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Vialardi, Giovanni. Trattato di cucina pasticceria moderna credenza e relativa confettureria. Torino, Tip. Favale & C., 1854.

In-8°, 2 cc. non num. incluso il frontespizio, 662 pagg. num.
Frontespizio incorniciato da vignette con immagini di vivande, arredi da tavola e cacciagione, prefazione, 32 tavole fuori testo con oltre 300 disegni, eseguiti personalmente dal Vialardi, in fine l’opera è completa dell’esteso indice spesso mancante nella maggior parte degli esemplari.
Completo.
Elegante brossura (che riprende la bordura del frontespizio) con vignette, immagini di vivande, arredi da tavola e cacciagione, dorso con titoli, tagli non perfettamente rifiniti.
Prima rara edizione di questo importante ricettario nel quale per la prima volta si utilizzano misure e pesi espressi con il nuovo sistema metrico decimale, adottato dai Savoia proprio in quell’anno (pag. 1). Innovativo inoltre perché promuoveva la conservazione dei cibi sottovuoto e per le ricette per bambini (pag. 60).
Giovanni Vialardi si dimostra abile nell’organizzare pranzi serviti alla francese o alla russa, completati dai raffinati vini. L'opera è composta da oltre 2000 ricette piemontesi, valdostane, nizzarde, genovesi e sarde (aree che facevano parte del Regno di Sardegna), suddivise in 19 capitoli e illustrate da 300 disegni eseguiti dall'autore stesso che raffigurano strumenti da cucina e piatti presentati come vere e proprie scenografie.
Buona conservazione. Sporadiche macchie nella parte inferiore di alcune pagine, senza però aver intaccato il testo. Brossura abilmente restaurata nella parte del piatto anteriore, in alto a destra.
cfr. Westbury 222.

 

Dante. La Comedia di Dante Aligieri, con la nova espositione di Alessandro Vellutello. Venezia, Francesco Marcolini, 1544.

In-4°, 441 cc. non num. (su 442, mancando l’ultima c. bianca), incluso il frontespizio.
Frontespizio, testo in elegante carattere corsivo, racchiuso dal commento in corpo minore, 3 grandi figure a piena pagina altre 84 inserite nel testo attribuite allo stesso Marcolini, commento del Vellutello in prima pagina.
Completo.
Legatura in pergamena dell’Ottocento, piatti muti, titoli in oro su tassello marrone al dorso, tagli spruzzati rossi, ex-libris di Leonis Olschki al contropiatto anteriore.
Prima edizione con il commento del Vellutello. Le illustrazioni del Marcolini sono considerate le prime illustrazioni moderne della Divina Commedia, copiate in seguito ed inserite nelle restanti edizioni del XVI secolo.
Bell’esemplare in buono e fresco stato conservativo. Frontespizio rimarginato nella parte inferiore e minimi restauri alla seconda carta.
cfr. Mambelli 30; Adams D 10; Sander 2823; Essling 545.

Abdullah Frères (fratelli Abdullah). Album di fotografie dell’Egitto e dei suoi dintorni. 1870 - 1880 circa.

In-folio oblungo, album contenente 56 fotografie originali all’albumina, applicate su robusto cartoncino, realizzate dai fratelli Abdullah, raffiguranti l’Egitto. Il titolo ed il nome dei fratelli Abdullah, compaiono nella maggior parte delle foto, nella parte sottostante. Di notevole interesse risultano essere le fotografie che raffigurano il popolo, i mestieri come i venditori, i portatori d’acqua, gli usi, le feste, i costumi, alcuni palazzi del Cairo e le zone circostanti il Nilo.
La prima foto ritrae il trentaduesimo sultano dell’Impero Ottomano Abdul Aziz (in turco ottomano عبد العزيز; Istanbul 1830 - 1876).
Legatura in piena tela percallina rossa, al piatto anteriore ricche cornici e decorazioni impresse in oro, dorso con racemi dorati, sguardie floreali.
Raro e interessante documento fotografico, realizzato dai più celebri fotografi operanti in Egitto nella seconda metà dell’Ottocento: i tre fratelli armeni Vichen (1820-1902), Hovsep (1830-1908) e Kevork Abdullah (1839- 1918).
I fratelli Abdullah gestivano uno studio fotografico ad Istanbul, ad Izmir e ad Il Cairo. Nel 1862 vennero nominati fotografi ufficiali reali dal sultano Abdul Aziz, incarico che ebbero anche con il sultano Abdul Hamid II nel 1878. Inoltre realizzarono e documentarono fotograficamente l’immenso Impero Ottomano. Nel 1899 decisero di vendere la loro attività ai fotografi Sebah e Collier.
La raccolta comprende anche 15  fotografie, tutte firmate dei fratelli greci Constantine e George Zangaki (attivi principalmente in Egitto e in Palestina tra il 1860-1880 circa).
Buona conservazione dell’album. Alcune foto, nella seconda parte, risultano leggermente ondulate.

Vue du pont sur la doire. Torino, Fossati, 1870 ca.

Litografia originale (mm 460 x 310 il foglio).
Eseguita a Torino nel 1870 circa da Emanuele Fossati, allievo della scuola istituita presso il Collegio Carlo Alberto di Moncalieri diretta da Francesco Chardon.
Rara esecuzione inserita entro ovale, raffigurante il ponte Mosca, uno dei ponti monumentali di Torino, è stato il primo ponte in pietra ad esser costruito nella città sabauda sulla Dora Riparia.
Nella parte inferiore centrale il titolo disposto su quattro righe.
Francesco Chardon, decano dei professori di disegno e litografia in Piemonte. Nel 1844 insegnava disegno, pittura e litografia al Real Collegio di Moncalieri, scuola dalla quale uscirono diverse litografie artistiche eseguite dagli allievi del Collegio.
Ottima conservazione.
cfr. Collezione Simeom, pag. 93.

Il Lago di Viverone. Torino, Giuseppe Pietro Bagetti, 1793 circa.

Incisione originale eseguita all’acquaforte, finemente acquerellata a mano all’epoca dall’autore, applicata su cartoncino rigido (mm 270 x 210).
Impressa a Torino nel  1793 circa da Giuseppe Pietro Bagetti.
Esecuzione incisoria di estrema rarità, raffigurante il lago e il borgo di Viverone.
Questa stampa è il quinto foglio di una suite di vedute, composta da quattordici incisioni, raffiguranti Torino e scorci del Piemonte. Bagetti eseguì questo lavoro valendosi della collaborazione di Luigi Valperga.
Lungo la parte inferiore della bordura ovale che incornicia l’immagine, a destra, firma “Bagnetti f.”. In basso al centro il titolo.
Buono stato conservativo della carta, dell’impressione e del colore.
cfr. Baudi Di Vesme, vol. I, , pag. 63; Collezione Simeom pag. 130.

Typus Geographicus. Anversa, A. Ortelius, 1590.

Incisione originale eseguita su rame, finemente acquerellata a mano all’epoca (mm 438 x 310 l’impressione pià margini).
Impressa ad Anversa nel 1590 dal cartografo Abraham Ortelius (*Anversa 1527 - †1598), inserita nell’atlante “Theatri Orbis Terrarum Parergon”.
Carta di grande interesse raffigurante il mondo antico. Il planisfero è circondato da una ricca cornice nei cui angoli sono contenuti in formato circolare i quattro continenti.
La mappa presenta i territori conosciuti fino al 1492, all'interno di una proiezione ovale nella quale  sono rappresentate le fasce climatiche canonizzate da Tolomeo. Ortelius tiene conto delle scoperte di Strabone il quale sostiene che la terra abitata occupi meno della metà dell'emisfero boreale.
Ottimo stato conservativo della carta, dell’impressione, in vivace coloritura coeva. Cornice in legno scuro con fascia interna pitturata nera.
cfr. Koeman III, Ort. 46.

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