli non perfettamente rifiniti.
Prima edizione inglese. Il formato è ridotto rispetto all’edizione originale francese del 1811.
Corredano questo viaggio da Ginevra a Milano le suggestive vedute di Ginevra, Sempione, Monte Rosa, Sesto, Gondo, Domodossola, Isola Bella, Lago Maggiore, scorci delle Alpi, ponti, gallerie, ecc.
Stupendo esemplare in fresca coloritura e impeccabile legatura da collezione.
cfr. Perret 2694; Lonchamp 1850; ACL 194; Tooley 446.

Dante con l’espositione di Christoforo Landino, et di Alessandro Vellutello. Venezia, D. Nicolino-G. Marchiò Sessa & fratelli, 1564.

In-folio, 28 cc. non num. incluso il frontespizio, 392 pagg. num.; 4 cc. non num. inserite tra la c. 163 e la c. 164 (errori di numerazione alle pagg. 29, 231, 257, 272, 288, 299, 322 e 376).
Frontespizio figurato con grande ritratto di Dante inciso su legno e inserito in un elaborato medaglione xilografico, testo disposto su due colonne, numerosi capilettera, fregi e testatine xilografiche, dedica di Sansovino a Pio IV, tavola delle voci difficili che si trovano nell’opera, proemio di Landino alla Rep. Fiorentina, numerose illustrazioni xilografiche nel testo, marca tipografica al verso dell’ultima carta raffigurante un gatto con un topo in bocca inserito in cornice (il significato della marca è probabilmente una minaccia rivolta dai Sessa, affermata famiglia di tipografi, ai possibili concorrenti). Completo.
Legatura di fine ’700 inizio ’800, in piena pergamena rigida, piatti decorati con cornici a più filetti impresse a secco con angoli floreali, dorso a 7 nervi con titolo manoscritto al secondo comparto e ferri fitomorfi impressi a secco negli altri, tagli spruzzati rossi.
Elegante edizione della Divina Commedia, anche conosciuta come “del Gran Nasoo “del Nasone” per il grande ritratto di Dante inserito al frontespizio. L’edizione riprende il testo dell’aldina del 1502 ed è curata da Sansovino e unisce il commento quattrocentesco di Landino con quello cinquecentesco di Vellutello, qui pubblicati per la prima volta insieme. La prima con il commento del Vellutello è stata impressa a Venezia nel 1544 da Francesco Marcolini.
Esemplare a grandi margini in ottimo stato conservativo.
cfr. Mambelli 40; Adams D 103; Gamba 390; De Batines I 91-92; Mortimer 147; Olschki-Choix 4411.

Vernet, Carle. Campagnes des Français sous le Consulat & l’Empire. Parigi, Libraire rue Visconti, s.d. (1834).

In-folio, 4 cc. non num. inclusi l’antiporta e il frontespizio, 5 tavole di ritratti, 60 tavole di vedute.
Antiporta con ritratto di Napoleone I e facsimile di autografo dello stesso, frontespizio in caratteri rossi e neri figurato con aquila napoleonica, indice delle tavole, notizie biografiche disposte su due colonne, 5 tavole con 100 ritratti complessivi di marescialli e generali napoleonici, inseriti entro medaglioni ed incisi da Bovinet, 60 animatissime tavole a piena pagina disegnate dal Vernet ed incise in rame da differenti artisti, quali: L. J. Masquelier, Daudet, P. P. Choffard, Dambrun, Dupréel, J. Bosq, raffiguranti le principali battaglie e gli ingressi trionfali delle truppe francesi. Tra le località rappresentate ci sono Millesimo, Mondovì, Lodi, Milano, Pavia, Livorno, Castiglione, Roveredo, San Giorgio, Arcole, Rivoli, la Favorita, il Tagliamento, Venezia, Mantova, Torino, Napoli, il valico del Monte San Bernardo, Montebello, Marengo, ecc. Completo.
Unica ed elegante legatura, eseguita da abile artista-legatore, in pieno marocchino verde dei primi anni del Novecento, piatto anteriore con doppio filetto in oro e cornice impressa a secco contenente una tempesta di api viste di dorso con le ali chiuse (l’ape nella vessillologia napoleonica è simbolo di immortalità e di resurrezione), al centro del piatto campeggia una scenografico stemma di Napoleone pitturato con aquila in metallo, in rilievo e dorata, dorso con filetti e titoli in oro, sguardie in seta verde, tagli dorati. Contenitore a cofanetto in piena seta verde con dorso in pelle.
Il volume, in seconda edizione, è una raccolta di incisioni tratte dai dipinti originali di Carle Vernet (*Bordeaux 1758 - †Parigi 1836), interessanti sia dal punto di vista storico che artistico.
Stupendo esemplare, completo in ogni sua parte e in perfetto stato di conservazione.
cfr. Cremonini 87 (con precisa collazione di tutte le tavole della prima edizione, che erano solamente 24).

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